Herb Flemming

Il 5 aprile 1898 nasce a Honolulu, nelle Hawaii, il trombonista Herb Flemming, registrato all’anagrafe con il nome di Niccolaiih El Michelle.
Herb Flemming è un musicista jazz noto per uno stile essenziale e profondamente radicato nella tradizione afroamericana, capace di dialogare con il linguaggio contemporaneo. Cresciuto musicalmente ascoltando i grandi maestri del jazz classico e moderno, ha sviluppato un approccio che unisce rigore formale e libertà espressiva, ponendo al centro l’improvvisazione come strumento narrativo.
Nel corso della sua carriera, Flemming si è distinto per una ricerca sonora attenta alle dinamiche del gruppo e alla qualità del fraseggio, privilegiando un jazz fatto di ascolto reciproco, spazi e tensioni sottili. Ha collaborato con numerosi musicisti della scena jazz, partecipando a festival, rassegne e sessioni live in cui il dialogo musicale diventa esperienza condivisa.
La sua musica rifugge l’eccesso virtuosistico per concentrarsi su atmosfera, ritmo e profondità emotiva, restituendo un jazz sobrio ma incisivo, capace di raccontare storie senza bisogno di parole. Oggi Herb Flemming è considerato una voce coerente e riconoscibile, apprezzata per autenticità e fedeltà allo spirito originario del jazz.

George Chisholm

George Chisholm (nato il 29 marzo 1915) è stato un trombonista jazz e cantante scozzese. Nato a Glasgow in una famiglia di musicisti, iniziò la carriera professionale suonando il pianoforte in un cinema a 14 anni prima di passare al trombone nel 1934. Nel 1936 si trasferì a Londra, dove suonò con importanti band da ballo come quelle di Bert Ambrose e Teddy Joyce, e collaborò con leggende del jazz americano come Coleman Hawkins, Fats Waller e Benny Carter durante le loro visite in Gran Bretagna. Durante la Seconda Guerra Mondiale si unì alla Royal Air Force e fece parte dell’orchestra da ballo RAF conosciuta come The Squadronaires, rimanendo in essa fino al 1950. Dopodiché lavorò come musicista freelance e fu membro del BBC Showband per cinque anni. Fu anche noto per le sue apparizioni radiofoniche, televisive e cinematografiche, partecipando a The Goon Show e recitando in film come “The Mouse on the Moon” (1963) e “Superman III” (1983). Nel 1984 ricevette l’onorificenza OBE per il suo contributo alla musica. Continuò a suonare fino agli anni ‘90 prima di ritirarsi per problemi di salute, morendo nel 1997 all’età di 82 anni.

Sidùn – Fabrizio De Andrè (1984)

“Sidùn” è un brano scritto e interpretato da Fabrizio De André, pubblicato nel 1984 nell’album “Creuza de mä”, realizzato in collaborazione con Mauro Pagani. Il brano è cantato in dialetto genovese, tipico dell’intero disco, che fonde la lingua ligure con sonorità della tradizione musicale mediterranea. L’album è considerato una pietra miliare della musica italiana ed etnica degli anni Ottanta.
“Sidùn” prende il nome dalla città libanese di Sidone, che all’epoca era teatro di violenti conflitti durante la guerra civile libanese (1975-1991). De André immagina la città dopo l’attacco delle truppe israeliane nel 1982 come un uomo arabo disperato che tiene in braccio il proprio figlio, vittima di un carro armato. La canzone mette in luce la sofferenza della popolazione civile e ha una forte connotazione metaforica: la “piccola morte” a cui si riferisce non è solo quella di un bambino, ma simboleggia la fine culturale e civile di un piccolo paese, il Libano, storicamente una grande culla della civiltà mediterranea.
L’introduzione del brano è caratterizzata dalle voci di Ronald Reagan e Ariel Sharon, con il rumore dei carri armati sullo sfondo, sottolineando la dimensione politica e bellica del racconto. Con la sua poesia intensa e la musica evocativa, “Sidùn” rappresenta un grido contro la guerra e una testimonianza della sofferenza umana nei conflitti nel Mediterraneo.

