Bob Mould – Here We Go Crazy (2025)

RiB – Recensioni in Breve

Fin dai tempi degli Hüsker Dü, Mould ha cercato di cogliere momenti di chiarezza dai tumulti e dal malessere personali. Invecchiando, questa ricerca ha assunto una connotazione sempre più zen (quando canta “Riesco a sentire il chiacchiericcio di una ciotola d’avorio rotta”, non può fare a meno di sembrare un koan monastico), anche se la sua salute emotiva è diventata sempre più legata al clima sociale e politico. Dopo il malconcio Blue Hearts del 2020, Here We Go Crazy è esplicitamente concepito come una risposta ai disordini dell’inizio del 2025. Fortunatamente, il cupo clima nazionale non sminuisce l’esuberanza power-pop di Mould. Come un artigiano i cui strumenti sono melodie zuccherine e riff di chitarra forti e scricchiolanti, Mould è un maestro con pochi eguali; in tutto il nuovo album evoca con sicurezza ritornelli orecchiabili e brividi viscerali, supportato dalla sua sezione ritmica di lunga data composta dal batterista Jon Wurster e dal bassista Jason Narducy.
Tra i miei musicisti preferiti.

Ascolta il disco


Lascia un commento