Cosa possiamo fare, noi che non abbiamo potere politico, militare o economico, dopo aver scoperto che la guerra agli europei la stanno facendo quelli considerati a torto i nostri angeli custodi atlantici, i partiti che ci promettevano sicurezza, i poteri nazionalisti che abbiamo rafforzato per difenderci dal pericolo di neri, arabi, comunisti, omosessuali, ecologisti e “woke”? Praticare l’unica forma possibile di resistenza dove i fini e i mezzi sono coerenti: la resistenza non-violenta.
Una resistenza che si fa con la parola, la non-collaborazione, l’impegno diretto, costante e senza deleghe nelle lotte nonviolente che passano attraverso la buona politica, il sindacalismo coraggioso, la cultura libera, chiedendoci perché siamo arrivati al punto di dover mettere degli aggettivi per distinguere queste cose nobili dalle loro varianti sbiadite, dalla politica asservita alla legge del più forte, dal sindacalismo che abbandona i più precari, dalla cultura dei padroni.
Riflessioni amare e profonde, he condivido appieno!
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…e lo so Luisa.
“E’ un mondo difficile” (cit.)
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🙏🙏🙏
Buon pomeriggio
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stiamo vivendo un momento durissimo della nostra storia patria, paragonabile agli anni di piombo, questi più prosasticamente sono anni di merda
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Si dice che una volta toccato il fondo non si può che risalire a galla… chissà se “vedremo la luce” (cit.)
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