Spencer Segelov & Great Paintings – You’re A Lighthouse, I’m At Sea (2024)

You’re A Lighthouse, I’m At Sea del gallese Spencer Segelov e il suo gruppo Great Paintings, ha quel tipo di fascino retrò-pop che bene si abbina a qualsiasi epoca.

All’ascoltatore viene offerto un viaggio attraverso il sussidiario del pop-rock di ieri, i brani infatti, sono immersi tra gli anni ’60, ’70 e ’80.

Sono le chitarre elettriche (quattro su cinque strumenti) a costruire la trama sonora del disco, creando melodie intense e vivaci con quel “sentito” che non crea nostalgia ma che invece ha una portata futuribile.

Figlio del blocco del covid, i brani di questo album hanno sostituito le serate di Spencer nei pub gallesi e, di sicuro, lo lanceranno definitivamente verso quell’aurea musicale di matrice pop che tanto facilmente gli riesce bene.

Ascolta il disco

Dieci musei da visitare da casa

Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Con oltre 1.700 opere d’arte di oltre 625 artisti, la Collezione Online presenta un database di ricerche di opere selezionate dalla collezione permanente del Guggenheim di circa 8.000 opere d’arte. Il museo rende disponibili online alcune delle sue collezioni ed esposizioni, tra cui opere di Franz Marc, Piet Mondrian, Pablo Picasso e Jeff Koons.

Musei Vaticani

I Musei Vaticani presentano una vasta collezione di importanti sculture d’arte e classiche curate dai Papi nel corso di molti secoli. Potrete fare un tour virtuale del parco del museo e delle mostre iconiche, incluso il soffitto di Michelangelo della Cappella Sistina.

Louvre, Parigi

Il museo Louvre di Parigi, offre tour online gratuiti di alcuni dei suoi reperti ed opere, come le sue antichità egizie e le opere di Michelangelo. Potrete dare un’occhiata al museo a 360 gradi e cliccare sui rari manufatti per conoscerne i dettagli e la storia.

British Museum, Londra

Con una collezione che conta oltre otto milioni di oggetti, il British Museum di Londra rende alcuni dei suoi pezzi visualizzabili online, tra cui “Kanga: Textiles From Africa” e “Objects From The Roman Cities of Pompeii and Herculaneum”. Il museo ha anche collaborato con il Google Cultural Institute per offrire tour virtuali utilizzando la tecnologia di Google Street View.

Museo del Prado, Madrid

Anche il museo del Prado di Madrid è chiuso per emergenza coronavirus, e mette a disposizione di tutti le sue collezioni e gli spazi meno noti. Il museo di Madrid ospita opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, fra cui Beato Angelico, Andrea Mantegna, Raffaello Sanzio, Hieronymus Bosch, Rogier van der Weyden, Bruegel il Vecchio, El Greco, Pieter Paul Rubens, Tiziano, Diego Velázquez, Francisco Goya.

Hermitage, San Pietroburgo

Potrete visitare online l’Hermitage di San Pietroburgo che espone una delle più importanti collezioni d’arte del mondo. Tra i numerosissimi autori annoveriamo Caravaggio, Paul Cézanne, Giambattista Pittoni, Leonardo da Vinci, Raffaello, Antonio Canova, Francesco Casanova, Jacques-Louis David, Edgar Degas, Paul Gauguin, Fra Filippo Lippi, Henri Matisse, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Rembrandt, Vincenzo Petrocelli, Pieter Paul Rubens, Tiziano Vecellio, Vincent van Gogh, Jacob van Ruisdael, Diego Velázquez, Paolo Pagani.

Gallerie Uffizi, Firenze

Parte l’iniziativa Uffizi Decameron. Ogni giorno, sui profili social degli Uffizi: Instagram, Facebook e Twitter, verranno pubblicate foto, video e storie dedicate ai capolavori custoditi nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli.

