Il Buddambulo #8

Benché la parola Budda possa richiamare l’immagine di una figura storica o gli studi di religione che abbiamo compiuto, essa è anche la descrizione della più alta condizione vitale che ognuno di noi può raggiungere. Il termine Budda significa “il risvegliato” e il Budda storico (conosciuto come Shakyamuni o Siddhartha Gautama) scoprì che tutti gli esseri umani hanno dentro di sé il potenziale per ottenere l’illuminazione, chiamata anche Buddità.

Questo può essere paragonato all’immagine di una pianta di rose in inverno: sappiamo che nelle gemme vi è il potenziale per fiorire, ma durante l’inverno non è possibile ammirare i fiori.

Allo stesso modo, risvegliando il nostro potenziale, possiamo attingere a saggezza, coraggio, speranza, fiducia, compassione, vitalità e perseveranza senza limiti. Invece di tentare di evitare o di temere i nostri problemi, impariamo a confrontarci con essi con gioioso vigore, sicuri della nostra capacità di superare qualsiasi ostacolo si presenti sul nostro cammino.

Il Buddismo ci mostra inoltre il modo più soddisfacente di vivere insieme alle altre persone. Spiega che quando aiutiamo gli altri a superare i loro problemi, le nostre stesse vite ne traggono giovamento.
Quando le nostre capacità aumentano e il nostro carattere si rafforza, l’origine dei nostri problemi rientra sotto il nostro controllo. Poiché attuiamo un cambiamento interiore, anche la relazione con i nostri problemi cambia, producendo soluzioni positive in modi sorprendenti e tangibili.

Attraverso questo processo di autoriforma, possiamo anche realizzare i nostri sogni e i nostri desideri.
Invece di spingerci a eliminare i desideri alla radice, il Buddismo di Nichiren riconosce che è tipico della natura umana avere dei desideri e che attraverso la nostra rivoluzione umana eleviamo il nostro stato vitale, così che le nostre vite diventino “magneti” in grado di attrarre ciò che ci renderà sempre più felici.

Non solo realizziamo i nostri desideri attraverso il cambiamento prodotto dalla pratica buddista; quegli stessi desideri diventano il propellente che ci conduce all’illuminazione.
La vita è in continuo movimento, cambia in ogni istante. L’unica costante nella vita è il cambiamento.
Le nostre menti sono in continuo fluire e, se in un certo momento ci sentiamo capaci di conquistare il mondo, in quello seguente potremmo sentirci schiacciati dalle più comuni difficoltà. Ma perseverando nella pratica buddista rafforziamo la nostra determinazione e la capacità di vivere con piena soddisfazione.

In ogni caso una vita felice non è una vita priva di problemi. Il solo fatto di essere umani, per definizione, significa incontrare nuove sfide ogni giorno. La vera felicità o la vittoria nella vita consiste nell’avere gli strumenti per affrontare ogni difficoltà, superarla, e diventare più forti e più saggi grazie a questo processo. In ognuno di noi si celano le risorse che ci rendono capaci di superare qualsiasi problema. Il Buddismo è la pratica che ci permette di accedere a questo “magazzino” interiore e di far emergere la forza necessaria per superare qualsiasi sfida. (Continua)

The Umbrellas – Fairweather Friend (2024)

Nel loro secondo album Fairweather Friend, il gruppo indie pop The Umbrellas diventa più sofisticato dal punto di vista sonoro ed emotivamente complesso senza perdere nulla della gioia eruttiva che ha caratterizzato il loro sound fino ad ora. La band mantiene la propria linea di base di pop melodico ad alta energia con note prese da alcuni degli artisti migliori e più intenzionalmente oscurati del genere, ma si espande anche oltre con arrangiamenti più complessi, temi lirici sempre più diretti e canzoni che esplorano nuove idee.

Il gruppo e ben al di fuori dei modelli indie standard. Il disco è una raccolta di dieci canzoni che in qualche modo riescono a trasmettere divertimento, eccitazione e speranza, e allo stesso tempo danno uguale spazio a sentimenti di scoraggiamento e noia di stanchezza del mondo. È musica che non è affatto semplice a nessun livello e rappresenta un’evoluzione audace per la band.

Dopo i primi brani degli Umbrellas pubblicati nel loro album di debutto omonimo, pubblicato nel 2021, molti cambiamenti sono avvenuti. Laddove le prime canzoni della band avevano un’affascinante ingenuità, alcuni anni di tour costanti hanno aumentato sia la sicurezza che il lirismo schietto, facendo degli Umbrellas una realtà ormai affermata.

Ascolta l’album

Le foto in bianco e nero vincitrici del Black and White Minimalist Prize 2024

In Great-Grandpa’s hands by Yvonne C. Krystovsky

Minimalism è promotore di un concorso che premia le migliori fotografie minimaliste e monocromatiche che porta il nome di “Black and White Minimalist Photography Prize 2024”.

