Realtà

Cosa vede uno yorkshire che entra in un prato d’erba non tagliato rispetto a un alano?
Il piccoletto entra in una foresta.
L’alano passeggia su un prato.
Il prato è lo stesso eppure ciascuno/a ha esperienza di quella realtà a partire dal proprio karma.
Un gatto, al buio, può vedere un mare di cose che noi non possiamo percepire. Un cane conosce, riconosce e ricorda la realtà attraverso l’olfatto e quando annusa un angolo sta leggendo tutto di quell’angolo: cosa c’è, chi c’è, chi c’è stato. Noi, proprio come gli animali, siamo capaci di guardare quello che i nostri sensi ci permettono di vedere, di conoscere, di ricordare. Quella è la realtà per noi.
Ci sembra vero solo quello che le emozioni, le paure, i pensieri e le esperienze vissute fino a quel momento ci fanno vedere della realtà.
La realtà allora è solo soggettiva, tutta individuale, determinata dallo stato d’animo del momento e dalla nostra storia. Ed esistono tante possibili realtà quante il karma di ognuno consente di vederne.
Tutte vere, tutte degne.

Billie Holiday: la sensibilità del canto Jazz e Blues

Billie Holiday, nata Eleanora Fagan il 7 aprile 1915 a Filadelfia, è stata una delle più iconiche e influenti cantanti jazz e blues del XX secolo. È nota non solo per la sua voce straordinaria, ma anche per la sua capacità di trasmettere emozioni profonde attraverso le sue interpretazioni. Il suo stile unico, caratterizzato da un fraseggio personale e un approccio emotivo alle canzoni, la distingue tra i più grandi artisti del suo tempo.
Holiday iniziò la sua carriera negli anni ‘30, esibendosi in piccoli club a New York. Fu scoperta dal produttore John Hammond, che la fece entrare nell’orchestra di Benny Goodman, uno dei primi passi verso la fama. Tra i suoi successi più noti vi sono brani come “Strange Fruit, una canzone struggente che denuncia il linciaggio degli afroamericani nel sud degli Stati Uniti, “God Bless the Child”, e “Lover Man”.
La vita di Billie Holiday è stata segnata da profondi traumi personali e difficoltà, tra cui la discriminazione razziale, gli abusi, e la dipendenza da droghe, che ne hanno in parte oscurato la brillante carriera. Nonostante le difficoltà, la sua voce e il suo talento hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica. Il suo modo di cantare, che integrava il jazz e il blues con il suo vissuto personale, la rese unica e la fece diventare una figura simbolica della lotta contro l’ingiustizia sociale.
Holiday morì prematuramente il 17 luglio 1959 a soli 44 anni, ma la sua musica continua a influenzare artisti di tutto il mondo. Conosciuta anche come “Lady Day”, il suo stile ha aperto la strada a generazioni di cantanti che hanno cercato di esprimere le proprie emozioni attraverso il jazz.

La Bussola #8

La descrizione del sito Volere la Luna è: La politica punto a capo.

Il sito (e associazione) Volere la Luna non si promuovono come illusi o sognatori ma pensano che senza entusiasmo, senza pensare in grande, senza utopia non si esca dalla crisi etica, sociale, culturale e politica in cui ci ha precipitati il pensiero unico. In Italia e non solo.
Volere la luna significa pensare che fare solidarietà è fare politica. Che fare la pace è fare politica. Che fare eguaglianza tra i generi è fare politica.

Goccia

Che nessun dettaglio
possa inutilmente perdersi
nel mare uniforme del ricordo.
Così raccogli ogni più piccola goccia
d’immagine sospesa
sugli occhi accasciato.