Johnny Guarnieri

Johnny Guarnieri (nato il 23 marzo 1917) è stato un pianista jazz e stride americano nato a New York City. Considerato uno dei più talentuosi pianisti degli anni ‘40, Guarnieri era noto per la sua capacità di imitare da vicino artisti come Fats Waller, Count Basie e Art Tatum. Nato in una famiglia con una forte tradizione musicale (discendente dei celebri liutai Guarneri), iniziò a suonare il pianoforte all’età di 10 anni e debuttò professionalmente nel 1937 nell’orchestra di George Hall.
La sua carriera include importanti periodi nelle orchestre di Benny Goodman e Artie Shaw, con quest’ultimo dove suonò anche il clavicembalo, diventando uno dei primi musicisti jazz a usarlo in registrazioni. Negli anni ‘40 suonò come sideman con artisti di rilievo come Louis Armstrong, Coleman Hawkins e Lester Young e guidò il suo gruppo “Johnny Guarnieri Swing Men”. In seguito si dedicò anche all’insegnamento e alla registrazione su un’etichetta da lui fondata. Morì nel 1985 a Studio City, California, dopo una lunga carriera che lo rese un punto di riferimento nel jazz e nel pianismo stride.

Rosa King

Rosa King (nata il 14 marzo 1939) è stata una sassofonista e cantante statunitense di jazz e blues, famosa principalmente in Europa, specialmente ad Amsterdam. Cresciuta in Georgia, frequentò la scuola con Little Richard e iniziò la carriera artistica nel mondo della danza prima di dedicarsi alla musica, imparando da autodidatta a suonare chitarra, batteria e sassofono. Durante la sua carriera ha lavorato con artisti di rilievo come Ben E. King, Cab Calloway, Eric Burdon e Sly Hampton.
La sua reputazione si consolidò anche grazie a una celebre sfida al sassofono tenore con Stan Getz al North Sea Jazz Festival nel 1978. Rosa King è stata anche una figura di riferimento per molte musiciste, ispirando artiste come Candy Dulfer. Ha partecipato a programmi televisivi, tra cui “Sesame Street” e numerosi show europei, e ha recitato nel film “Comeback” con Eric Burdon. Nonostante fosse molto rispettata in Europa, ebbe scarso riscontro negli Stati Uniti, se non durante brevi periodi in cui visse a New York.
Nell’ultimo anno della sua vita tornò in Georgia per esibirsi con una band chiamata Rosa King and the Looters. Rosa King morì a Roma nel 2000 a causa di un infarto subito dopo una performance televisiva con Alex Britti. In suo onore è stata istituita una fondazione nei Paesi Bassi per sostenere giovani artiste donne. È considerata una delle più grandi sassofoniste della storia e una figura importante per il femminismo nella musica.

Nina Hagen

Nina Hagen, pseudonimo di Catharina Hagen, è una cantante, cantautrice e attrice tedesca nata a Berlino Est l’11 marzo 1955. Figlia dell’attrice e cantante Eva-Maria Hagen e dello sceneggiatore Hans Oliva-Hagen, Nina iniziò la sua carriera come cantante molto giovane, diventando famosa già a 17 anni con brani come “Du hast den Farbfilm vergessen” (“Hai dimenticato di prendere il rullino a colori”), una canzone ironica che prendeva in giro la vita nella Germania Est.
Dopo l’espulsione del suo patrigno e cantautore dissidente Wolf Biermann dalla Germania Est nel 1976, Nina lo seguì in Germania Ovest, trasferendosi poi a Londra dove si avvicinò al punk rock. Tornata in Germania, formò la Nina Hagen Band e pubblicò due album di successo, “Nina Hagen Band” (1978) e “Unbehagen” (1979), che aprirono la scena rock tedesca a nuovi stili come punk e new wave in lingua tedesca. Negli anni ’80 continuò la carriera solista con album di successo e divenne nota per le sue performance vocali teatrali e il suo stile eccentrico. Oltre alla musica, è anche attrice e attivista per i diritti umani e degli animali. Nina Hagen è considerata la “madrina del punk tedesco” per il suo contributo fondamentale al genere.

That’s All right – Elvis Presley (1954)

