Il Buddambulo #11

L’inseparabilità di vita e ambiente

Le dieci direzioni sono l’ambiente (eho) e gli esseri senzienti sono la vita (shoho). L’ambiente è come l’ombra e la vita come il corpo. Senza il corpo non può esistere ombra. Allo stesso modo, senza vita non può esistere ambiente, anche se la vita è sostenuta dal suo ambiente.

Ogni vita presuppone un ambiente. L’ambiente è l’habitat degli esseri viventi. Vita e ambiente sono inseparabili. Per questo motivo, per completare la descrizione di tutte le possibilità della vita, bisogna porre come ultimo regno l’ambiente (kokudo seken).
Vita e ambiente sono inseparabili. La tendenza vitale di una società si riflette sull’ambiente e lo modifica.
Contemporaneamente l’ambiente agisce come causa esterna sulla vita degli esseri viventi, facendo scaturire gli effetti manifesti. Per questo motivo Nichikan Shonin scrive: «Il regno dell’ambiente (kokudo seken) è il luogo in cui vivono le persone nei Dieci Mondi.»
La tradizione lo descrive metaforicamente come fuoco o gelo sotterraneo, come acqua, aria o terra, oppure come un magnifico palazzo, secondo il sentiero che le menti degli uomini stanno percorrendo. In realtà non è il fuoco dell’inferno a causare la sofferenza delle persone; è il loro stato vitale distruttivo a trasformare qualunque giardino in un inferno. Viceversa la gioia dell’estasi riesce a trasformare qualsiasi tugurio in un palazzo. L’ambiente è incapace di manifestare autonomamente uno stato vitale. E lo stato vitale della società a determinare il mondo ambientale.
«Se la mente degli uomini è impura, lo è anche la terra. Non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente.»
Questo legame fra vita e ambiente è espresso dal principio di esho funi (unicità di ambiente e vita). E è l’abbreviazione di eho, l’ambiente oggettivo; sho di shoho, il soggetto. Ambedue i termini contengono l’elemento ho (di nyo ze ho), che non è altro che la retribuzione che appare sia nella vita degli uomini sia nell’ambiente in cui vivono.
Ambedue sono l’effetto del karma. Perciò, questa unità comincia all’atto stesso della nascita. Infine funi è l’abbreviazione che indica l’unità essenziale al di là della differenza fenomenica, cioè vita e ambiente sono due ma non due, non due ma due.
Con la nostra mente oscurata distinguiamo vita e ambiente come elementi separati che eventualmente interagiscono, benché oggi alcune discipline scientifiche, l’ecologia anzitutto, tentino di afferrarne l’unitarietà. Invece per il Buddismo individuo e ambiente costituiscono essenzialmente un’unità, tanto che lo stato vitale dell’uno diventa automaticamente lo stato vitale dell’altro.
Ma se l’ambiente delle persone che percorrono i sei cattivi sentieri è facilmente individuabile, più difficile è definire l’ambiente dei quattro mondi nobili. Scrive a questo proposito Nichikan Shonin: «Gli individui nello stato di Apprendimento o di Illuminazione Parziale vivono su una terra di transizione, i bodhisattva su una terra di ricompensa reale e il Budda sulla terra eterna e illuminata.»
Questi termini non indicano utopici mondi lontani, fantastici o irreali. Il primo ambiente, chiamato più esattamente “Terra di transizione e di rimanenza”, indica l’ambiente in cui gli individui sono pienamente coscienti dell’impermanenza dei fenomeni e sono liberi dalle illusioni. La realtà, che appare per quello che è, vuota, non stimola i desideri dei mondi più bassi. Gli uomini vivono questo ambiente con distacco, come viandanti momentaneamente alloggiati in un palazzo non di loro proprietà. Ma non tutte le illusioni sono sradicate; rimane (di qui il nome ‘rimanenza’) l’oscurità fondamentale, cioè l’ignoranza della propria natura di Budda.
La “terra della ricompensa reale e del non impedimento” è il prodotto delle compassionevoli azioni dei bodhisattva. La ricompensa reale è il frutto delle fatiche e degli sforzi per costruire una società giusta, libera e felice. Il non impedimento significa che la jihi riesce ad abbattere qualunque ostacolo sia fisico sia spirituale che impedisce di trasformare la terra delle illusioni nella pura terra del Budda.
Infine i Budda vivono nella terra della luce eternamente tranquilla, in cui regna la perfetta armonia e la liberazione totale dalle sofferenze di nascita e morte. Ma non è un paradiso. Qualunque ambiente può essere trasformato, grazie al Buddismo, nella pura terra del Budda. Se la mente degli uomini che lo abitano è pura, cioè basata sul decimo mondo, anche la terra lo sarà. Così tutte le differenze fenomeniche si ricompongono nell’unità della Legge dell’universo, immutabile sia quando, basandosi sul mondo d’Inferno, gli esseri umani costruiscono una società infernale in una terra impura, sia quando riescono a far emergere la natura di Budda presente in ogni terra e in ogni forma di vita dell’universo.


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