Segnali #13

Suoni – Alone again mi porta il ricordo dei primissimi giorni di scuola media, quindi, nuovi compagni e soprattutto, novità per l’epoca, le prime classi miste. Era tutto nuovo e affascinante con un futuro tutto da scoprire.
Gilbert O’Sullivan, è un cantautore irlandese-britannico noto soprattutto per il suo stile melodico e per le sue canzoni pop, gentili e delicate che rappresentano una ventata di novità nel frastuono di suoni e colori del glam rock imperante in quegli anni. Alone again (naturally), un vero e proprio inno alla semplicità che viene vissuto, a dispetto delle parole, come una sfida anticonformista agli eccessi del music business.

Visioni – Mehmet Karaca è un talentuoso fotografo turco. La macro-fotografia è la sua più grande passione. Formiche, farfalle, camaleonti, coccinelle e tantissimi insetti minuscoli, tutti catturati in macro, fanno parte della sua enorme collezione.
Dateci un’occhiata, ne vale la pena.

Dintorni – Entro il 2050, più del 23% della popolazione mondiale di età superiore ai 69 anni vivrà in climi con esposizione acuta al calore superiore alla soglia critica di 37,5 gradi, rispetto al 14% del 2020, segnala Giacomo Falchetta, ricercatore presso il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e l’Università Ca’ Foscari Venezia. Da Parigi a Madrid, le città preparano i rifugi per difendersi dalle ondate di calore

Grinderman — Grinderman 2 (2010)

Prosegue il progetto Grinderman dopo un primo disco ne esce un secondo che porta il titolo assai fantasioso di “2”. Il lavoro non si discosta molto dal primo, il suono è più elettrico e chitarristico, del pianoforte neanche l’ombra.
In quanto progetto, Grinderman è sperimentazione. Nelle nove canzoni Cave e soci sembrano cercare nuove forme sonore e frantumando la melodia in favore di schizzi punk, le canzoni diventano ‘rumore’, un rumore razionale sia chiaro, dove nulla è suonato a caso ma tutto appartiene ad un filo musicale ragionato. Il disco a molti potrà non piacere ma sarà solo per una questione di gusti e non di intelligenza. Cave rimane ancora un musicista e un interprete di prim’ordine e ancora una volta attraverso i Grinderman dimostra il suo essere ancora presente, per niente stanco ma ancora con molte cose da dire. 

Oggi si celebra la Resistenza

Resistenza indica una forma di opposizione attiva alle aggressioni, proprio come quella messa in campo dai partigiani.

Nell’ultimo decennio si è assistito a un rafforzamento di formazioni politiche di estrema destra e fascistoidi. Peggio ancora, i loro obiettivi e le pratiche politiche dell’estrema destra hanno contaminato molte delle forze parlamentari e istituzionali che si definiscono antifasciste.
C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato, ma c’è.

Oggi tutti i partiti di centrosinistra trovano una propria identità in opposizione all’estrema destra. Ma fanno molta più fatica a darsi un’identità in modo attivo, riconoscendosi in obiettivi comuni e in una visione di futuro, diventando infine complici degli stessi partiti fascistoidi di cui si dichiarano avversari.

È necessario ricordare quindi che l’antifascismo è una parola che indica una forma di opposizione attiva, proprio come quella dei partigiani, che si celebra il 25 aprile.

Resistenza significa sostenere e contribuire in ogni modo possibile, anche solo con parole di sostegno esplicito e pubbliche, di stare dalla parte dei deboli, di chi soffre, di chiede aiuto.

Resistenza significa scendere in piazza per ricordare i 40 mila partigiani morti combattendo armi in pugno il regime nazifascista, caduti provando a costruire per l’Italia un futuro di libertà.

Buon 25 aprile

Artefatti di Internet #57 – The Impossible Quiz (2007)

Un gioco Flash del 2007 creato dall’utente di deviantART Splapp-me-do, l’Impossible Quiz ha guadagnato notorietà per le sue domande assurde e il suo umorismo. Con 110 domande sconcertanti e simili a enigmi, il gioco ha frustrato i giocatori con la sua logica distorta, rendendolo uno dei primi giochi virali di rabbia. Il gioco è diventato una sensazione in classe, con studenti che gareggiavano e collaboravano per memorizzare le risposte senza senso del gioco durante il tempo libero nei laboratori informatici.

Otis Spann: un Bluesman originale

Otis Spann è stato uno dei più grandi pianisti di blues di tutti i tempi, noto soprattutto per il suo ruolo centrale nel Chicago blues. Nato il 21 marzo 1930 a Jackson, Mississippi, Spann è cresciuto immerso nella musica, apprendendo i segreti del pianoforte da sua madre, che era una cantante e pianista di blues, e da una figura paterna importante, forse il leggendario pianista Big Maceo Merriweather.
Spann si trasferì a Chicago negli anni ’40, dove divenne una figura fondamentale della scena blues della città. La sua carriera decollò quando si unì alla band di Muddy Waters nel 1952. Insieme a Muddy Waters, Spann contribuì a definire il suono del Chicago blues, con il suo stile di piano intenso e trascinante, caratterizzato da una combinazione di ritmi potenti e un uso espressivo della mano sinistra per creare un solido groove.
Il suo tocco al piano era inconfondibile: un mix di profondità emotiva, grande tecnica e un senso innato del ritmo. Spann è stato un collaboratore di lunga data di Waters e ha suonato con lui per oltre un decennio, partecipando a registrazioni fondamentali come “I’m Ready”, “Hoochie Coochie Man” e “Mannish Boy”. Durante questo periodo, Spann ha anche inciso come solista, pubblicando dischi memorabili come “Otis Spann Is The Blues” (1960) e “The Blues Never Die!” (1965), in cui la sua voce calda e il suo piano erano al centro della scena.
Oltre al suo lavoro con Waters, Spann ha collaborato con altri grandi del blues come Howlin’ Wolf, Bo Diddley e Buddy Guy. Il suo stile univa il blues del Delta con il più moderno Chicago blues elettrico, rendendolo un musicista versatile e rispettato.
Otis Spann morì prematuramente il 24 aprile 1970 a soli 40 anni, ma il suo impatto sulla musica blues è stato immenso. È considerato uno dei pianisti più influenti della storia del blues, e la sua eredità vive nelle opere dei tanti musicisti che ha ispirato.