“That’s All Right” è una canzone scritta e originariamente eseguita dal cantante blues americano Arthur Crudup nel 1946. La versione più celebre è però quella di Elvis Presley, che la registrò il 5 luglio 1954 presso gli studi Sun Records a Memphis, Tennessee, pubblicandola come singolo il 19 luglio 1954 con “Blue Moon of Kentucky” come lato B. Questo brano rappresenta il debutto discografico di Elvis ed è considerato da molti critici come uno dei primi esempi di rock and roll, segnando l’inizio della carriera del “Re del Rock”.
La versione di Presley è una rivisitazione fedele dell’originale blues di Crudup, interpretata con un approccio più energico e giovane che mescolava country, blues e rhythm and blues. Registrato con la chitarra di Scotty Moore e il contrabbasso di Bill Black, il brano divenne un successo e fu inserito nella lista delle “500 Greatest Songs of All Time” dalla rivista Rolling Stone. Nel 1998, la registrazione fu anche inserita nella Grammy Hall of Fame, sottolineando la sua importanza storica e artistica nel panorama musicale mondiale.
La particolarità della registrazione presso Sun Records fu che durante una pausa, Elvis iniziò a suonare “That’s All Right” in modo spontaneo, e ciò colpì il produttore Sam Phillips, che decise di registrare il pezzo così com’era. Il singolo lanciò la carriera di Elvis Presley, dandogli una visibilità immediata e facendo da battistrada per la diffusione del rock and roll nel mondo.
In sintesi, “That’s All Right” è il brano che ha segnato l’avvio della carriera di Elvis Presley e uno dei momenti chiave nella nascita del rock and roll, con un forte impatto culturale e musicale duraturo.

Joe Rushton

Joe Rushton, il cui nome completo era Joseph Augustine Rushton, Jr. (morto il 2 marzo 1964), è stato un sassofonista jazz americano specializzato nel sassofono basso. Nato a Evanston, Illinois, fu uno dei musicisti jazz più noti a dedicarsi al sassofono basso, strumento che iniziò a suonare stabilmente dal 1928. Prima di questo, suonava il clarinetto e tutti gli altri tipi standard di sassofono, e occasionalmente registrava anche con questi strumenti. Ha collaborato con numerose band e musicisti prestigiosi come Ted Weems, Jimmy McPartland, Bud Freeman, Floyd O’Brien, Benny Goodman (1942-43), Horace Heidt (1943-45) e la band Five Pennies di Red Nichols, con cui suonò fino ai primi anni ‘60. Ha inciso sei pezzi per la Jump Records tra il 1945 e il 1947, ma per il resto compare nei dischi come sideman. Joe Rushton morì a San Francisco all’età di 56 anni.

Memphis Slim

Memphis Slim, è stato un pianista, cantante e compositore di blues di grande influenza. Iniziò la sua carriera negli anni ‘30 suonando nelle sale da ballo e nei locali di gioco d’azzardo della zona di Memphis, per poi trasferirsi a Chicago nel 1939 dove collaborò con importanti musicisti come Big Bill Broonzy. Seguendo il consiglio di Broonzy, sviluppò uno stile personale potente e riconoscibile, caratterizzato da una voce vigorosa e un tocco deciso al pianoforte.
Negli anni ’40 e ’50 Memphis Slim guidò diverse band, tra cui “The House Rockers”, e compose brani classici come “Everyday I Have the Blues”, “Rockin’ the House”, e “Mother Earth”. La sua musica spaziava dal jump blues al Chicago blues e fu molto influente per generazioni di musicisti. Nel 1962 si trasferì definitivamente a Parigi, dove continuò a registrare e esibirsi fino alla sua morte, avvenuta il 24 febbraio 1988. Memphis Slim è considerato uno dei giganti del blues, apprezzato per la sua prolificità, il carisma e la capacità di adattarsi a varie epoche musicali.

Guy Mitchell

Guy Mitchell, nato Albert George Cernik il 22 febbraio 1927 a Detroit, Michigan, è stato un cantante e attore americano di grande successo negli anni ‘50 e ‘60, noto soprattutto nel suo paese, nel Regno Unito e in Australia. Dopo un’infanzia trascorsa anche in California, iniziò come cantante in orchestre e vinse il concorso radiofonico Arthur Godfrey’s Talent Scouts nel 1949. Il nome d’arte Guy Mitchell gli fu dato dal produttore Mitch Miller nel 1950, quando sostituì Frank Sinatra in una sessione di registrazione per Columbia Records.
Mitchell ebbe numerosi successi discografici, tra cui “My Heart Cries for You”, “The Roving Kind”, “Singing the Blues” (che rimase alla vetta delle classifiche per nove settimane), “Heartaches by the Number” e “My Truly, Truly Fair”. Oltre alla musica, apparve anche in film come “Those Redheads From Seattle” (1953) e “Red Garters” (1954) e condusse il programma televisivo “The Guy Mitchell Show” su ABC nel 1957. Morì il 1 luglio 1999 a 72 anni a causa di complicazioni post-operatorie. È ricordato come un’icona della musica pop americana e uno dei pionieri del rock and roll.