Riflessione (banale) sulla vita

La vita è un’esperienza straordinaria, piena di sfide, gioie, tristezze e opportunità. È un viaggio unico e personale per ciascuno di noi, che ci offre l’opportunità di crescere, imparare e scoprire chi siamo veramente.

Una riflessione sulla vita può portare a considerare l’importanza di vivere nel presente. Spesso ci troviamo a preoccuparci del futuro o a rimuginare sul passato, trascurando il momento presente. Ma la verità è che la vita si svolge qui ed ora, e solo vivendo appieno il presente possiamo davvero apprezzare ciò che abbiamo.

La vita è fatta anche di scelte. Ogni giorno siamo chiamati a prendere decisioni, grandi o piccole, che plasmano il nostro cammino. È importante ricordare che ogni scelta ha conseguenze e che siamo responsabili delle nostre azioni. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre decisioni e cercare di fare scelte che siano in linea con i nostri valori e obiettivi.

Inevitabilmente, nella vita ci saranno momenti difficili. Sfidando ostacoli, fallimenti e delusioni, possiamo imparare a superare le avversità e a crescere come individui. È nella sfida che si trova spesso la nostra forza interiore più profonda.

La vita è anche un’opportunità per connetterci con gli altri. Le relazioni umane sono fondamentali per il nostro benessere e felicità. Dobbiamo coltivare i nostri rapporti, mostrare gratitudine e compassione verso gli altri. Le esperienze condivise e le connessioni che creiamo con le persone che ci circondano arricchiscono la nostra vita in modi che spesso non possiamo nemmeno immaginare.

Infine, la vita è un viaggio di scoperta di se stessi. È un’occasione per esplorare i nostri interessi, talenti e passioni, e per perseguire i nostri sogni. Dobbiamo ascoltare il nostro cuore e seguire la nostra intuizione, perché solo noi sappiamo veramente ciò che ci rende felici e soddisfatti.

In conclusione, la vita è un dono prezioso e un’opportunità unica. È un’esperienza piena di significato e valore, che ci sfida, ci ispira e ci insegna. Spero che tutti possiamo trarre il massimo da questa esperienza e vivere una vita piena di amore, gioia e realizzazione personale.

Età

Sembrerà strano ma a una certa età è facile pensare all’età, scusate il gioco di parole, ma è così.

L’età è un concetto che può essere esaminato da diverse prospettive. Può essere considerata da un punto di vista biologico, psicologico e sociale, e ognuno di questi aspetti può influenzare la nostra comprensione dell’età stessa.

Dal punto di vista biologico, l’età è spesso misurata in base al tempo trascorso dalla nascita e può essere associata a cambiamenti fisici e fisiologici nel corpo umano. Ad esempio, l’invecchiamento è un processo naturale che porta a cambiamenti nella pelle, nelle funzioni cognitive, nella forza muscolare e in altre caratteristiche fisiche. Tuttavia, è importante ricordare che l’invecchiamento biologico varia da persona a persona e dipende da fattori come la genetica, lo stile di vita e l’ambiente.

Dal punto di vista psicologico, l’età può influenzare il nostro sviluppo emotivo, cognitivo e comportamentale. Ad esempio, le persone tendono a sviluppare una maggiore maturità emotiva e una maggiore capacità di risolvere i problemi con l’avanzare dell’età. Tuttavia, è importante sottolineare che lo sviluppo psicologico è un processo individuale e può variare notevolmente da persona a persona.

Dal punto di vista sociale, l’età può influenzare le nostre relazioni, il nostro ruolo nella società e le aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti. Ad esempio, ci sono spesso aspettative sociali legate all’età in termini di carriera, matrimonio, genitorialità e pensionamento. Tuttavia, è importante ricordare che queste aspettative possono essere influenzate da fattori culturali e possono variare da società a società.

Dopo questo “pippone” che probabilmente non aggiungerà nulla di nuovo a quello che si sa già, concludo ritornando sulla prima frase di questo post: “è facile pensare all’età”.

In ogni fase dell’età si pensa a come sarà quella futura, idealizzando con un occhio ottimista (spesso, ma non sempre) delle situazioni a noi più congeniali o meglio preferite. Poi il tempo ci ripaga e non sempre con la moneta desiderata. Allora si rilancia, si prosegue, si cambia, si trasforma. Ognuno con le proprie aspettative. Ognuno con le proprie vittorie e con le proprie sconfitte.