Museo Egizio, Torino

Il museo Egizio di Torino organizza videotour attraverso i canali social per raccontare gli oggetti della collezione del Museo Egizio. Con l’iniziava #laCulturaCura, potrete fare un viaggio virtuale tra i tesori del museo di Torino.

Rijksmuseum, Amsterdam

Il Rijksmuseum di Amsterdam possiede la più grande collezione di opere d’arte del periodo d’oro dell’arte fiamminga (1584-1702) e una considerevole collezione di arte asiatica. Potrete visitare il museo con un’app che propone 14 diversi tour multimediali e molti percorsi creati dai visitatori utilizzando Rijksstudio.

Teatro-Museo Dalì, Figueres

Il Teatro-Museo Dalí è interamente dedicato alle opere d’arte di Salvador Dalí. Presenta molte sale e mostre che ripercorrono ogni epoca della vita e della carriera di Dalí, l’artista stesso è sepolto qui. Il museo offre tour virtuali del parco e alcuni reperti, come la mostra surreale di Mae West’s Face.

The Band — The Band (1969)

Se il primo album della Band “Music from Big Pink” (1968), per molti il capolavoro del gruppo, sembrava provenire dal nulla, fu con questo secondo disco Omonimo che la Band prese il volo. Il gruppo più coeso e compiuto, con uno sforzo maggiore e consapevole, assume le fisionomie di vera band. Abbandonando la miscela sgangherata, per quanto eccezionale del primo lavoro, il suono delle dodici canzoni che compongono questa pietra miliare assume una linea più marcata e personale.

Una Band speciale sotto molti punti di vista: per il nome (l’unico veramente incondizionato), per la provenienza geografica, per le peculiarità dei componenti: un batterista che suona il mandolino, un organista che suona il sassofono, un bassista che suona il violino e un pianista che suona la batteria. L’unico normale è il chitarrista Robbie Robertson, che però è un eccellente strumentista, oltre che autore di gran parte delle canzoni e leader a tutti gli effetti. Appunto, una Band con un leader non cantante: le voci affidate al batterista, al pianista e al bassista. Una Band di purissima americana costituita per quattro quinti da canadesi. In una parola: un miracolo.

Più dell’esordio di Music From The Big Pink, questo secondo album omonimo è il solco più profondo scavato nelle viscere dell’America ancenstrale, dalle fondamenta di ragtime, bluegrass, jazz fumoso, rhythm’n’blues e folk da campo. Un uovo concetto di country-rock, diranno i critici contemporanei. Robbie Robertson, Levon Helm, Rick Danko, Garth Hudson e Richard Manuel ci arrivarono dopo aver sudato come The Hawks al fianco di Ronnie Hawkins e con Dylan nella basement, ma ci giunsero essenzialmente “da soli”, con un insieme di cultura, grazia a passionalità che non verrà mai eguagliato. Immagini calde e fascinose, il Grande Romanzo Americano nella sua essenza più nobile.
Across The Great Divide, Rag mama Rag, The Night They Drove Old Dixie Down, Up On Cripple Creek e Rockin’ Chair sono scritte sul Libro della Vita.
Oggi non ne resta nessuno di quei prodigiosi figli americani: Manuel si è impiccato, Danko è morto nel sonno. Robertson è morto di cancro, Helm se ne andato nel 2012 e Hudson a gennaio del 2025. (Aggiornato)

Questa è musica senza tempo.

Occidente, il caldo secco degli ultimi 20 anni non ha precedenti in 500 anni

Uno studio recente basato sulla dendrologia rivela che l’Occidente sta vivendo le condizioni di caldo secco più estreme degli ultimi 500 anni

L’Occidente sta affrontando la sua fase più critica di siccità e calore degli ultimi cinque secoli. Uno studio basato sull’analisi degli anelli degli alberi ha rivelato che il fenomeno del “caldo secco” è aumentato in modo senza precedenti, amplificato dal cambiamento climatico. Questa scoperta, ennesimo campanello d’allarme per la scienza moderna, è una chiara dimostrazione di come le nostre azioni influenzino direttamente l’ambiente che ci circonda.

