Erykah Badu – Baduizm (1997)

Troppo finto soul negli anni ’90, costruito a tavolino con ogni angolo accuratamente smussato perché possa esprimersi (fastidiosamente) nella memoria senza mai graffiare il cuore.. Sia che occhieggi ai ’70 (i ’60 sono fuori discussione) recuperandone la forma, non la pregnanza, sia che si adagi su scansioni hip hop. E poi finalmente fa il suo stiloso ingresso sulla ribalta una diva vera, voce che incanta, scrittura solidissima e vivaddio un’anima che usulta e geme, profferisce parole d’amore e invettive appassionate. Baduizm fa sfracelli nelle classifiche e selo merita. Gli andrà la sostanza subito dietro (tanto a chiarire la sostanza dell’interprete) un live. Solo tre anni dopo il pregevole Mama’s Gun. Nel frattempo si sono fatte conoscere nuove nuove signore del soul (Angie Stone, Jill Scott, kelis) che alla Badu debbomo molto.

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