The Weather Station – Humanhood (2025)

RiB – Recensioni in Breve

L’umanità è radiosa e propulsiva, discorsiva e strana. Le canzoni si dissolvono in ondate di archi, si disgregano completamente. Le tessiture si fondono e si frammentano, si induriscono in canzoni, cedono di nuovo il passo a passaggi strumentali astratti che trasportano l’ascoltatore da una canzone all’altra. È un disco di dettagli intensi, note di pianoforte e di violino, canzoni pop chiare e potenti, alcune delle più soddisfacenti che Lindeman abbia mai scritto. È il disco più strano dei Weather Station finora, e il più viscerale. È anche il più forte, il più cinematografico, il più completo come evocazione di un paesaggio interiore. Ogni canzone rispecchia, sonoramente e musicalmente, lo stato d’animo descritto nel testo, passando dal distante al claustrofobico, dal travolgente al meraviglioso. Obbligato.

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