Beach Boys

Insuperabili eroi della surf music furono i Beach Boys, per l’appunto i «ragazzi da spiaggia», un gruppo essenzialmente vocale caratterizzato da raffinate armonie prese a prestito dallo stile doo-wop, da molte reminiscenze rock’n’roll e da una contagiosa energia che si tradusse presto in un enorme successo commerciale. Molto spesso il loro sound e il loro stile è stato accostato a quello del pop bianco degli anni Cinquanta, ma a ben guardare la musica surf aveva caratteristiche profondamente differenti.
Al di là di certa fascinosa levità che caratterizzava la loro musica, i Beach Boys sono stati la prima voce originale proveniente dalla California. Testimoniavano di un’euforia del tutto speciale, che nessun altro luogo dell’America avrebbe potuto sprigionare.
Per la prima volta nella storia musicale americana, il mito californiano parlava e raccontava di se stesso. Del rock’n’roll rimanevano la struttura delle canzoni, l’ossatura sulla quale venivano costruiti i nuovi brani, e una certa energia contagiosa, spesso espressa da una base ritmica accentuata e da riff di chitarra particolarmente incisivi che venivano fusi, in maniera originalissima, con le armonie vocali delle bands doo-wop. Ma ancora una volta, come spesso era già accaduto, a essere significativa non era solo la musica, ma la qualità dell’energia che emanava dai quei singoli senza troppe ambizioni. Era in fondo una logica continuazione del rock’n’roll, ma non c’erano piú le tensioni, le istanze ribellistiche e trasgressive che avevano caratterizzato gli eroi degli anni Cinquanta. Mentre il «teen pop» della «restaurazione» tendeva a smorzare l’energia del rock’n’roll, a «sbiancare» sonorità che, nonostante tutto, erano fortemente radicate nel suono della musica nera, il surf era il rock’n’roll in termini diversi, il rock’n’roll visto dai ragazzi bianchi della middle class americana.


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