…della serie: ricordi indelebili.
Ho un profondo legame con dei dischi che la critica ufficiale, quella seria, considera ‘secondari’. Questo vale per i Deep Purple, Traffic, Rolling Stones e altri. Credo che dipenda molto dal momento, dalla situazione, da come vengono ‘vissuti’ certi album.
Certo è che, se vengono alla mente e regalano ancora emozioni, poco importa se siano ‘primari’, ‘secondari’ o chicchessia, per me hanno un’importanza straordinaria.
Per la cronaca questo fu il primo LP che comprai in ‘società’ con un mio amico. Lui aveva un giradischi Phonola, io invece una radio-cassette della Grundig. Il disco costava 3.500 Lire, naturalmente per ascoltarlo dovevo andare per forza a casa sua. Successivamente comprai a rate il famosissimo giradischi della Reader’s Digest e venni in possesso definitivamente, di comune accordo, del disco.
Comprammo il disco appena uscito nel 1973, lo ascoltammo miriade di volte anche perché era l’unico che avevamo 🤣
Settimo e ultimo album dei Deep Purple, col cantante Ian Gillan e il bassista Roger Glover fino alla pubblicazione nel 1984 di Perfect Strangers, il disco fu registrato in mezzo a baruffe e incomprensioni tra i musicisti, con aneddoti degni di una commedia di Carlo Goldoni.
Considerato un disco secondario dalla critica, io invece controcorrente sono profondamente legato ad ogni secondo dei quasi 35 minuti della durata totale. Il suono più vicino al blues che nelle precedenti produzioni, possiede il classico marchio Deep Purple, ma certamente meno ‘hard’ e più ‘blueseggiante’. Sette brani senza nessuna sbavatura e caduta di tono. Difficile scegliere il brano migliore e questo dice tutto.
