Mance Lipscomb, nato Emancipation Lipscomb il 9 aprile 1895 a Navasota, Texas, è stato un importante chitarrista e cantante di blues rurale e folk, noto per il suo stile di chitarra fluido e la sua capacità di raccontare storie attraverso la musica. A differenza di molti altri musicisti blues della sua epoca, Lipscomb trascorse gran parte della sua vita lavorando come contadino e suonando musica solo in contesti locali, fino a quando non fu “scoperto” durante il periodo del revival folk negli anni ’60.
Il suo stile musicale, che Lipscomb chiamava “songster”, era una fusione di vari generi che comprendevano il blues, il ragtime, le ballate e i canti popolari tradizionali, riflettendo l’ampio repertorio che suonava per la sua comunità. La sua tecnica chitarristica era basata sul fingerpicking, che gli permetteva di creare melodie complesse mentre accompagnava le sue storie cantate con ritmo e armonia. Nonostante non abbia mai lasciato il Texas fino a tarda età, il suo impatto sulla scena musicale folk e blues americana fu profondo una volta che divenne noto al pubblico più vasto.
Mance Lipscomb fu “scoperto” nel 1960 da Chris Strachwitz e Mack McCormick, due ricercatori del blues, che lo registrarono per la Arhoolie Records. Il suo album di debutto, “Texas Sharecropper and Songster”, mostrava la sua vasta conoscenza musicale e attirò l’attenzione del pubblico del revival folk. A partire da quel momento, Lipscomb iniziò a esibirsi in vari festival folk e blues in tutto il paese, tra cui il famoso Newport Folk Festival, guadagnandosi la reputazione di uno degli ultimi veri “songsters” della tradizione afroamericana.
A differenza di molti bluesmen del Delta, Lipscomb non si concentrava esclusivamente sui temi della sofferenza e del dolore, ma il suo repertorio includeva anche brani più leggeri e umoristici. La sua capacità di raccontare storie attraverso le canzoni e la sua presenza carismatica sul palco gli valsero il rispetto di molti musicisti più giovani, sia nel blues che nella scena folk.
Mance Lipscomb continuò a suonare e registrare fino alla sua morte il 30 gennaio 1976, lasciando un’eredità di autenticità e maestria musicale. Oggi è ricordato come uno dei maggiori rappresentanti del blues texano e come una figura chiave nel mantenere viva la tradizione dei “songsters”, un ponte tra le antiche forme di musica popolare e il moderno blues.
