Il 20 settembre 1943 nasceva Bella Ciao. Così almeno è incline a credere gran parte dei ricercatori e degli appassionati cultori di canzoni popolari. La ricostruzione della storia e soprattutto dell’origine del brano, infatti, non è facile.
Bella ciao è un canto popolare italiano diventato l’inno simbolo della Resistenza partigiana contro il nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Il testo racconta la storia di un partigiano che saluta la sua amata prima di andare a combattere contro gli invasori, esprimendo il desiderio di libertà e sacrificio per la causa.
Le origini precise di Bella ciao sono incerte e oggetto di dibattito. Non ci sono prove documentali certe della sua esistenza durante la guerra, e alcuni studiosi ritengono che sia stata composta dopo il conflitto, ispirandosi a melodie popolari precedenti come quella della canzone sovietica “Fischi al vento” o a canti popolari piemontesi e francesi. Alcune brigate partigiane, come la Brigata Maiella e la Brigata Garibaldi, la cantavano negli anni Quaranta, ma non era l’inno più diffuso tra i partigiani, che preferivano altri canti come “Fischia il vento”.
Il brano divenne celebre e simbolo universale di resistenza e libertà soprattutto dopo essere stato portato al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1964, da dove si diffuse in Italia e nel mondo, assumendo un valore trasversale e politico senza riferimenti ideologici precisi. Oggi Bella ciao è cantata in molte lingue ed è un simbolo globale di lotta contro l’oppressione.