Il Buddambulo #14

Nichiren Daishonin

Il più grande riformatore buddista del Giappone, vissuto nell’epoca di Kamakura, è Nichiren Daishonin (1222-1282). Nato da un’umile famiglia di pescatori, fin da piccolo fece il voto di voler sradicare la sofferenza di nascita, invecchiamento, malattia e morte e mettere tutte le persone in grado di manifestare la propria innata buddità.
Determinò così da subito l’indirizzo del suo buddismo rivolto alla felicità delle persone comuni. Diventato monaco, si recò a Kamakura, Kyoto, Nara e in altri centri di studio buddista, dove approfondi la conoscenza dei sutra e dei commentari conservati nei templi più importanti.

In questo modo Nichiren Daishonin approfondì la conoscenza delle dottrine fondamentali di tutte le scuole buddiste. Ebbe così la conferma che il Sutra del Loto era il supremo fra tutti i sutra e che la Legge di Nam-myoho-renge-kyo, alla quale si era risvegliato, era l’essenza e il mezzo per liberare tutte le persone dalla sofferenza al livello più profondo.

Monaco di straordinaria cultura, Nichiren Daishonin scrisse grandi trattati di buddismo, ma il suo interesse fu sempre per la gente comune: anche se colpito da durissime persecuzioni, aggressioni ed esili comandati dal governo non smise mai di inviare lettere ai suoi discepoli dove spiegava i fondamenti del suo buddismo e offriva incoraggiamenti per vivere coraggiosamente senza lasciarsi sconfiggere dalle difficoltà.
Tutto il suo insegnamento è un formidabile compendio di una visione della vita universale che può essere definita “umanesimo buddista”.


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