La fragilità è il grande tabù del nostro tempo: entrare in contatto con la propria fragilità, quindi essere in grado di sentire anche quella dell’altro, è difficile. È importante sentire la fragilità – come recita Mariangela Gualtieri – perché “è breve il tempo che resta“.
Quindi che senso ha essere duri? Perché sprecare energia nell’indifferenza? Nel togliere la parola ad una persona che abbiamo amato, o nell’umiliare l’altro, quando un dolore non trova la sua via di uscita? In quanto modi, ci feriamo. Forse la tenerezza è proprio questo: il legame di consapevole finitezza, con la vita.
C’è qualcosa di molto misterioso nel fatto di sentirsi toccati da qualcuno, o provare tenerezza per qualcuno. Le persone e le cose, si illuminano nella loro semplicità.
È scegliere di vivere senza maschere, senza rigidità. E si intensifica, attraverso questa postura, questo sguardo, il nostro desiderio di prenderci cura, di creare protezione, affezione.
Reagire alla ferita del mondo attraverso la tenerezza. Un mantra, che voglio ricordare oggi.
Concordo con le tue sagge e condivisibili riflessioni. La fragilità in fondo ha molto più bisogno del coraggio che ostenta chi vuole mostrarsi forte. E soprattutto è un’apertura verso gli altri. Una mano tesa. Complimenti 👏
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Grazie mille
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Essere fragili e sapersi emozionare e intenerire è un gran pregio, ignoto a chi ha l’animo insensibile o a chi crede che mostrare i sentimenti sia segno di poca forza
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E’ vero Luisa.
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Buona serata, caro Silvano🌹
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