L’insegnamento buddista
L’insegnamento buddista non può essere inteso come mera speculazione intellettuale. Piuttosto diventa un orientamento che viene messo alla prova e applicato costantemente nella vita quotidiana. Ciò non prescinde dalla conoscenza dei principi fondamentali che abbracciano tutte le tradizioni buddiste e che, in qualche modo, le uniscono in una prospettiva sociale al di là delle differenti interpretazioni della dottrina e della pratica religiosa. La visione buddista della vita universale presenta agli umani del nuovo millennio una chiave per uscire dalla gravissima crisi in cui versa il nostro pianeta.
La compassione, per esempio, non è un semplice richiamo etico, ma è la capacità di tornare a vivere in modo simbiotico con tutti gli esseri viventi.
La Terra e le specie che la popolano, non sono separate ma, al contrario, strettamente unite in un destino comune (interconnessione). La diversità non è una minaccia, ma un grande valore che può portare progresso e pace perché ogni singola forma di vita è indispensabile a tutte le altre e alla vita del macro-universo in cui viviamo.
Il Buddismo insegna che una Legge o principio universale sottostà a tutti i fenomeni e si applica a ogni popolo, indipendentemente dal tempo, dall’etnia, dalla diversità culturale e dal luogo. Però, la modalità specifica con cui il Buddismo viene espresso e propagato è relativa alla società, alla cultura e ai costumi della regione in cui si pratica.
Il Buddismo rispetta profondamente la diversità culturale, nella misura in cui gli aspetti della cultura non siano in contrasto con lo spirito del Buddismo come insegnato nel Sutra del Loto, il cui nucleo essenziale è la fede che nella vita di ogni persona sono presenti una dignità e un potenziale illimitati. Nichiren, fondatore nel tredicesimo secolo del Buddismo scrive: «Esaminando attentamente i sutra e i trattati, scopriamo che esiste una dottrina che corrisponde a questo, quella che riguarda il precetto chiamato “seguire i costumi del luogo”. In sostanza questo precetto insegna che, a meno che ciò non implichi una grave mancanza, bisognerebbe seguire gli usi e costumi del paese anche se si discostano leggermente dagli insegnamenti buddisti»