Che le canzoni non vengano insegnate a scuola come le poesie, come la grande letteratura è un tema che andrebbe portato all’attenzione collettiva. Dagli ultimi dieci anni del Novecento a oggi l’importanza letteraria della canzone è assolutamente indiscutibile, talmente indiscutibile che Bob Dylan ha vinto un premio Nobel per questo. Ma nei libri di testo, nei manuali, l’assenza non solo delle opere di Dylan, ma anche di quelle di Paul Simon, Leonard Cohen, Joni Mitchell, John Lennon tanto per citare solo i più famosi, è un segno di una carenza di attenzione da parte del mondo della cultura che ormai è imperdonabile. Un brano come A Hard Rain’s A-Gonna Fall di Bob Dylan, ad esempio, nelle antologie letterarie scolastiche ci starebbe a pennello. La canzone è stata pubblicata nel 1963 nell’album The Freewheelin’ Bob Dylan, scritta durante l’estate del ‘62 e, come dicono molti critici, è un perfetto esempio di fusione tra arte popolare e colta, tra poesia e folk, tra avanguardia e canzone. È un brano in cui si ritrova la semplicità delle ballate acustiche della tradizione americana e la complessità della poesia di Ginsberg e Ferlinghetti, l’impegno politico e l’amore, la visionarietà e il sentimento.
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