Albert Ayler, innovatore assoluto

Albert Ayler nato il 13 luglio 1936, è stato un sassofonista e compositore americano, una delle figure più radicali e influenti del free jazz. Il suo stile era caratterizzato da un suono potente, vibrante e quasi primitivo, con un uso estremo del registro alto e una tecnica che fondeva spiritualità, blues, marce militari e gospel.
Dopo aver iniziato suonando R&B e bebop, Ayler si immerse nel free jazz, spingendosi oltre i confini armonici e melodici tradizionali. Album come Spiritual Unity (1964) con Gary Peacock e Sunny Murray, e Live in Greenwich Village (1967), lo hanno consacrato come un innovatore assoluto. La sua musica era intensamente emotiva, spesso paragonata a una forma di “parlato in lingue” musicale.
Ayler collaborò anche con musicisti come Don Cherry e il già citato Rashied Ali. Negli ultimi anni della sua carriera cercò di avvicinare il suo stile a un pubblico più ampio, incorporando elementi rock e funk, ma senza mai tradire la sua essenza sperimentale.
La sua morte, avvenuta in circostanze misteriose nel 1970 (il suo corpo fu trovato nel fiume East River a New York), rimane uno dei grandi enigmi del jazz. Nonostante la sua breve carriera, la sua influenza è immensa e continua a ispirare musicisti sperimentali in tutto il mondo.


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