Autunno #1

Miscellanea di quattro foto scattate nell’autunno duemilaventuno e precisamente nel mese di novembre.
Non sono collegate da un preciso filo conduttore se non, appunto, il periodo stagionale.
L’autunno, detto più volte, è una stagione, se non la ‘stagione’ più ricca di colori caldi; dalla natura ambientale a quella vegetale. In ogni caso, è la stagione più carica e intensa.

Foliage #2

Il Foliage che in inglese significa letteralmente “fogliame” altro non è che il mutamento autunnale del colore delle foglie degli alberi dal verde al giallo e alle diverse gradazioni del rosso.
Diventata ormai un’attrazione turistica tra le più affascinanti, grazie alla possibilità che tutti hanno di fotografare e ai suggerimenti reperibili in rete, dalla montagna, alla pedemontana, ci sono infinite possibilità di giovarsi di questa bellezza. Anche la pianura però, come in questo caso, non è da meno.

Foliage #1

Anche senza andare fuori della cintura urbana, rimanendo nel quartiere o appena fuori come nel Parco di S. Giuliano, si possono trovare i classici colori della trasformazione clorofilliana. E’ una continua ripetizione; stagione, immagini, colori ed emozioni… ed è sempre meraviglia.

Variante verde

Nella prima foto sopra, mi ha colpito la variante del colore verde.
A metà luglio, più o meno, viene tagliata l’erba che, per questione di tempo o perché di proprietà di più contadini, viene rasa in tempi diversi. Questo fa si che la crescita non avviene alla pari, e quindi di conseguenza anche il suo colore cambia.

Anche questo prato d’erba appena tagliato (la foto non rende come dal vivo) con i “verdi” dietro alle spalle, ha il suo perchè.

Bulla: Rosarium #2/2

Il Roseto di Bulla è una tappa obbligata per gli amanti dei fiori e in particolar modo delle rose. Generalmente le rose fioriscono dalla tarda primavera a tutta l’estate, (ma ci sono varietà rifiorenti che regalano fioriture anche in autunno) ma per lo più il periodo migliore è nei mesi di maggio/giugno/luglio.

Bulla: Rosarium #1/2

Tra la Val Gardena e l’Alpe di Siusi, sulla strada che porta da Ortisei a Siusi, poco prima del Passo Pinei, si trova il paese che porta il nome di Bulla. In questo borgo a 1480 metri di altezza si trova un’attrazione botanica unica: il roseto, il più elevato d’Europa. Una profumata oasi di tranquillità, un magnifico tripudio di oltre 6.000 rose e più di 250 varietà.

Pendenze

Due foto praticamente simili, diciamo cugine. Lampione, verde, cielo e pendenza, l’unica cosa che le diversifica è il posto, la prima sopra è a Ortisei, la seconda sotto è a Selva, otto chilometri di distanza.

Monte Pana

Sul Monte Pana ho pubblicato un post il 30 settembre 2021 dal titolo “Vacanze montane #5“, dove descrivevo superficialmente del percorso “Unika”, un circuito con varie opere d’arte soprattutto sculture in legno, e una bella serie di supporti in acciaio con incise frasi di persone note.

Il Monte Pana però è anche bellezza naturale, dove la visione panoramica fa da padrona ma anche i boschi, i prati e tutto quello che fa bella la montagna, certamente non manca.

Passo Pinei

Queste due foto sono state scattate sul Passo Pinei, un semplice passo (1437 m slm) che sta sopra Ortisei e che si supera per andare a Castelrotto e all’Alpe di Siusi. In realtà la visione da questo passo è assai diversa in quanto è possibile vedere tutta Ortisei e il proseguimento della Valgardena. Mi hanno però colpito queste due realtà che ho così immortalato.

Val di Funes

Uno dei posti più incantevoli delle Dolomiti dell’Alto Adige è la Val di Funes. Se cliccate su un motore di ricerca il nome della valle vi verranno fuori una miriade di “cartoline” che immortalano questa splendida valle. Per molti è la “cartolina” che più rappresenta l’Alto Adige.

Elementi certi

Passeggiando per i sentirti montani, oltre ai noti soggetti che abbondano in questo blog come i fiori, le cime, i cieli e i particolari, non è difficile trovare dei torrenti. Soggetti che più che fotogenici sono rinfrescanti nelle calde giornate estive.

Questo sopra è un classico sentiero “riposante”, dove l’impegno fisico è assai limitato. Di solito sono così solo all’inizio per qualche centinaio di metri poi man mano che si prosegue, diminuisce la larghezza e aumenta la pendenza. Nello specifico qui siamo sui 1700m slm e il sentiero raggiunge la baita Seurasas che è a 2020m slm.

Quattro mesi dopo…

Sono trascorsi ormai quattro mesi e mi ritrovo ancora delle “cartucce” da sparare su questo blog. Queste foto infatti (ma anche le prossime che posterò) sono state scattate in Valgardena nel mese di luglio.

