L’11 Ottobre del 1919, a Pittsburgh, in Pennsylvania, U.S.A., nasceva il grande batterista Jazz Art Blakey (nome completo Arthur Blakey). Era una figura centrale nei movimenti bebop e hard bop ed è meglio conosciuto per il suo lavoro con i Jazz Messengers, una band che divenne un banco di prova per molte future star del jazz. Blakey ha iniziato il suo viaggio musicale suonando il piano, ma è passato alla batteria nella tarda adolescenza. All’inizio della sua carriera lo ha visto esibirsi con big band guidate da Fletcher Henderson e Billy Eckstine. Fu durante il suo periodo con la band di Eckstine che Blakey fu profondamente coinvolto nel movimento bebop, suonando al fianco di leggende come Charlie Parker e Dizzy Gillespie. A metà degli anni ’50, Art Blakey formò i Jazz Messengers, inizialmente guidati dal pianista Horace Silver. I Jazz Messengers divennero uno dei gruppi più influenti nella storia del jazz, noto per il suo stile hard bop che fondeva la complessità del bebop con influenze blues piene di sentimento. La formazione della band cambiava frequentemente, fungendo da trampolino di lancio per numerosi giovani musicisti che sarebbero poi diventati figure di spicco del jazz. La batteria di Blakey era caratterizzata da un modo di suonare potente e deciso con un forte senso dello swing. Era noto per la sua intensità dinamica, i ritmi complessi e l’uso distintivo di rulli e piatti. La batteria di Blakey non solo ha fornito una forza trainante per la band, ma ha anche consentito un’interazione interattiva e reattiva con gli altri musicisti. I contributi di Art Blakey al jazz vanno oltre le sue capacità di batterista. Come bandleader, si è dedicato al tutoraggio di giovani musicisti, aiutandoli a sviluppare le loro capacità e a trovare le loro voci uniche. Questo ambiente stimolante ha aiutato molti futuri grandi del jazz ad affinare la propria arte e ottenere riconoscimenti. Art Blakey è ricordato come un maestro batterista, un mentore devoto e una figura chiave nello sviluppo del jazz moderno. Il suo lavoro con i Jazz Messengers rimane una pietra miliare della storia del jazz, celebrando la ricchezza, la complessità e lo spirito vibrante del genere.