Il ruolo della dendrologia nella comprensione del clima

La dendrologia, lo studio degli anelli degli alberi, svolge un ruolo cruciale nella nostra comprensione del cambiamento climatico. Gli anelli più densi indicano generalmente temperature più calde, mentre quelli meno densi suggeriscono periodi più freddi. Recentemente, sono stati fatti passi da gigante in questo campo, con l’introduzione di tecniche che utilizzano la luce per misurare la densità degli anelli in modo più semplice, sicuro ed economico.

In questo caso, attraverso l’osservazione della densità e della larghezza degli anelli gli scienziati possono ricostruire le condizioni climatiche passate e il caldo secco risalendo fino al 1553. Se volete approfondire lo studio pubblicato su Science Advances, eccolo a vostra disposizione.

Implicazioni presenti e future

La combinazione di caldo estremo e condizioni di siccità non solo peggiora la situazione idrica, ma ha anche conseguenze complesse sugli ecosistemi e sull’agricoltura. Per questo le aree travolte dal caldo secco potrebbero vedere accelerare un effetto domino ancora più estremo nei prossimi anni.
Ogni stress causato da una bassa precipitazione o anche da una lieve riduzione delle precipitazioni causerà maggior stress al pianeta a causa dell’aumento delle temperature.

Caldo secco, i danni maggiori

Aree come il Nevada o il Sud-ovest degli USA, o la penisola iberica e l’Italia rischiano sempre più eventi estremi e danni per la salute dei cittadini. La ricerca è in una corsa contro il tempo per sviluppare modelli previsionali più accurati e trovare soluzioni per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

È fondamentale agire ora per affrontare le sfide poste dal caldo secco provocato dal cambiamento climatico. Solo attraverso un impegno collettivo e un’azione immediata possiamo sperare di mitigare gli impatti di questi fenomeni senza precedenti.

via | futuroprossimo

Artefatti di Internet #13 – Il primo sito web (1991)

Nel marzo 1989, Tim Berners-Lee scrisse la proposta iniziale per il World Wide Web, immaginandolo come un “sistema informativo universale collegato” per aiutare i ricercatori a condividere le informazioni. Nel dicembre 1990 ha lanciato il primo sito web al mondo, info.cern.ch. Il sito conteneva dettagli sul progetto WWW, inclusa una spiegazione dell’ipertesto e istruzioni per la configurazione di un server web. Tim Berners-Lee ha creato il primo browser web, chiamato WorldWideWeb, per visualizzare il sito. Ha ospitato il primo sito web su un computer NeXT, allegando una nota scritta a mano al computer: “Questa macchina è un server. NON SPEGNERE!!”

Il World Wide Web (termine in lingua inglese traducibile in italiano come “rete di ampiezza mondiale”, o “rete mondiale”, dove “rete” viene richiamato da web (“tela”), l’intreccio composto da ordito e trama), abbreviato web, sigla WWW o W3, è uno dei principali servizi di Internet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti amatoriali e professionali (multimediali e non) collegati tra loro attraverso collegamenti (link), e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet; questa facile reperibilità di informazioni è resa possibile, oltre che dai protocolli di rete, anche dalla presenza, diffusione, facilità d’uso ed efficienza dei motori di ricerca e dei web browser in un modello di architettura di rete definito client-server. (continua…)

Nicolas De Staël

“Io non oppongo la pittura astratta alla pittura figurativa. Un quadro dovrebbe essere al tempo stesso astratto e figurativo. Astratto in quanto muro, figurativo in quanto rappresentazione d’uno spazio.”