E’ un piacere ritornare su questi paesaggi incredibilmente ampi, “vistosi”, carichi di verde e azzurro da riempire tutto il bagaglio del ricordo che porterò ancora per molto, molto tempo.

Cieli montani

Mi ripeterò ancora dicendo che “i cieli” montani sono di una bellezza disarmante. Mi fermo per molto tempo seduto su una panchina con lo sguardo verso sù ad osservare il movimento continuo di masse bianche che pennellano l’enorme tela naturale azzurra.

E’ molto difficile che il cielo montano sia sprovvisto di nuvole, quelle rare giornate in qui accade significa che la giornata è particolarmente calda.

Queste tre immagini danno il giusto esempio dei tre colori predominanti della tavolozza montana: il bianco, il verde e l’azzurro.

Legnaie

Come in tutti i posti di montagna, il mezzo di riscaldamento, anche se ora non più il principale, è la stufa a legna o meglio la ‘Stube‘ così chiamata in sudtirolo e tirolo. Va da se quindi che a fianco delle abitazioni, soprattutto fuori dal centro del paese, ci siano queste legnaie, ricoveri riparati per la legna da usare in inverno.


Non è difficile trovarne anche ai lati delle strade, dei sentieri e anche in mezzo ai boschi. Probabilmente il motivo sarà la mancanza di spazio nell’abitazione o al comodità di installarla nel posto dove viene tagliata per poi prenderne un po’ alla volta per l’uso.


Oltre a richiedere concretezza e praticità, l’accatastamento della legna esige anche un certo senso estetico.
Magari non ci abbiamo mai pensato ma, spingendoci un po’ più in là, sfruttando la forma, la dimensione e i colori dei ciocchi di legna si possono creare effetti e forme gradevoli allo sguardo.


Vacanze montane #5

A sud di Santa Cristina in Valgardena, sotto il Sassolungo e il Sassopiatto, c’è il Monte Pana, un piccolo altopiano a circa 1650m s.l.m. Oltre a qualche hotel, baita e ristorante, ci sono dei sentieri semplici e partenze per altri assai più impegnativi. Fra gli altri, c’è un sentiero artistico che porta il nome di “Unika”.

Unika è un circuito con varie opere d’arte soprattutto sculture in legno, e una bella serie di supporti in acciaio con incise frasi di persone note. Sono tutte collocate in posizioni scelte non a caso e tutte naturalmente hanno a che fare con la Natura.

Un bel percorso semplice, in piano e in mezzo a un bosco non troppo fitto per far passare i raggi del sole. Tutto studiato apposta per non stancare il corpo e risanare la mente.

Fra le varie installazioni ne pubblico alcune con frasi di: Budda, Clairvaux, Einstein, Fellini, Gandhi, Gibran, Martin e Proust.

Vacanze montane #3

Come dicevo nei post precedenti, oltre ai panorami, sono i fiori e le nuvole che più mi affascinano e a cui dedico molto della mia vista o meglio della mia visione. Osservarli e in parte fotografarli mi riempie il cuore e mi emozionano in particolar modo.

Le nuvole, come nel testo di una canzone di De André, “vanno e vengono”, in montagna però difficilmente si “fermano” anzi sono in continuo movimento e con il loro colore bianco formano disegni con forme a volte reali e molto spesso astratte. In qualsiasi caso mi soffermo, magari seduto su una panchina, con la testa in sù, ad osservare il loro “viaggio”, cambiando di secondo in secondo, forma e direzione.

Tre sono i colori che associo alla montagna: il bianco, l’azzurro e il verde. Tre colori che con le sue varianti danno l’esatta idea dell’atmosfera montana. Tre colori predominanti che rilassano e riposano, la vista, la mente, il corpo. Questo è uno dei motivi per cui amo e cerco per quanto è possibile di viverla almeno per alcune settimane all’anno.

Siamo davvero fortunati noi italiani ad avere e a poter godere di questa natura senza doversi spostare più di tanto. Le dolomiti al nord, il mare che costeggia per la maggior parte e le zone collinari al centro, rendono la nostra penisola, degna d’orgoglio, e sto parlando solo di ‘natura’ senza tenere conto dei borghi, della storia ecc, ecc. e qui la lista si allunga non di poco.

Vacanze montane #2

Dopo il primo post di qualche giorno fa, in questo pubblico altre quattro foto di ‘panorami’ della Valgardena. Visioni ampie, di grandi spazi, dove l’occhio senza poter mettere esattamente a fuoco, chiede aiuto alla fantasia.
Queste visioni, incredibilmente magnifiche, non possono far restare indifferente la mente, che, inebriata, gioisce e serena naviga pensando alla bellezza della natura, alla sua grandezza.

