Syd Barrett – Barrett (1970)

L’ultimo dispaccio leggibile di un musicista geniale ormai perduto nel proprio labirinto di follia, con il quale è sempre più difficile, se non impossibile, comunicare.
Prodotto da David Gilmour, con Rick Wright alle tastiere e Jerry Shirley alla batteria, Barrett, secondo album del dopo Pink Floyd, è ancora ricco di intuizioni brillanti – Gigolo Aunt, Baby Lemonade, Effervescing Elephant – messe insieme da una band che, in equilibrio assai precario, cuce arrangiamenti su misura, discreti e tenui, canzoni che forse proprio nella fragilità trovano la dimensione ideale, o quantomeno l’unica possibile.
Barrett ci regala per l’ultima volta le sue filastrocche dal sorriso beffardo, sospese tra stupore infantile e nonsense, che dimostrano, nel bene e nel male, la grandezza del loro autore.

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