Ed è la sommatoria di tutto questo che crea “l’età”, e il bello è che ogni età è diversa da ogni altra età.

Futuro

E’ pur vero che alla mia età pensare e parlare di obiettivi, aspirazioni e futuro può sembrare anacronistico ma credo che nei limiti razionali (ma anche no) non possa che far bene.
Nel mondo di oggi bombardati da stimoli esterni è facile lasciarsi prendere dal trambusto della vita. Scorriamo costantemente i feed dei nostri social media, controlliamo la posta elettronica e rispondiamo alle notifiche, lasciando poco tempo per la riflessione silenziosa e l’introspezione. Tuttavia, prendersi del tempo per fermarsi e pensare ai propri obiettivi, aspirazioni e sogni è fondamentale. Proprio come un contadino si prende cura dei propri raccolti, dobbiamo coltivare i nostri sogni prestando loro la nostra attenzione e concentrazione. È facile lasciare che i nostri sogni si perdano tra le erbacce della vita quotidiana, ma trovando il tempo per pensarci consapevolmente, diamo loro il nutrimento di cui hanno bisogno per crescere e fiorire. Anche pochi minuti di riflessione ogni giorno possono fare una differenza significativa. Prendendo il tempo per una riflessione silenziosa e per stabilire le intenzioni, ci mettiamo in vantaggio. Quindi, prendiamoci qualche minuto ogni giorno per fermarsi, riflettere e sognare. Il nostro futuro ci ringrazierà per questo.

Riflessione

In generale, la vita è un viaggio in continuo cambiamento, pieno di sfide, opportunità e momenti preziosi. Ogni giorno ci offre l’opportunità di imparare, crescere e connetterci con il mondo che ci circonda. È importante essere consapevoli delle nostre azioni, delle scelte che facciamo e delle relazioni che coltiviamo.

La riflessione può aiutarci a comprendere meglio noi stessi, a valutare le nostre esperienze e a sviluppare una prospettiva più profonda sulla vita. A volte, prendersi il tempo per pensare a ciò che è davvero importante può portare a decisioni più consapevoli e appaganti.

Ricordiamoci che la vita è un processo di apprendimento continuo, e anche nei momenti difficili possiamo trovare opportunità di crescita e resilienza. Siamo aperti alle sfide, abbracciamo le esperienze con gratitudine e cerchiamo di vivere in modo autentico, seguendo i valori che sono significativi per noi.

Quattro anni di Forte

…Quando lui va via, il vuoto si fa cratere. Allora perché legarsi a un animale? Perché, in quel frangente di vita che condividiamo, lui ci fa un dono immenso, un dono che non possiamo perdere: ci mostra la parte migliore di noi stessi.”

Questa meravigliosa, vera frase di Carmen Trigiante tratta da il suo libro “Guardami negli occhi” mi ha colpito in maniera profonda.

Oltre alla frase sopra scritta ne cito un’altra assai usata, forse banale ma altrettanto vera: “chi non ha mai avuto un animale non può capire“.

Possiedo un meticcio per scelta, sottratto a sicuro ricovero in canile, oggi compie quattro anni e come si sa, ha già vissuto un quarto, forse un terzo della sua vita.

Posto ancora un breve scritto estrapolato sempre dal medesimo libro:

Abbiamo respirato l’aria del mare, dei pini e dei fiori. Le stelle, con te, erano biscotti da gustare.
Costruirò una zattera coi ricordi, per incontrarci ogni notte, galleggiando su questo oceano di lacrime.
Ricamerò il cielo col sorriso che mi hai lasciato dentro.
Custodirò i tuoi biscotti in un barattolo di miele e li annuserò ogni volta che le giornate saranno amare, ma io non potrò accarezzarti.
Conserverò il tuo guinzaglio in uno scrigno segreto, e lo aprirò quando avrò voglia di rifugiarmi nell’universo, perché so che tu verrai lì, a cercarmi.
La tua zampa nella mia mano per l’eternità, l’odore del tuo pelo nelle mie narici, i tuoi occhi nel mio cuore, scolpiti dal raggio di luce che mi hai regalato ad ogni buongiorno.
Tu, indelebile dono della vita che alla fine si riprende la carne, ma non può separare le anime che sanno superare il tempo e lo spazio, per accedere all’eternità
.”

