Francis Picabia

Per avere idee pulite bisogna cambiarle come le camicie”. Basta questa frase, scritta nel 1922 da Francis Picabia, per capire lo stile eclettico e dinamico di uno dei pittori più prolifici e particolari della prima metà del Novecento.

Francis Picabia (1879, Parigi – 1953, Parigi) è stato un pittore, designer e illustratore francese. Era anche uno scrittore. È stato coinvolto con l’impressionismo, il cubismo, il dadaismo e il surrealismo. Picabia era figlio di padre cubano e madre francese. Dopo aver studiato all’École des Arts Décoratifs (1895-1897), dipinse per quasi sei anni in stile impressionista.

Nel 1909 adottò il cubismo e, insieme a Marcel Duchamp, fondò nel 1911 la Section d’Or, un gruppo di artisti cubisti. Quando Picabia si allontanò dal cubismo all’orfismo (una variazione più lirica del cubismo), i suoi colori e le sue forme divennero più morbidi. Nel 1915, Picabia, Duchamp e Man Ray svilupparono una versione americana di Dada a New York. Questo movimento artistico fiorì in Europa e a New York dal 1915 al 1922 circa.

La fama di Picabia è legata al dadaismo, all’invenzione del ‘macchinismo’: meno conosciuti sono il resto della sua carriera artistica, la sua importanza storica. Ostinandosi ad evadere dalle etichette, ha messo in crisi categorie radicate fin dentro l’avanguardia di cui è stato uno dei campioni più provocatori, fino a scardinare quella stessa idea di avanguardia quando si fossilizza in una pigra stasi.

Compagno di strada e di scandali di Duchamp e Apollinaire prima, di Tzara e Breton poi, non si limita a dipingere, ma promuove e realizza riviste dall’impianto inedito, interviene in manifestazioni, fa teatro e cinema, ma soprattutto scrive poesie all’apparenza assurde, che gli guadagnano un posto di riguardo anche in campo letterario.

PICABIA, Francis_El apuro, 1914_703 (1982.41)

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