La giuria quest’anno ha deciso di assegnare il primo premio alla fotografia intitolata “In Great-Grandpa’s hands” di Yvonne C. Krystovsky, seguita rispettivamente al secondo e terzo posto dai fotografi Daniel Zaleski e Alexandre Caetano.

La foto vincitrice di Krystovsky cattura un momento di tenera connessione tra generazioni, mostrando le mani di un bisnonno che afferrano quelle del pronipote. Da un lato ci sono le rughe sulla pelle dell’anziano che raccontano le sue esperienze di vita, dall’altro le dita morbide del bambino che ne riflettono l’innocenza.

Minimalist Concrete Staircase by Daniel Zaleski

Al secondo posto troviamo “On top of Serra da Capelada” di Daniel Zaleski, che ritrae una scala in cemento di nuova progettazione. realizzata in un vecchio edificio ristrutturato (ex mattatoio).

On top of Serra da Capelada by Alexandre Caetano

Mentre al terzo posto troviamo “On top of Serra da Capelada” di Alexandre Caetano. La foto è stata scattata durante un viaggio attraverso la Costa da Morte, in Galizia, a 600 metri sul livello del mare, proprio dove le montagne separano il mare Cantabria dall’Oceano Atlantico.

Qui per vedere tutte le bellissime foto

IT-Wallet: Cos’è e come funziona il portafoglio digitale

Sarà un vero e proprio portafoglio digitale che si appoggerà all’app IO, attraverso cui si potranno caricare una serie di documenti, quali patente di guida, tessera sanitaria, carta di identità, ma anche la carta europea della disabilità.
Potremmo lasciare a casa il portafoglio “fisico” perché tutto sarà sul cellulare, dai wallet per pagare con le carte ai documenti.

Con l’approvazione del decreto PNRR, IT-Wallet è ormai una realtà, uno strumento pensato per digitalizzare alcuni documenti fondamentali per le persone e per renderli così utilizzabili, un passo verso la transizione dal cartaceo al digitale.

Il Sistema di portafoglio digitale italiano, così viene definito dal Dipartimento per la trasformazione digitale, non è tuttavia ancora funzionante, nonostante se ne parli ormai da diversi mesi ma lo sarà a breve.

Considerando che l’app IO richiede di accedere tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta di Identità Elettronica), per usare IT-Wallet sarà di conseguenza necessario eseguire la procedura di autenticazione proprio con questi ultimi due sistemi di identità digitale, il secondo dei quali potrebbe essere un’esclusiva per alcune operazioni. Il fatto che, volendo, queste modalità di autenticazione siano necessarie solo una volta all’anno (impostandolo dall’applicazione) semplifica di molto le cose, considerando che per accedere all’app IO basta usare un codice di sblocco o un sistema di autenticazione biometrica come l’impronta digitale o il volto.

Se per molti è una cosa utilissima non mancano i primi commenti negativi, cose tipo: e se si scarica il telefono? E se lo perdi? Oppure “ah, lo fanno per tracciarci tutti!”. Qualcuno dirà anche qualcosa tipo “gregge” e robe simili.

L’innovazione porta con sé promesse e pericoli.

Le forze che stanno generando progressi senza precedenti nell’ambito della ricchezza e della salute sono le stesse che possono permettere a un hacker di rubarti l’identità o di violare la tua casa.
Un computer che è in grado di accelerare l’analisi dei documenti legali può al contempo ridurre il numero degli addetti nel settore giuridico.
I social network possono tanto aprire le porte per formare nuove connessioni quanto creare nuove forme di ansia sociale.
La digitalizzazione dei pagamenti può facilitare il commercio o permettere nuove forme di frodi.
Lo sappiamo, ci siamo già passati. Ad ogni innovazione o novità di qualche tipo si scatenano le frizioni verso qualcosa che cambia e, di conseguenza, spaventa.

Eliot diceva una frase azzeccatissima per questo tipo di lamentele ovvero che questo è il modo in cui finisce il mondo, non in un’esplosione ma in un piagnisteo.

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1° Maggio

Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

(Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Art. 23, 1948)

Muddy Waters: il “padre” del Blues “elettrico”