E’ davvero toccante quello che scrive Carmen, e averlo letto ha creato in me un misto di conforto e tristezza. So per certo che quando Forte lascerà questa vita il vuoto che creerà in me sarà enorme ma, allo stesso tempo, quello che avrà saputo donarmi, mi ripagherà completamente della sua assenza.

Fragilità

La fragilità è il grande tabù del nostro tempo: entrare in contatto con la propria fragilità, quindi essere in grado di sentire anche quella dell’altro, è difficile. È importante sentire la fragilità – come recita Mariangela Gualtieri – perché “è breve il tempo che resta“.

Quindi che senso ha essere duri? Perché sprecare energia nell’indifferenza? Nel togliere la parola ad una persona che abbiamo amato, o nell’umiliare l’altro, quando un dolore non trova la sua via di uscita? In quanto modi, ci feriamo. Forse la tenerezza è proprio questo: il legame di consapevole finitezza, con la vita.

C’è qualcosa di molto misterioso nel fatto di sentirsi toccati da qualcuno, o provare tenerezza per qualcuno. Le persone e le cose, si illuminano nella loro semplicità.

È scegliere di vivere senza maschere, senza rigidità. E si intensifica, attraverso questa postura, questo sguardo, il nostro desiderio di prenderci cura, di creare protezione, affezione.

Reagire alla ferita del mondo attraverso la tenerezza. Un mantra, che voglio ricordare oggi.

Febbraio

Anche oggi, in pieno Inverno, c’è un sole abusivo che spunta, prepotente, dietro nuvole timide. I venditori di ombrelli sono in sciopero della fame, le città soffocano sotto una cappa di inquinamento, i laghi si stanno prosciugando, la neve artificiale ha sostituito quelle belle nevicate di una volta, le allergie da polline sguazzano nei nasi colanti, il freddo marca il cartellino e se ne va al mare e gli alberi sono in fiore.

La primavera è donna ma, stranamente, è in anticipo all’appuntamento con l’Inverno.

Scelte

…E ci capita di pensare come sarebbe stata la nostra vita se, davanti ad uno dei tanti bivi, avessimo scelto una strada diversa.
Se, invece di prendere la decisione che ci ha condotto per mano fino a quel punto, ne avessimo afferrata un’altra.
Magari con un colpo di coda finale, con un impensabile cambiamento di idea allo scadere del tempo.
Se, non avessimo dato retta alla parte razionale di noi, a quella stupida, ma saggia vocina che sussurra sempre cosa è meglio fare per noi, per i nostri genitori, amici o compagni.
O se invece, al contrario, non avessimo seguito l’istinto, quanto c’è di più animale, passionale ed irragionevole nell’uomo, ciò che ci indica, senza un motivo apparente, una determinata direzione.
E ci chiediamo se avremmo fatto bene… se davvero abbiamo preso la decisione giusta…

Nella nostra mente si affollano ricordi, istantanee di scelte prese, attimi di una vita fatta di decisioni forzate, non desiderate, di tempo passato a tentare di scappare da qualcosa di inevitabile, da una scelta obbligata.
La direzione della vita non dipende da quelle che noi comunemente chiamiamo “scelte importanti” perché non esistono scelte più importanti di altre. Ogni piccola, minima, decisione è un passo incerto verso il nostro futuro, un tuffo nell’ignoto.
Esistono forse scelte che racchiudono un numero di conseguenze, domande e bivi maggiori di altre, ma non per questo più importanti. Anche un minuto di ritardo ad un appuntamento, una strada sbagliata nel tornare a casa o una uscita imprevista può cambiare il corso di una vita.
…E ci accorgeremo che, ci vuole un grande, enorme, immenso coraggio in un qualsiasi tipo di decisione che una qualsiasi persona, con un minimo di coscienza e razionalità, prende.

Che ci vuole una grandissima fiducia in sé stessi e nelle proprie potenzialità per continuare il cammino, per non arrendersi e rannicchiarsi nell’angolino più buio della nostra stanza, per avanzare a testa alta nell’intricato labirinto di possibilità e decisioni chiamato vita.