Nella prima foto, il gruppo del Sella, bello e famoso per essere posizionato tra le valli Gardena e Badia (provincia di Bolzano – Alto Adige), la Val di Fassa (provincia di Trento – Trentino) e Livinallongo (provincia di Belluno – Veneto). Per accedervi dalla Valgardena si deve andare obbligatoriamente a Selva e prendere l’unica strada che porta ai passi di Valgardena (per poi andare a Colfosco, Corvara e tutta l’Alta Badia) o il Sella (per poi andare a Canazei e la val di Fassa).
La bellezza di Selva di Valgardena sta nell’avere alle sue spalle (ad est) questo grande massiccio roccioso, imponente, maestoso e per certi aspetti ‘freddo’ e davanti (ad ovest) tutta la valle aperta e verdeggiante, distensiva ed idilliaca.

Nella seconda foto, siamo al centro della Valgardena ed esattamente a Santa Cristina, a nord c’è il monte Pic. La sua peculiarità sta nella generosità di regalarci dei panorami fantastici. A sud c’è questa visione, sempre presente, come fosse un faro che illumina la valle, il Sassolungo e al suo fianco il Sassopiatto.
E’ difficile che il Sassolungo sia completamente libero dalle nuvole per un giorno intero. Nelle ora lontane da mezzogiorno anche con il tempo bello è attorniato da nubi che in caso di maltempo diventano scure e minacciose.

La terza foto da il senso o meglio da proprio l’idea di come si presenti nel complesso la Valgardena, un mix è il termine giusto. La montagna nel suo complesso si presenta in varie forme, la montagna ‘rocciosa’, dove il verde dei prati e dei boschi non è predominante, la montagna ‘verdeggiante’, classica degli altopiani, e poi c’è questa, un mix di entrambi. Praticamente c’è tutto; i pati verdi, i boschi stracarichi di vegetazione, l’acqua dei torrenti e le rocce spoglie ed imponenti.

La quarta e ultima foto è stata scattata al tramonto, con il sole alle spalle che illumina le alte cime, creando dei colori emozionanti, che cambiavano con il passare dei minuti, dal giallo chiaro e via via verso il rosa, l’arancio e il rosso. Una visione indescrivibile che la foto non riesce a trasmettere ma credetemi, immagini dal vivo come queste rimangono impresse per sempre.

Vacanze montane #1

Amo la montagna e quindi tutti i suoi derivati: aria, boschi, nuvole, prati, silenzio, fiori e tanti altri aggettivi…
Quest’anno come ‘regalo’ per la fine lavorativa durata 43anni, mi sono sistemato in un appartamentino a S. Cristina in Valgardena (1430 m s.l.m.) per un periodo di due mesi. Lontano dal caldo, dall’afa, dall’aria condizionata, dalle zanzare, dai rumori serali che in estate disturbano il sonno e non solo, mi sono goduto appieno l’offerta emozionante che la montagna offre. E chiaramente non sono mancate le fotografie che, inevitabilmente pubblicherò un po’ alla volta in questo blog.
Queste prima tre (e ne seguiranno altre tre) non sono proprio nel mio stile in quanto ai panorami preferisco i particolari e questo vale anche a livello psicologico e nella vita quotidiana.

La prima (foto sopra) mostra l’inizio della Valgardena, da Ortisei verso il Gruppo del Sella. Il paesotto che si vede è Ortisei, il più “caotico” tra virgolette, nel senso che, essendo il più ricco come offerta turistica, nei mesi estivi i turisti certo non mancano. Forte anche della presenza dell’ovovia che porta ai 2000 metri all’Alpe di Siusi, uno dei posti più incantevoli delle dolomiti.

In questa seconda si vede S. Cristina in Valgardena che è quella in ‘mezzo’ alle tre, la più tranquilla in assoluto. L’offerta turistica a livello di strutture ricettive: Hotel, Garni, Pensioni e Appartamenti non manca, ma più modesta di Ortisei e Selva e quindi la presenza turistica permette di trascorrere una vacanza non certo caotica.

Nella terza foto si vede Selva di Valgardena da S. Cristina. Con i suoi quasi 1600 metri s.l.m., è probabilmente il posto più bello come panorama della Valgardena. Insediato sopratutto sulla strada principale, il traffico nei mesi estivi assai movimentato qualche disagio lo crea. Per soggiornare in tranquillità è consigliabile alloggiare ai lati, dove anche qui, l’offerta turistica è molto ricca.


Nella Valgardena le priorità sono essenzialmente due.
La prima è la bellezza montana data dalle sue cime: il Sasso Lungo, il Sasso Piatto, il gruppo del Sella, il Monte Pic, il Catinaccio, lo Scilliar, l’Alpe di Siusi, e naturalmente non mancano i boschi, i sentieri che portano a rifugi con varie difficoltà di arrivo.
La seconda è l’offerta sportiva. Sicuramente per gli amanti dello sport invernale (sci) ed estivo (E-Montain Bike) la Valgardena offre con i suoi molteplici impianti di risalita decine di km di piste per sciare, compresa la pista della Coppa del Mondo di discesa libera che si svolge intorno a metà dicembre. Capitale montana per gli amanti delle escursione in bici (Mountain Bike Elettric) la Valgardena offre un’invidiabile chilometraggio come poche altre località montane. (segue)