René Magritte
“La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.”
“Rappresentazioni che annullino il realismo“. In questa frase è racchiusa l’opera di René Magritte e sono opere suggestive, intriganti, incantevoli.
Esprimono, tutte, il piacere della pittura come mondo della creatività onirica, modelli di figurazione che attraversano l’asfittica tensione razionale condivisa per giungere in luoghi profondi, spazi di rielaborazioni simboliche soggettive.
Nella sua pittura la razionalità sfuma, “la logica si ritira, la mente si offusca e cede il passo ad accostamenti dissociativi, ossimori pittorici, composizioni assurde, situazioni in bilico tra l’onirico e la più fervida fantasia”. Il Surrealismo di Magritte applica, alle immagini dipinte, l’illusionismo onirico, mostrando oggetti reali in ambienti e misure assurde, utilizzando tonalità fredde, creando atmosfere ambigue ed inquietanti come quelle dei sogni. Le sue rappresentazioni evocano lo spaesamento dell’uomo di fronte alla realtà o a ciò che sembra essere la realtà, in un costante gioco ambiguo tra ciò che è plausibile ma totalmente fuori posto.
René Magritte ha creato uno spazio immersivo in cui ha portato avanti un’indagine approfondita sul significato e sulla percezione della realtà. Il suo sguardo e la sua filosofia lo hanno indotto a rapportarsi in un modo nuovo con l’arte: Magritte ha contestato i luoghi comuni sulla pittura, componendo immagini semplici con cui ognuno di noi ha una familiarità, ma calate in un contesto singolare e alienante. Una pittura che ha scelto di concentrare senza esitazioni sul pensiero, sul mistero e sul ribaltamento dell’idea stessa dell’immagine nel sentire comune.