Ash Ra Tempel – Schwingungen (1972)

I P.I.L dell’influentissimo Metal Box sette anni prima? Per ascoltarli non dovete che porre mano alla prima metà (un tempo, facciata) di Schwingungen: sono li, in una Flowers Must Die che preconizza John Lydon persino nel titolo (mentre Suche & Liebe adombra piuttosto certi Pink Floyd). Ulteriore passo avanti nello straniamento per i berlinesi Ash Ra Tempel dopo un omonimo esordio a 33 giri ove avevano mandato in lisergica collisione, fra ricordi di blues, Stooges e Sun Ra, MC5 e Quicksilver Messenger Service. Imperdibile l’immediato prosieguo, con il sodalizio con il guru psichedelico Timothy Leary di Seven Up e altre delizie chiamate Join Inn e Starring Rosi. Fino all’avveniristico Inventions for Electric Guitar del ’75, di fatto un disco solistico del leader Manuel Göttsching. Cè chi dice che sia l’atto di nascita della techno.

Ascolta il disco

Asterisco *24

La vita è breve, le infelicità interminabili, il tempo scarso. Bisogna prendersi tutto ciò che c’è di buono e di bello nella vita. Senza rinunciare a nulla. Agli oggetti, le cose, i beni, si devono preferire le sensazioni. Bisogna godere, amare, discutere, emozionarsi. Troppe sono le dita puntate che indicano ciò che non si può fare. Bisogna eliminarle.

Artefatti di Internet #55 – First Tweet (2006)

Il co-fondatore Jack Dorsey ha inviato il primo tweet in assoluto, “sto solo impostando il mio twttr”, il 21 marzo 2006. Twitter è stato inizialmente progettato come una piattaforma basata su SMS per gli amici per condividere aggiornamenti di stato. Si chiamava “twttr”, perché all’epoca era di moda rimuovere le vocali dai nomi delle aziende. Nei suoi primi giorni, in un mondo dominato dai cellulari a conchiglia, Twitter ha impiegato del tempo per guadagnare terreno. La sua svolta significativa è avvenuta durante la conferenza South by Southwest Interactive nel marzo 2007, dove la piattaforma ha visto un’impennata enorme nell’utilizzo.

World Press Photo 2025

Le foto premiate dal prestigioso concorso di fotogiornalismo raccontano molte proteste, guerre e conseguenze della crisi climatica.

Aircraft on Flooded Tarmac – © Anselmo Cunha, Agence France-Presse

Sono stati annunciati i vincitori del World Press Photo, uno dei concorsi di fotogiornalismo e fotografia documentaria più prestigiosi al mondo. Il concorso è diviso in sei aree geografiche (o regioni) e per ciascuna sono stati annunciati i vincitori delle tre categorie in cui è suddiviso. Il vincitore del World Press Photo of the Year, il premio più importante, sarà comunicato il 17 aprile e selezionato tra le foto presentate.

WorldPressPhoto – 42 foto spiegate sul Post10 foto spiegate su Wired

Sarah Vaughan: la “divina”

Sarah Vaughan è stata una delle più grandi cantanti jazz della storia, riconosciuta per la sua voce calda, potente e dal timbro unico. Nata il 27 marzo 1924 a Newark, nel New Jersey, Vaughan ha iniziato la sua carriera cantando in chiese e successivamente ha partecipato a competizioni locali, attirando l’attenzione di grandi nomi del jazz.
La sua carriera decollò negli anni ‘40 quando vinse un concorso amatoriale all’Apollo Theater di Harlem, un evento che la catapultò alla notorietà. È stata una pioniera nel jazz vocale, portando un’ampia gamma espressiva e un controllo vocale impressionante. È nota per il suo fraseggio, l’uso del vibrato e la capacità di passare con agilità tra vari registri vocali.
Vaughan collaborò con molti musicisti jazz leggendari, come Charlie Parker, Dizzy Gillespie e Miles Davis, e incise numerosi brani classici, tra cui “Misty”, “Lullaby of Birdland” e “Tenderly”. Il suo stile è stato una fusione tra jazz e pop, che le ha permesso di raggiungere un pubblico più vasto. Ha avuto una carriera longeva, durata più di quattro decenni, e il suo contributo alla musica le ha fatto guadagnare il soprannome di “The Divine One”.
Morì il 3 aprile 1990, ma il suo lascito musicale continua a influenzare generazioni di cantanti jazz.