Età

Sembrerà strano ma a una certa età è facile pensare all’età, scusate il gioco di parole, ma è così.

L’età è un concetto che può essere esaminato da diverse prospettive. Può essere considerata da un punto di vista biologico, psicologico e sociale, e ognuno di questi aspetti può influenzare la nostra comprensione dell’età stessa.

Dal punto di vista biologico, l’età è spesso misurata in base al tempo trascorso dalla nascita e può essere associata a cambiamenti fisici e fisiologici nel corpo umano. Ad esempio, l’invecchiamento è un processo naturale che porta a cambiamenti nella pelle, nelle funzioni cognitive, nella forza muscolare e in altre caratteristiche fisiche. Tuttavia, è importante ricordare che l’invecchiamento biologico varia da persona a persona e dipende da fattori come la genetica, lo stile di vita e l’ambiente.

Dal punto di vista psicologico, l’età può influenzare il nostro sviluppo emotivo, cognitivo e comportamentale. Ad esempio, le persone tendono a sviluppare una maggiore maturità emotiva e una maggiore capacità di risolvere i problemi con l’avanzare dell’età. Tuttavia, è importante sottolineare che lo sviluppo psicologico è un processo individuale e può variare notevolmente da persona a persona.

Dal punto di vista sociale, l’età può influenzare le nostre relazioni, il nostro ruolo nella società e le aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti. Ad esempio, ci sono spesso aspettative sociali legate all’età in termini di carriera, matrimonio, genitorialità e pensionamento. Tuttavia, è importante ricordare che queste aspettative possono essere influenzate da fattori culturali e possono variare da società a società.

Dopo questo “pippone” che probabilmente non aggiungerà nulla di nuovo a quello che si sa già, concludo ritornando sulla prima frase di questo post: “è facile pensare all’età”.

In ogni fase dell’età si pensa a come sarà quella futura, idealizzando con un occhio ottimista (spesso, ma non sempre) delle situazioni a noi più congeniali o meglio preferite. Poi il tempo ci ripaga e non sempre con la moneta desiderata. Allora si rilancia, si prosegue, si cambia, si trasforma. Ognuno con le proprie aspettative. Ognuno con le proprie vittorie e con le proprie sconfitte.

Ed è la sommatoria di tutto questo che crea “l’età”, e il bello è che ogni età è diversa da ogni altra età.

Musica d’Africa #2/7

“I valori artistici africani e occidentali non sono la stessa cosa. In Africa “arte” è qualcosa che ha un significato del tutto diverso dalle idee occidentali sulla funzione artistica… “Artista” è già un concetto limitato: “creatore” è una parola più adeguata… L’arte, per gli africani, non esiste disgiunta dalla vita quotidiana”.

Nel suo contesto tradizionale quella africana copre in realtà ogni aspetto della vita, dal lavoro all’amore, dalla nascita alla morte, dal matrimonio alla religione. Il mbalax, la musica di Youssou N’Dour si è sviluppata su quella dei tamburi wolof che accompagnavano le cerimonie tradizionali. La musica fuji della Nigeria ha le sue radici nelle feste musulmane del Ramadan mentre, ancora, quella di Mory Kante e di altri musicisti della Guinea e del Mali, è basata su melodie antiche di alcuni secoli. Diverse, invece, sono le fonti del soukous dello Zaire, del mbaqanga del Sudafrica, o dell’highlife del Ghana, che derivano dalla musica dei bar e delle sale da ballo di questo secolo.

Ma tutte le musiche, comunque, sono legate alla tradizione, nessuna nega mai le proprie radici, non importa quanto “moderni” siano gli arrangiamenti, gli strumenti o i testi. In alcuni casi questo rapporto con le radici viene esaltato in maniera evidente in altri in maniera più “inconscia”, per effetto di antichi ammaestramenti musicali tramandati di generazione in generazione. Perchè quella africana è una incredibile storia di contaminazioni. (continua)

Quella strana cosa che è l’umanità

Ma alla fine che cosa è un umano? Che cosa lo rende propriamente tale? Che cosa significa essere degli esseri umani? Se occorresse ricavare una sola lezione, sarebbe questa: tra essere qualcosa e significare qualcosa c’è una bella differenza. Che cosa significa essere umani? C’è un solo modo per stabilirlo: intersoggettivamente, come accade per il significato delle parole e per il senso della vita. Tornerò a domandarmi che cosa significa essere degli esseri umani e, in prospettiva, quale sia “il senso della vita”, provando a suggerire alcuni elementi di risposta in vista di futuri negoziati, appunto, intersoggettivi. Per ora mi accontento di riepilogare in che cosa consiste l’umanità dell’uomo: è l’esperienza di un animale dotato di facoltà come l’immaginazione, il linguaggio, la coscienza, la capacità scientifica, il senso morale e un certo margine di libertà – caratteri che distinguono la nostra specie da tutte le altre.