Intervista, 1952, in Marie du Bouchet, Nicolas de Staël. Une illumination sans précédent

Furono gli anni cinquanta il periodo d’oro dell’Espressionismo Astratto e New York era il centro mondiale. De Kooning, KLine e Rothko erano le stelle dell’arte americana che stava trionfando. Ma anche a Parigi si viveva una sorta di boom postbellico, testimoniato dallo slancio di una nuova generazione di pittori e scultori. Uno di quest’ultimi – una meteora, come lo definì un critico – fu Nicolas de Staël.

Nicolas de Staël è nato a San Pietroburgo nel 1914, da una famiglia nobile di origine baltica. I De Staël si trasferirono in Polonia, dove il padre di Nicolas morì, poi a Bruxelles, dove il giovane ricevette la sua prima educazione. Ma Nicolas trascorse gran parte della sua gioventù a giro per l’Europa, prima di stabilirsi a Parigi nel 1938.
Nella Francia occupata, de Staël visse momenti assai difficili, ma già nel primo dopoguerra si era guadagnato una notevole fama ed una certa indipendenza economica che lo indusse, nel 1953, a trasferirsi a Ménerbes, nel sud della Francia. Morì suicida ad Antibes il 16 marzo 1955.
De Staël è oggi un’icona dell’arte francese del dopoguerra e non solo per l’aura esistenzialistica che la sua figura pubblica ha sempre emanato. De Staël era infatti un artista autentico: il suo cromatismo romantico e tuttavia sempre emotivamente controllato, il suo talento nell’impasto materico e nel tocco lievissimo lo ha reso un pittore di grande energia, ma mai esplosiva, anzi sempre contenutissima e perfettamente dominata da uno spirito in qualche modo ascetico.

Il colore e la luce sono del resto i veri protagonisti nell’esperienza pittorica di de Staël e come nel caso di Klee, è dal Nord Africa (visitato a più riprese fra il 1936 ed il 1940, anno in cui prestò servizio nella Legione Straniera) che de Staël ne trasse le impressioni più indelebili. In luogo del disegno, il colore stesso diventò il fondamento dei suoi dipinti, il testo della sua esperienza sensibile.

De Staël visse gli anni in cui si consumava la diatriba fra figurativo ed astratto. L’impossibile conciliazione fra i due termini pareva allora questione assoluta. De Staël si gettò con tutte le sue forze alla ricerca di una possibile soluzione, creando una pittura di pure forme che, come le idee platoniche, vivono fuori dal tempo, ma sono ugualmente concrete e materiche quanto può esserlo la vita stessa.

Link utili: WikipediaObliqueIl Giornale dell’ArteIl Foglio dell’Arte

Leggera

Pianta stranissima che neanche l’app è stata in grado di riconoscere, probabilmente perché è indefinibile il fatto che non si capisce se stia sfiorendo o crescendo. Poco cambia.

Victor Jara’s Hands – Calexico (2008)

Una delle qualità che preferisco in una canzone è la capacità di evocare senza sforzo una scena nella testa dell’ascoltatore. Il brano inizia con un lento sviluppo di maracas e chitarra e crea uno sfondo ispanico che pian piano si estende oltre il semplice ritornello “Ole ole ole ole” con sezioni di fiati brillanti a guidare bene la canzone.
In questo brano si evocano le mani di Victor Jara, esponente della Nuova Canciòn Chilena, militante del Partido Comunista de Chile (lo stesso di Pablo Neruda) e sostenitore di Salvador Allende, ucciso dagli uomini del generale Pinochet dopo terribili torture.

Nuvole

Sospese nell’aria, danzano leggere,
le nuvole adornano il cielo a piacere.
Come bianchi veli di un immenso palcoscenico,
tracciano forme e disegni, un gioco incantato e unico.

Le nuvole sono poetesse senza penna,
che dipingono con l’anima l’eterea scena.
Come foglie sospese in un infinito vortice,
ci parlano di libertà, di sogni e di magia complice.

Guardale, osservale con occhi curiosi,
e lascia che la loro poesia ti sveli i misteri.
Nel loro volo lieve, troverai l’ispirazione,
e nell’infinito cielo, vivrai la tua visione.