Dal 2006 e quindi da 20 anni, stilo e condivido la mia classifica musicale ovvero i dischi che ho ascoltato con particolare attenzione.
La prima cosa evidente del 2025 è il “numero”, mentre negli ultimi anni raggiungevo il centinaio di album ascoltati, quest’anno sono poco più di una quarantina. Questo a dimostrazione di un calo quantitativo, un calo che riguarda i miei generi musicali preferiti.
Ho diviso la classifica in due parti: nei primi venti, sono inseriti i dischi che mi sono particolarmente piaciuti, nei restanti, quelli che mi hanno lasciato un po’ indifferente.
L’onnipresente Van Morrison che anche a 80 anni riesce a rinnovarsi come se fosse la cosa più naturale al mondo. Gli Olafur Arnalds & Talos capaci di trasformare una perdita dolorosa in un inno alla vita e alla resilienza rendendo l’album un capolavoro. Matt Berninger che in un suo travagliato momento personale, crea un disco dei National senza i National. “Looking for the Thread” della M.C. Carpenter & co. è un lavoro in cui il talento di tre cantautrici diverse per formazione e percorso artistico ma accomunate da “affinità elettive” e da profonda sensibilità ha dato vita ad una sequenza di brani di grande atmosfera. “Humanhood” dei Weather Station non è un disco semplice ed immediato, ma è sicuramente una perfetta narrazione del febbrile e multiforme caos emotivo che può insinuarsi in ogni ascoltatore. Billionaire è il quinto album in studio della cantautrice canadese Kathleen Edwards, include 10 tracce che esplorano temi come il lutto, la verità, le relazioni e la riflessione personale. You And I Are Earth di Anna B Savage ha tenuto fede ad ogni aspettativa, permettendosi un passo di lato che le consente di tenere aperte tutte le ipotesi future. Gran disco di una grande cantautrice. Il tono dell’intero album Owls, Omens, And Oracles di Valerie June è volutamente positivo, amore è una parola ricorrente, il suo è uno sguardo empatico e rassicurante, persino spirituale in senso lato. I The Third Mind si attengono ad alcune linee guida fondamentali: presentarsi, non pensarci troppo e abbandonarsi al momento; niente prove, niente arrangiamenti scritti, niente discussioni sull’approccio, solo un elenco di canzoni e tastiere pensate per servire da guida nel viaggio della band verso ovunque lo spirito li porti. Here We Go Crazy è composto da 11 nuove canzoni di Bob Mould, e non è mica facile trovarne di altrettanto belle anche nel 2025. Smessi definitivamente i panni di rocker da stadio e sempre più svincolato dal ruolo di primo attore, Robert Plant ha trovato nei Saving Grace l’ensemble perfetto per una nuova eccitante avventura, e questo è un primo passo verso nuova gloria. Sam Amidon è un cantautore che nella sua lunga carriera ha sempre sottolineato il proprio legame con la tradizione, senza restare avulso da quella contaminazione che offre alla musica folk l’opportunità di rinnovarsi. Dario Brunori, classe 1977, dopo cinque album molto apprezzati dalla critica, con L’albero delle noci è riuscito a raggiungere il più alto livello di popolarità della sua carriera. Personal History della M.C. Carpenter non è solo un album, ma una dichiarazione di poetica e di esistenza. È un’opera che rifugge ogni cinismo, che guarda al passato senza rimpianti e al presente con dolente lucidità. Double Infinity dei Big Thief somiglia a quei sogni in cui ti pare d’aver colto un importante segreto della vita. Quando ti svegli, però, sono svaniti sia il sogno che il segreto. È seducente e inafferrabile, è fuori dalle categorie del rock attuale, è leggero e appassionato. Michelangelo Dying non parla di una catarsi travolgente, ma di imparare a vivere ciò che ci si lascia alle spalle. Alla nota finale, Cate Le Bon non ha offerto alcuna soluzione, ma qualcosa di più duraturo: il lento e luminoso lavoro di andare avanti. Mad Dogs & Englishmen Revisited dei Tedeschi Trucks Band and Leon Russell è una testimonianza del potere duraturo della creazione musicale comunitaria, reimmaginando un momento fondamentale nella storia del rock con riverenza, energia e una nuova prospettiva. L’assenza di quella catarsi punk rock in “In The Heart of The Mountain” che spesso animava la struttura musicale con i Lucero è sostituita dai chiaroscuri del folksinger Ben Nichols pur sempre in abiti elettrici e con quella sua inconfondibile aspra vocalità, alternando momenti epici e in chiave dark ad altri di natura più malinconica. E’ un disco che viaggia verso nuovi confini, “Real Warmth” di Joan Shelley, una raccolta di canzoni dove non manca una po’ di amabile utopia e un confortante senso di speranza, che per un breve attimo offrono un intelligente rifugio alla mediocrità e all’indifferenza. Look Out Highway è un viaggio appagante, foriero di emozioni quello intrapreso da Charlie Musselwhite, per ogni suo disco, l’ennesimo atto di devozione al blues per un Signore dalla carriera sessantennale.
Van Morrison – Remembering Now
Olafur Arnalds & Talos – A Dawning
Matt Berninger – Get Sunk
M.C. Carpenter, J. Fowlis, K. Polwart – Looking for the Thread
The Weather Station – Humanhood
Kathleen Edwards – Billionaire
Anna B Savage – You And I Are Earth
Valerie June – Owls, Omens, And Oracles
The Third Mind – Right Now!
Bob Mould – Here We Go Crazy
Robert Plant – Saving Grace
Sam Amidon – Salt River
Brunori Sas – L’albero delle noci
Mary Chapin Carpenter – Personal History
Big Thief – Double Infinity
Cate Le Bon – Michelangelo Dying
Tedeschi Trucks Band and Leon Russell
Ben Nichols – In The Heart of The Mountain
Joan Shelley – Real Warmth
Charlie Musselwhite – Look Out Highway
Mdou Moctar – Tears of Injustice
Kevin Connolly and Mule Variations – Alive and Kicking
Bright Eyes – Kids Table (2025)
Ginevra Di Marco – Kaleidoscope
Mogwai – The Bad Fire
Bon Iver – Sable, Fable
Taj Mahal & Keb Mo – Room On The Porch
The Delines – Mr. Luck & Ms. Doom
Bonnie “Prince” Billy – The Purple Bird
Mark Pritchard & Thom Yorke – Tall Tales
Arcade Fire – Pink Elephant
Counting Crows – Butter Miracle, Suite One
Piers Faccini & Ballaké Sissoko – Our Calling
Califone – The Villager’s Companion
Youssou N’dour – Eclairer Le Monde Light The World
Salif Keita – So Kono
Beirut – A Study Of Losses
Steven Wilson – The Overview
Alex Pester – Bedroom Songs
Rose City Band – Sol Y Sombra
David Byrne – Who Is the Sky?
Ryan Adams – Self Portrait
Bridget Hayden And The Apparitions – Cold Blows The Wind
ALO – Frames