Joan Baez

C’erano personaggi importanti nella scena musicale del folk revival americano, innanzitutto Joan Baez, musa femminile del movimento, più o meno santificata icona del canto popolare, che già prima di Dylan aveva iniziato a proporre un approccio più libero alla canzone tradizionale e folk, con un bellissimo album d’esordio del 1960. Fino al 1965 fu a fianco di Dylan, interpretò molti suoi brani, lo accompagnò nei concerti come nella vita privata, percorse con lui le vie del successo, diventando per alcuni anni un simbolo del movimento pacifista, completando la più scabrosa e sfuggente personalità di Dylan, difficile da irreggimentare e soprattutto da considerare in chiave militante. La Baez era come un usignolo dal canto limpido e lineare, proponeva un’immagine specchiata e integra, priva di irregolarità, una sorta di suffragetta moralmente impeccabile e rigorosa fino all’eccesso, tutto sommato nettamente in contrasto con la figura di Dylan, ma proprio per questo per alcuni anni ne diventò l’alter ego femminile. Nel 1965, prima che il sodalizio si interrompesse, pubblicò quello che viene ritenuto il suo miglior album, Farewell Angelina, arricchito da molti brani di Dylan. Poi da sola combatterà per anni in favore dei diritti civili e della pace.


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