Forma e sostanza

Per chi come me, ha seguito, amato e considerato la saga di Ferretti, Zamboni, Maroccolo, Magnelli e Canali e quindi dei CCCP, CSI e successivamente PGR, la più grande, bella, profonda e rivoluzionaria esperienza musicale italiana, questo docufilm di Cristiano Lucidi è imprescindibile.

Lucidi è riuscito in 95 minuti, a dare uno spaccato della loro storia in maniera esaustiva senza nessuna sbavatura e soprattutto senza mai annoiare. Come è giusto che sia, Lucidi si sofferma soprattutto sul paragrafo più importante di questo pezzo di storia della musica italiana ovvero i CSI, sottolineando quanto questo gruppo abbia cambiato il suono e la percezione dell’underground e della musica alternativa in Italia.

Ho seguito fin dall’esordio ogni loro pubblicazione sonora e anche le “performance” personali e non, a volte lontane dall’aspetto musicale. Ebbi modo di vederli dal vivo insieme a poche centinaia di presenze all’ex foto boario di Treviso nel 1985. Avevano pubblicato fino ad allora solo alcuni EP e stavano promuovendo il loro primo LP dal titolo chilometrico: “1964/1985 Affinità divergenze fra il compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età”. Un disco considerato da molti critici tra i massimi capolavori della musica italiana, nonché una pietra miliare del punk europeo.

Le cose poi cambiano, e con la fine degli anni novanta, finisce anche la saga della loro vita musicale di gruppo. Le idee e di conseguenza le scelte, sociali/politiche (vedi Lindo Ferretti) prendono altre strade non sempre per me condivisibili. Ma, nonostante questo, ogniqualvolta ascolto un loro brano, i brividi e le emozioni sono ancora tanto forti come allora e questo bellissimo e completo docufilm ne è l’ennesima dimostrazione.

I capitoli del docufilm sono così articolati:
00:00 Track 00: Intro
05:37 Track 01: La Storia
16:21 Track 02: Consorzio Suonatori Indipendenti
25:03 Track 03: La Band
35:35 Track 04: La Firma Del Contratto
40:07 Track 05: Ko De Mondo
54:39 Track 06: In Quiete
59:45 Track 07: Linea Gotica
01:09:39 Track 08: Tabula Rasa Elettrificata
01:29:25 Track 09: Outro

George “Harmonica” Smith: innovatore dell’armonica Blues

George “Harmonica” Smith, nato il 22 aprile 1924 a Helena, Arkansas, è stato un virtuoso dell’armonica e uno dei più influenti bluesman della sua generazione. È noto per il suo stile potente e ricco di sfumature, che ha contribuito a ridefinire il ruolo dell’armonica nel blues, in particolare nel genere del Chicago blues.
Smith iniziò a suonare l’armonica in giovane età, ispirato da musicisti come Sonny Boy Williamson I. Si trasferì a Chicago, dove divenne un esponente di spicco della scena blues, collaborando con artisti del calibro di Muddy Waters e Little Walter, due dei più grandi interpreti del Chicago blues. Smith si distinse per il suo tono pieno e robusto e per la sua capacità di passare da uno stile melodico a uno più aggressivo, il che lo rese molto apprezzato tra i suoi contemporanei.
Nonostante il suo enorme talento, George “Harmonica” Smith non raggiunse mai lo stesso livello di fama di altri armonicisti blues, ma la sua influenza si fece sentire profondamente tra i musicisti della West Coast e tra i suoi successori. Si trasferì a Los Angeles negli anni ’50, dove divenne un punto di riferimento nella scena musicale blues locale e lavorò con artisti come Big Mama Thornton e Junior Wells.
Smith è stato anche un insegnante influente, contribuendo alla formazione di nuovi talenti, tra cui il celebre armonicista Rod Piazza, con il quale ha suonato in una band chiamata Bacon Fat.
La sua carriera fu interrotta prematuramente dalla sua morte nel 1983, ma il suo stile unico e la sua tecnica rimangono una pietra miliare per gli armonicisti blues di oggi. George “Harmonica” Smith è ricordato come un maestro dell’armonica blues, capace di evocare emozioni profonde attraverso il suo strumento, e la sua musica continua a essere apprezzata da appassionati del blues di tutto il mondo.

Sony World Photography Awards 2025

Anche quest’anno, la World Photography Organisation ha annunciato i vincitori del concorso “Sony World Photography Awards 2025”. Le immagini premiate, che spaziano dai paesaggi alla fauna selvatica, sono una più impressionante dell’altra.

Le categorie sono dieci: ArchitectureCreativeLandscapeLifestyleMotionNatural World & WildlifeObjectPortraitureStreet PhotographyTravel.
Le foto premiate sono le prime partendo da in alto a sinistra per ogni categoria.