Compromessi

Fra i vari pensieri, molte volte insignificanti, che attraversano la mia mente, quando passeggio con il mio Forte, stamane riflettevo sul passaggio all’eta adulta.
Per molti questo momento avviene la prima volta in cui si fa sesso, quando si prende la patente o la prima sbronza, quando si dice il primo ti amo o con il primo cuore spezzato.
Io credo che il diventare adulti inizia quando si ha la consapevolezza che non è ottenere esattamente ciò che vogliamo ma il saper plasmare ciò che vorremmo su ciò che abbiamo. E’ il momento in cui, pur rendendoci conto di non poter avere esattamente ciò che vogliamo, proseguiamo per la nostra strada senza rinunciare al nostro sogno, ma modificandolo al punto di renderlo fattibile. Essere adulti, significa questo. Scendere a compromessi con se stessi, senza pensare che sia denigratorio, sbagliato o umiliante.

La vita è nostra

“I nostri sogni possono anche essere meravigliosi, le nostre speranze elevate e i nostri ideali nobilissimi, ma in definitiva per realizzarli abbiamo bisogno di coraggio. Possiamo avere le idee più geniali e i progetti più grandiosi del mondo, o sentirci colmi d’illimitata compassione per gli altri, ma tutto questo non ci porterà a nulla se non abbiamo il coraggio di tradurlo in azione.”

Queste poche righe estrapolate da questo post del maestro Ikeda, insegnano molto semplicemente – come al solito – ma con estrema saggezza, qual’è il “trucco” per rendere la vita felice: il Coraggio.
E’ il coraggio che ci permette successivamente di mettere in opera l’Azione. Senza coraggio rimaniamo nella nostra “confort zone” che poi non è detto sia sempre “confort”. Ed è proprio per questo che si deve tirar fuori il coraggio per cambiare quegli aspetti che non ci rendono felici.

Qualunque sia il risultato, la cosa importante è fare un passo avanti sul sentiero che ritenete giusto. Non preoccupatevi di quello che possono pensare gli altri. Siate fedeli a voi stessi. Dopo tutto, la vita è vostra.

Blog

l mio blog altro non è che uno spazio dove riversare pensieri a flusso libero, citazioni incessanti a brani e album musicali e foto amatoriali per poter dire che vivo di questo, ma non nel senso di guadagnarci con questo ma che il mio etere vive di questo. Vive di musiche che formano paesaggi sonori per mantenermi distratto. Vive di testi eterogenei che formano uno scenario per mantenermi vivo. Vive di foto naturali che formano un tappeto visivo per mantenere i ricordi.

Parole

Si, si. Le poesie dei grandi poeti, le frasi belle, importanti, quelle memorabili dei grandi scrittori. Tutti le usiamo, tutti le facciamo nostre, qualcuno le fa addirittura sue come le avesse partorite dentro la propria testa ma in certi momenti quelle parole stupende non possano bastare, semplicemente perché non sono nostre.

Poeti e scrittori hanno scritto cose meravigliose pensando a un luogo, a un desiderio proprio, a una persona e se anche i nostri pensieri-desideri sono circoscritti a ciò che pensiamo o immaginiamo, anche questi meritano parole nostre e conta poco che siano parole fortemente straordinarie o cosi sublimi da stordire l’occhio di chi le legge o l’orecchio di chi le ascolta.

Conta che siano sincere, vere, perché le parole, come i gesti, in certi momenti servono, servono davvero.

Tempi

Ogni cosa ha il suo tempo, ogni scelta ha bisogno del suo tempo.

Per un giocatore di scacchi, per esempio, è una dote primaria. Quando hai un tempo limitato come quindici minuti, devi sapere con esattezza quanto tempo dedicare a ogni singola mossa, e cercare di sapere quando, in una situazione complicata, vale la pena sprecare più secondi per riconsiderare di nuovo tutta la strategia.
Questo non vale solo per gli scacchi, ma in tutte le cose della vita.
La priorità delle scelte dipendono in gran parte dai nostri interessi e gli interessi a loro volta dipendono dal valore che possono dare (o che danno) alla nostra vita.
Non si può dedicare alla scelta di un’università lo stesso tempo che si trascorre nell’indecisione davanti al banco dei sottaceti, al supermercato.

Passioni

…e poi ci sono quelli che arrivati alla pensione, dicono di annoiarsi, di non sapere come passare il tempo, di sentire quasi nostalgia per quando timbravano il cartellino. Come si fa – mi chiedo – ad annoiarsi con tutti i libri che ci sono da leggere, tutta la musica che c’è da ascoltare, i racconti che si possono scrivere, le passeggiate che si possono fare? Credo che se si ha tanto tempo libero e ci si annoia – fermo restando che la noia non è sempre negativa, anzi – probabilmente è perché non si hanno interessi, passioni, e se non si hanno passioni allora sì, forse è meglio restare al lavoro.

