Artefatti di Internet #5 – Il Dizionario degli hacker (1983)

L’immagine mostra l’Hacker’s Dictionary, noto anche come The Jargon File, era una raccolta di terminologie, barzellette e folklore degli hacker risalenti agli albori di Internet. È diventato un riferimento essenziale per hacker e scienziati informatici e ha contribuito a plasmare la prima cultura online. Creato per la prima volta nel 1975 da Raphael Finkel presso il laboratorio di intelligenza artificiale di Stanford, il dizionario si diffuse rapidamente al MIT e infine alla più ampia comunità Internet. È diventato uno sforzo di collaborazione poiché hacker e scienziati informatici hanno creato in crowdsourcing nuove edizioni del dizionario per riflettere la cultura in continua evoluzione.

Hacker è un prestito dalla lingua inglese che designa una persona che utilizza le proprie competenze informatiche per esplorare i dettagli dei sistemi programmabili e sperimenta come estenderne l’utilizzo.
Le origini del termine risalirebbero alla seconda metà del XX secolo e col tempo è diventato rappresentativo di una cultura e un’etica legata all’idea del software libero. Successivamente è stato utilizzato in senso generale anche per indicare individui che studiano e sperimentano la materia, per conoscerne i segreti e analizzarla in profondità. Dal punto di vista informatico, non è da confondere con i cracker, o pirati informatici, il cui scopo è prettamente violare e danneggiare un sistema, cui si riferisce impropriamente il mondo giornalistico con il termine hacker. Sebbene strettamente collegato al concetto vi sia il fenomeno dell’hacking, la maggioranza degli hacker preferisce utilizzare il termine cracker – qualcuno che volontariamente decide di violare un sistema informatico per rubarne o manomettere dei dati – per indicare quegli hacker che abusino delle proprie capacità. (continua…)


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