Questo è il gioco della vita e se vogliamo rimanere in gara dobbiamo rassegnarci a rispettarne le sue regole. Dobbiamo continuare a prendere decisioni sperando che siano le migliori, sperando che la strada intrapresa, non ci porti soltanto verso un burrone pieno di rimpianti.
Abbiamo preso la decisione giusta? Ne siamo sicuri? Siamo pronti ad affrontarne tutte le eventuali conseguenze? Forse no, ma del resto non ha importanza. Possiamo continuare a chiederci se abbiamo fatto bene, ma di certo non dobbiamo lasciarci torturare dall’illusione che la scelta scartata sarebbe stata la migliore, perché questo non potremmo mai saperlo.

Comunità

Quando saremo diventati anziani, cosa avrà dato un significato alla nostra vita?
Il fatto di essere rimasti in ufficio fino a tardi per anni e anni?
Oppure il fatto di aver posseduto un’auto da 40.000 euro?
Oppure l’aver sedotto molte donne?
Molto probabilmente guardando indietro ci accorgeremo che in tutti i momenti che hanno avuto un forte significato per noi vi era coinvolta una persona cara.
Sono le persone che ci sono vicine a rendere indimenticabili i momenti belli e meno pesanti quelli brutti. Le persone ed il tipo di relazione che abbiamo con loro sono ciò che completa una vita piena.
Sfortunatamente, siamo ormai tutti troppo indaffarati e le città sono troppo grandi e dispersive per permetterci di trascorrere del tempo ed investire delle energie nell’entrare in connessione uno con l’altro ad un livello meno superficiale.
Le nostre vite impegnate ci disconnettono dagli altri, anche da coloro con i quali viviamo, e perdiamo l’opportunità di provare una relazione che arriva ai sentimenti.
Parlando di relazione che arriva ai sentimenti ma che ti fa sentire grato per la presenza di una certa persona nella tua vita.
È la mancanza di questo tipo di relazioni che ci fa dare gli altri per scontati.
Non possiamo sentire la mancanza di ciò che non abbiamo.
Quando proviamo la gioia ed il calore di un rapporto più profondo con gli altri, sentiamo come una priorità il poter far parte di un circolo, di un gruppo di persone, quello che in inglese viene definito “community”.
Una comunità che ci supporta (la traduzione in italiano non rende appieno il senso di un gruppo affine, che incoraggia, condivide, aiuta e rispetta) è ciò che rende piena la nostra vita.
Ci protegge, ci sfida ad essere autentici e, cosa più importante, ci insegna ad amare, noi stessi e gli altri.
La base della creazione di una comunità è la qualità delle relazioni che si instaurano tra le persone.
In una relazione di qualità, ci sentiamo supportati, ispirati, e ci sentiamo sfidati a tirar fuori il meglio di noi stessi.
Troppo spesso, invece, alcune delle persone che ci stanno vicine prosciugano le nostre energie e ci fanno sentire inadeguati, demotivati e anche depressi.
Quando siamo su un percorso di crescita personale, cerchiamo in modo naturale di entrare in relazione con una categoria “positiva” di persone, allo scopo di costruire una relazione profonda e che arriva ai sentimenti.

Compagni libri

Ci sono libri che ci seguono da anni. Seguono le nostre stagioni, il nostro tempo, il nostro umore, il nostro essere. Li teniamo sempre vicini senza leggerli o meglio li iniziamo ma non riusciamo, non siamo mai riusciti a portarli a termine. Uso il plurale perché so per certo che questi libri appartengono a molti di noi.

Io ne ho una manciata. Non potrei disfarmene, li tengo sempre vicino, viaggiano con me, mi accompagnano in vacanza, sono una presenza rassicurante, fidata. Inizio a leggerli in momenti diversi, in quelli “brutti” per trovarne supporto e conforto, in quelli “belli” con il desiderio di leggerli fino alla fine per utilità e beneficio. Ma niente, non ce la fo.

Ma allora non sono interessanti, coinvolgenti, se non si riesce a leggerli completamente, qualcuno potrebbe obbiettare.

Sono saggi, niente a che vedere con i romanzi di qualsiasi colore, e richiedono anche un certo impegno celebrale, è questo il motivo principale. Ma sono importanti, di questo sono sicuro, almeno per me. Sono illuminanti, hanno valore come il faro per la nave, il radar per l’aereo.

Non so se un giorno li terminerò… ma, se quel giorno non avverrà, avranno avuto comunque un ruolo importante nella mia quotidianità, quella di avermi fatto compagnia, dato tranquillità e infuso speranza.