Ali Farka Toure & Toumani Diabate: In the Heart of the Moon (2005)
In the Heart of the Moon (2005) di Ali Farka Touré e Toumani Diabaté è un capolavoro assoluto della musica africana e della world music, nato da un incontro magico tra la chitarra blues del deserto di Touré e le cascate di note della kora di Diabaté.
I due artisti africani si erano ritrovati soltanto per incidere un pezzo, poi la loro esuberante creatività e, più di tutto, la condivisione di un patrimonio musicale (pur essendo di due etnie diverse: Touré è songhai e Diabaté invece mandengue) li ha portati a registrare dodici brani, abbastanza per un disco intero. In tre sole sessioni, di due ore ciascuna, a Bamako sulle rive del fiume Niger, presso l’Hotel Mandé, è nato questo disco incantevole, che corona l’incontro tra Ali Farka Touré, il più famoso chitarrista maliano, e Toumani Diabaté, il più grande e virtuoso suonatore di kora. Insieme a loro troviamo (ma è una presenza poco invadente) artisti quali Ry e Joachim Cooder e il cubano Orlando “Cachaito” Lopez; ma la forza espressiva dell’album si fonda totalmente sul mirabile intreccio delle atmosfere che riescono a ricreare i due musicisti del Mali; una trama che dà nuovo “tessuto” ad alcuni brani della tradizione mandengue e ad altri tratti dal loro repertorio.
Questo disco fa parte di una lista casuale di album che mi sono particolarmente piaciuti, dall’età dell’adolescenza fino ai giorni nostri. Non segue un criterio cronologico né un ordine di preferenza.
Alcuni album sono stati colonne sonore di passaggi importanti, altri mi hanno accompagnato silenziosamente, a volte solo per una stagione. La lista mescola generi, stili, voci, epoche. Non è una classifica, ma una mappa emotiva, fatta di memoria, ascolto, risonanza. È anche un modo per ringraziare quegli artisti – noti e meno noti – per la bellezza, l’inquietudine, la forza o il conforto che la loro musica mi ha lasciato. La musica, del resto, non si spiega: si ascolta, si sente, si porta con sé.