Il 30 aprile 1983, a Westmont, Illinois, USA, si spegneva il grande cantautore e chitarrista Muddy Waters. Nato nel 1913 a Rolling Fork, Mississippi, USA, il suo vero nome era McKinley Morganfield. Il soprannome “Muddy Waters” gli fu dato dalla nonna durante l’infanzia, riflettendo la sua abitudine di giocare nel fango lungo le rive del Mississippi. All’età di nove anni iniziò a suonare l’armonica e a sedici anni la chitarra. Continuando a lavorare nei campi di cotone, iniziò a guadagnare suonando nelle feste locali. Prese lezioni di musica dal chitarrista e violinista Son Slims, con il quale fece anche la sua prima registrazione. Per un periodo gestì un Juke Joint, un locale improvvisato per il gioco d’azzardo e la musica dal vivo, prima di trasferirsi a Chicago, dove il blues stava emergendo come genere predominante. Lavorando come autista, si esibiva nei locali serali, venendo notato e ottenendo il suo primo contratto discografico con la Chess Records. Formò una band eccezionale con Little Walter all’armonica, Jimmie Rogers alla chitarra, Elga Edmonds alla batteria e Otis Spann al piano. Con questa formazione registrò vari dischi e ottenne successo negli anni ’50. Il 1958 segnò il suo successo in Europa con un tour in Inghilterra, dove il suo blues elettrico fece sensazione. Successivamente, registrò album in collaborazione con icone del blues come Howlin’ Wolf, Little Walter, Rory Gallagher, Bo Diddley e Steve Winwood. Il suo stile di blues elettrico, definito “urbano”, influenzò generazioni di musicisti e fu considerato un “anello mancante” tra il Delta Blues e il Rock’n’Roll. Ricevette numerosi Grammy Awards e Blues Music Awards, fu inserito nella Rock’n’Roll Hall of Fame e nella Blues Foundation Hall Of Fame. Nel 1994 gli fu dedicato un francobollo americano da 29 centesimi. Considerato il “padre del Chicago Blues” e uno degli artisti più influenti del XX secolo, la sua vita fu raccontata nel film “Cadillac Records” del 2008.

Steve Wynn — Kerosene Man (1990)

Il primo album solista di Steve Wynn, leader dei disciolti Dream Syndicate, è un disco vario, denso di umori, con qualche puntata personale verso sonorità più ricercate dove si dimostra autore con meno rabbia del rocker dei Syndicate, ma con più idee, con un uso degli strumenti vario, mille sfaccettature nella musica, tanto che il disco mostra di avere diverse cose che si riescono a scoprire solo dopo vari ascolti.
L’album rivela un Wynn musicista più maturo, non più il ragazzo dai suoni acidi ma un scrittore ed interprete rock di vero talento. I suoni del disco richiamano in parte i Syndicate e in parte fanno apparire un lato nuovo, quello del balladeer notturno.
E’ chiaro che Wynn con questo lavoro ha voluto prendere le distanze dal vecchio suono a cui ci aveva abituato, cercando soluzioni più vicine al cantautorato statunitense che al puro rock di matrice chitarristica che aveva alimentato sino a qualche mese fa la sua carriera. Wynn si dimostra songwriter, autore di canzoni, nella più classica tradizione dello storyteller.
Nel contempo l’album dichiara una maturità di arrangiamenti che fa uscire l’autore dal suo usuale schema (chitarra-basso-batteria e, eventualmente, tastiere) per ampliare il suono con archi e fiati, adeguando le sonorità a quello che è l’ambito più ovvio del cantautore.
Kerosene Man è dunque un bel disco, dove la ballata regna sovrana, dove la voce carismatica del leader raggiunge toni talvolta confidenziali, dove sax e violino entrano di forza in un tessuto che prima non li contemplava. Il suono va dal rock alla canzone notturna, ma il disco mantiene una vena costante per tutto il lavoro, vena di elevato livello, sia professionale che artistico.

Artefatti di Internet #19 – Justin’s Links from the Underground (1994)

Creato dal diciannovenne Justin Hall, Justin’s Links from the Underground è stato uno dei primi blog. Inizialmente ha iniziato a pubblicare link interessanti che ha trovato online, Justin ha iniziato a condividere dettagli intimi della sua vita, comprese storie sulla sua infanzia, esperienze con la droga e vita amorosa. Nel giro di un anno, il blog contava 27.000 lettori giornalieri, più della pubblicazione HotWired, dove era stagista. È diventato una delle prime celebrità di Internet e ha scritto un blog sulle difficoltà della fama su Internet. Justin è diventato anche uno dei primi sostenitori del blogging, creando tutorial gratuiti su HTML in modo che altri potessero creare i propri blog.

Nato a Chicago il 16 dicembre 1974, Hall è un giornalista americano e imprenditore, meglio conosciuto come pioniere blogger. Nel 1994, mentre era studente allo Swarthmore College, Justin iniziò il suo diario basato sul web Justin’s Links from the Underground, che offriva uno dei primi tour guidati del web è definito “il padre fondatore del blog personale”.
Ha pubblicato analisi di conferenze su diversi giochi. Ha realizzato la cronaca del primo Indie Game Jam nel 2002. Dalla fine del 2001 al 2003, Hall ha vissuto in Giappone, dove, tra l’altro è stato autore di una guida proprio a Tokyo.
Nel 2007, Hall si è diplomato al programma MFA presso la USC Interactive Media Division. Il suo progetto di tesi era un tentativo di trasformare la navigazione sul web in un gioco multiplayer.
Questo è il sito/blog nato nel 1994 (continua…)