Il Buddambulo #21

Il Buddismo e la scelta della felicità #6/10

Il Buddismo afferma che più difficili sono i nostri problemi, maggiore è la potenziale felicità che essi ci possono dare, dato che sono essi a far emergere da noi il coraggio e la capacità di rialzarci per sfidarli e superarli. Cresciamo per diventare, per così dire, i noi stessi più capaci, cosicché non vi sia più nulla che ci possa spaventare.
Benché questo possa suonare come una sorta di trucco, di gioco di parole, se ci prestate attenzione per un momento si rivelerà invece una guida chiara e pratica.
Ed è soprattutto una filosofia creata per durare, dal momento che è costruita partendo dalle reali circostanze della vita per quelle che sono, dure e difficili, piuttosto che per come spesso vorremmo che fossero, ossia dolci e facili da gestire. Il Buddismo non è per la pappa pronta, perché la vita non è pappa pronta.
La capacità che sviluppiamo nel corso della pratica buddista è un ingrediente molto importante nel creare quella cosa che chiamiamo felicità.
In più, la sensazione di benessere che questa strategia promette si costruisce e si mette insieme pezzo per pezzo, da dentro più che da fuori. Proviene infatti dal coraggio, dalla determinazione e dalla capacità di reagire che sviluppiamo dentro di noi. Pertanto, non è né fragile né effimera. Non si lascia in nessun modo influenzare dalle mutevoli circostanze esterne della nostra vita.
[…] Il Buddismo afferma che se vogliamo veramente che al centro della nostra vita ci sia una sensazione di benessere duratura, non pie illusioni ma un’autentica determinazione, non possiamo limitarci a pensare e che la felicità esista. Volerla non significa averla. Dobbiamo invece lavorarci sopra, sviluppando e modellando consciamente la comprensione, la resilienza, il coraggio e il giudizio. Tutte qualità che desideriamo avere e di cui abbiamo bisogno se vogliamo diventare persone davvero capaci, in grado di affrontare e superare qualunque cosa la vita ci scagli addosso, a non importa quanto difficile sia.
La felicità non è, per così dire, un regalo che qualcuno ci fa. Non è una cosa che un genitore, o il partner, o la persona che amiamo o un figlio, o un particolare lavoro o un milione di euro ci possono dare, per quanto crediamo che essi possano o vogliano darcela. Dobbiamo crearcela da soli. Questo è un concetto fondamentale. […]

Nessuno vuole soffrire. Nessuno vuole avere l’ansia, la tensione e lo stress scatenati dalle difficoltà e dai problemi che la nostra vita produce in un flusso apparentemente senza fine. La naturale reazione umana stabilisce che quello che bisogna fare è liberarsi di loro: o ce ne liberiamo o ci allontaniamo da essi, in modo tale che non possano disturbare la serenità di base della nostra vita. Nella società moderna si impiegano enormi quantità di tempo, energia e risorse, per non parlare di soldi e ingegno, proprio per fare questo, creando una grande varietà di barriere per isolarsi e tenere distante quella componente dura e difficile della vita che ci crea tanta ansia. (Continua)


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