Amicizia

L’amicizia è un sentimento e, a differenza dell’amore, non può essere vissuta in solitario. Richiede la partecipazione di almeno due persone. E richiede di essere ricambiata. Non esiste in amicizia l’equivalente di ciò che chiamiamo “innamoramento” per l’amore. L’amicizia nasce, di solito senza farsi tanto notare, cresce, finché un bel giorno ci troviamo amici di qualcuno, “con” qualcuno. Ci sono pochi motivi per cui un’amicizia può morire. Uno di questi è il tradimento. In amore, sempre per fare un parallelo, il tradimento (fisico o mentale) viene preso nel gioco delle parti, non è mai bello ma la sua influenza sul sentimento dell’amore è molto variabile. In amicizia invece il tradimento, anche la semplice assenza in certi momenti, può essere mortale. Non importa quanto a lungo fosse durata l’amicizia, o quanto profonda potesse essere “prima”. Se un amico tradisce, smette immediatamente di essere amico. E ben difficilmente potrà tornare ad esserlo. Anzi, quasi mai.

Preferiti

A volte ci arrabbiamo perché le cose non vanno come noi vorremmo. Ci angosciamo e ci arrabbiamo perché le persone giudicano, senza sapere cosa noi ci portiamo dentro. Posso dirvi che non serve, non serve odiare chi ci odia, non serve arrabbiarci con un “destino” che sembra essersi dimenticato di noi. Concentriamoci su quello che dentro di noi è rimasto saldo, anche se è poco sarà quel poco a portarci dove vogliamo arrivare. Non odiamo nemmeno se siamo odiati. Non rimpiangiamo mai di aver lasciato dietro qualcuno che non si è accorto di noi nemmeno quando gli eravamo vicino. Non bisogna sottovalutare mai i gesti, le parole e le offese non sta a noi perdonare. Perdoniamo solo noi stessi per aver scelto le persone sbagliate a cui dedicare del tempo…
Non voglio vivere odiando, ecco perché vado via da chi non riesco a perdonare. Preferisco le assenze scelte ai sorrisi compiacenti.

Compagna di viaggio

Il tempo è la tela di cui si fa la vita” diceva B. Franklin. La vita di noi tutti ha varie tappe, vari scalini, vari ostacoli da superare. Tuttavia la musica ci accompagna sin dall’inizio in questo vorticoso viaggio, infatti, appena nati già siamo coccolati dalla melodia della ninna nanna (cantata più o meno bene). Insomma siamo circondati dalla musica e questo ci aiuta anche ad associare un ricordo o una persona ad una canzone particolare. Anche andando al cinema mentre si è assorti nella visione del film, parte come sottofondo una canzone che ci catapulta inaspettatamente a quel giorno, a quell’emozione provata, a quel ricordo bello o brutto che sia. La musica è un filo diretto alla nostra anima, ai nostri sogni. Non è detto, infatti, che una canzone deve per forza ricordarci qualcosa del nostro passato, anzi a volte una canzone ci fa sognare, ci fa volare con la fantasia laddove la quotidianità non ci permette di andare. Ognuno ha una sua canzone preferita che cambia a periodi, oltre a quelle che consideriamo le più belle da sempre. Questo è più che normale, perché ogni canzone scelta rispecchia in un certo modo ciò che proviamo in quel periodo. Abbiamo le canzoni dell’infanzia (soprattutto le sigle dei cartoni animati), poi ci sono quelle dell’adolescenza, quelle della giovinezza e così via. Ogni tappa ha una o più canzoni differenti, perché la musica è anche questo: incontro di gusti e suoni diversi. La cosa importante è che la musica continui a scandire sempre il tempo della nostra vita, perché spesso è la miglior compagna di viaggio che possiamo avere.

Libertà positiva

Il filosofo Isaiah Berlin nel suo “Due concetti di libertà” scrive della libertà negativa a positiva. Concetto non propriamente facile per noi comuni mortali o cittadini, per darsi un tono 😀.
Comunque in soldoni, descrive “la libertà negativa” come la libertà dagli ostacoli o dalle costrizioni esterne. In questo senso, una persona è libera se non è fisicamente impedita ad agire e “la libertà positiva” come la libertà dalle costrizioni interne. È autocontrollo, la padronanza di sé. Essere positivamente liberi significa avere il controllo della propria mente, liberarsi da paure e credenze irrazionali, da dipendenze, superstizioni e ogni altra forma di autocostrizione. In una frase “essere padrone del proprio destino“.

Questo pensiero non poteva non portarmi alla filosofia buddista, in quanto il “destino” o “karma” è la colonna portante di questa filosofia.
In breve, anzi in brevissimo, per chi non ne fosse a conoscenza, destino e karma hanno lo stesso significato ma sono tra loro contrapposti. Il destino (occidentale) equivale a fatalità, l’uomo è impotente e nulla può fare per cambiarlo, in pratica ha un ruolo passivo. Il karma (orientale) equivale a: causa/effetto, l’uomo può cambiarlo, dipende dalle cause poste, positive o negative e avranno gli stessi effetti, in pratica ha un ruolo attivo.

Questa libertà positiva di cui si è occupato Isaiah Berlin, è parallela al karma. Essere padroni del proprio destino, ultimamente paragrafata anche come resilienza, implica un percorso (anche spirituale) che insegna a non abbandonarsi alla sconfitta e all’impotenza. Imparare a vedere i momenti di crisi, di sconforto come delle vere e proprie sfide, come occasioni che ci permettono di testare la nostra resistenza.

Sapere di avere una grande risorsa interiore a cui affidarci, che si chiami: buddità o resilienza, come parte della nostra natura umana: è l’abilità di trasformare un disagio, un problema in opportunità.