
“L’atelier è il luogo del lavoro, e anche della fatica. Il luogo del mestiere. Nella mia attività è essenziale. È lì che mi raccolgo, come in un luogo di illuminazione. … Bisognerebbe dire ai pittori di oggi che tutto si gioca nell’atelier. Nella lentezza del suo tempo. Amo le ore trascorse a guardare la tela, a meditare davanti a essa. A contemplarla. Ore incomparabili nel loro silenzio. D’inverno, la grossa stufa borbotta. Rumori familiari dell’atelier. I pigmenti mescolati da Setsuko, lo strofinio del pennello sulla tela, tutto viene riassorbito dal silenzio: prepara all’entrata delle forme sulla tela nel loro segreto, alle modifiche spesso appena abbozzate che fanno fluttuare il soggetto del quadro verso qualcos’altro di illimitato, di sconosciuto.”

Così scrive nel 2000 Balthazar Michel Klossowski de Rola, in arte Balthus, nato a Parigi il 29 febbraio 1908 da una nobile famiglia di origine polacca. Il padre, il conte Eric Klossowski de Rola, pittore e raffinato critico d’arte, e la madre Elisabeth Dorothea Spiro, anch’essa pittrice, conosciuta con il nome d’arte Baladine, si trasferiscono a Parigi nel 1903, nel quartiere di Montparnasse, dove frequentano la cerchia di artisti e intellettuali presenti in quel periodo nella Ville lumière. I due coniugi si dedicano perlopiù allo studio e alla copia delle opere conservate al Louvre: Baladine copia e ammira i dipinti di Nicolas Poussin, mentre Eric è un fervente ammiratore delle opere di Eugène Delacroix.

Nei suoi quadri egli predilige i soggetti mitologici e biblici e, nel giro di poco tempo, riesce a farsi un discreto nome come pittore, tanto da essere ammesso nella ristretta cerchia di conoscenze dall’artista nabis Pierre Bonnard. L’attività come pittore, tuttavia, fu presto sopravanzata dalla passione per la letteratura e la storia dell’arte, e la pittura rimase solo un’attività secondaria nella quale rifugiarsi nei momenti di svago. L’impegno principale di Eric Klossowski divenne, invece, la scrittura. Nel 1907 compose uno studio su Honoré Daumier, divenuto presto noto; l’anno successivo compilò il catalogo ragionato della collezione Chéramy. In quello stesso anno nacque il secondogenito Balthazar che, assieme al fratello Pierre, di tre anni più grande, crebbe in un vero e proprio ambiente bohémien.

Davvero magnifico. Andai a una mostra, anni fa, e in salotto ho il poster di un suo famoso quadro, The street.
"Mi piace"Piace a 2 people