Le parole sono sostanza. Per come le ordini, per come le scegli. Per come rivelano l’intimo, il pensiero, l’animo. Hanno sempre una loro profondità, bella o brutta che sia. E non sempre sono sinonimo di intelligenza o cultura, di saggezza o vacuità. La superficialità invece si rivela sempre quando le parole vengono scambiate per inutile chiacchiericcio, quando vengono declassate a qualcosa di privo di concretezza. Le parole, scambiate, discusse, esposte, hanno un loro calore umano, bello o brutto che sia. Detesto chi usa il ‘non servono le parole’, chi si fa profeta del ‘fatti, non parole’. È una castrazione fredda e brutale. Una veste sostanziosa che copre il disumano.