Due cose, però vanno assolutamente chiarite. Riconoscere che l’essere umano è una specie “unica” o “eccezionale” non vuol dire che lo saremmo da ogni punto di vista né, tantomeno, che gli esseri umani sarebbero moralmente superiori alle altre creature viventi. Significa solo che gli esseri umani posseggono al di là di ogni ragionevole dubbio, almeno in forma potenziale, certe capacità cognitive e certe abilità che non si riscontrano altrove nel regno animale. Forse (anzi è probabile) alcune specie se la possono vedere con l’uomo in termini di intelligenza bruta, ma l’intelligenza non è una delle facoltà esclusive che definiscono l’uomo. Anche gli “scemi”, se posso esprimermi così, sono a tutti gli effetti degli esseri umani umani: anche loro partecipano della coscienza, del linguaggio, dell’immaginazione (senza dimenticare che gli intelligenti, a volte, sono moralmente “ottusi”).

In secondo luogo, essere degli esseri umani non significa sempre, purtroppo, partecipare dell’“umanità”. Altrimenti saremo tutti buoni, generosi, tolleranti e pacifici, e il mondo sarebbe un posto meno atroce. In altre parole, ci è dato scegliere, almeno in linea di principio, se essere o diventare “più umani” o “meno umani”. Uso il termine “umano” in modo puramente descrittivo e scientifico, senza connotazioni etiche, normative o ideologiche. Continua a leggere questo interessante articolo su Il Tascabile.

Appunti Corti #27

E’ piacevole venire a conoscenza di belle e buone azioni. E’ stata aperta un’asta per la vendita di 428 terreni a uso agricolo presenti sull’intero territorio nazionale per un totale di oltre 11mila ettari agricoli abbandonati in tutta Italia. L’iniziativa è promossa da ISMEA, Istituto Servizi per il Mercato agricolo e Alimentare nata per rimettere in circolazione terreni agricoli fermi a causa di operazioni fondiarie fallite. I terreni agricoli sono offerti con condizioni di accesso agevolate ai mutui per i giovani agricoltori, facilitando l’ingresso delle nuove generazioni nel settore agricolo e garantendo la possibilità di costruire piani di ammortamento delle spese per un periodo fino a trenta anni a tassi controllati. Le agevolazioni sono indirizzate ai giovani imprenditori agricoli che si è insediano per la prima volta in un’azienda agricola, in qualità di impresa con la maggioranza assoluta di amministratori di età compresa tra i 18 e i 41 anni. Per quanto riguarda il costo del terreno questo potrà essere ridotto di un quarto rispetto al valore fissato per il primo tentativo di asta ed essere assegnato in un secondo o terzo tentativo a prezzi fortemente ribassati.

Van Morrison – Veedon Fleece (1974)

Tornato in Irlanda nel 1973 e suggestionato nel rivedere i luoghi della propria adolescenza, Van trova l’ispirazione per un album concept estremamente personale. Non vi sono note di copertina o interviste a spiegarlo, ma si capisce che le varie canzoni sono in un ordine preciso, con frasi che si ripetono da un brano al successivo, in modo da formare la storia di un ragazzo che dapprima sogna una vita fantastica, popolata da eroi e da poeti, poi parte deciso incontro alla vita reale come se andasse incontro ad una avventura (la ricerca di un immaginario vello di Veedon). Seguono le esperienze e le disillusioni. Alla fine c’è il ritorno al paese natio ed un amore che curerà le ferite. Ad accompagnare il cantante c’è una versione snellita della Caledonia Soul Orchestra. Il suono è curato, ma rarefatto, ricordando un po’ tutti gli album precedenti. Infatti per ogni canzone c’è uno stile diverso, eppure l’opera conserva un carattere fortemente unitario. Rispetto ad Astral Weeks, cui quest’opera è stata paragonata, essa è molto più sfaccettata, più costruita e meno originale. L’accompagnamento strumentale è infatti semplice e tradizionalista, più ancora che nei due album in studio precedenti. I testi e le parti vocali sono estremamente personali. E’ un disco che, pur non essendo musicalmente difficile, richiede un ascolto raccolto, al buio, per essere penetrato.

Prima che Veedon Fleece arrivasse nei negozi, era stato già ultimato ed annunciato il suo successore, dal nome “Mechanical Bliss” e dal tono opposto, gaio e spensierato. L’album non fu mai pubblicato.

Artefatti di Internet #26 – Space Jam (1996)

Il sito web utilizzato per promuovere il film Space Jam del 1996 includeva giochi, libri da colorare, quiz e persino un tour a 360 gradi del “Jordan Dome”. Un gruppo disordinato di cinque designer e produttori con sede a New York è stato incaricato di creare il sito web del film. La maggior parte dei dirigenti della sede centrale della Warner in California non capiva o non si preoccupava particolarmente di Internet, dando al team libero sfogo per sperimentare con poca supervisione. Inizialmente il team di cinque persone non conosceva l’HTML e per iniziare aveva acquistato il libro Teach Yourself Web Publishing with HTML in 14 Days.

Alcune parti della galassia non possono essere viste ad occhio nudo. Lo stesso vale per il sito web di Space Jam del 1996.
Per pensare a questo livello, possiamo iniziare con la struttura del sito web di Space Jam. Navigando nel sito, la homepage presenta una navigazione orbitale con pagine collegate tra loro come pianeti chiusi in una cintura gravitazionale. Per ciascuna di queste pagine, possiamo visualizzare l’origine per sbirciare cosa si trova sotto il front-end rivolto all’utente. Questa azione può rivelare commenti HTML, come briciole di pane testuali lasciate dai creatori del sito web venti anni dopo. (continua)