Artefatti di Internet #32 – Pepsi World (1996)

Nel 1996, Pepsi lanciò il suo primo sito web, “Pepsi World”, caratterizzato da un web design all’avanguardia per l’epoca. Il sito spiegava che l’obiettivo era “accendere il centro nevralgico della tua immaginazione a un livello mai sperimentato prima”. Il caotico sito presentava una serie di minigiochi Flash in una sezione intitolata “Lab Rats”. Inoltre, per qualche motivo, ha ospitato una sezione interamente dedicata all’astrologia e ha dedicato un’intera pagina alla promozione del nuovo album di Shaquille O’Neal, “You Can’t Stop The Reign”. (continua)

EmailFuture: Programmare e-mail per il futuro

EmailFuture è una curiosa applicazione web che ci permette di programmare l’invio di e-mail per date future. Il funzionamento è estremamente semplice ed una volta collegati al servizio dovrete inserire negli appositi spazi il vostro indirizzo di posta elettronica, l’oggetto ed il testo del messaggio. Successivamente selezionare la data, l’ora ed il fuso orario in cui desiderate inviare l’email, e se renderla pubblica o privata, per poi cliccare su ‘”Send”. Il servizio permette di inviare la vostra email sino ad un massimo di 4 indirizzi. Un ottima soluzione se volete programmare le ricorrenze importanti, come ad esempio gli auguri per i compleanni, gli onomastici, gli anniversari ed altro ancora. Il servizio è gratuito e non richiede registrazione.

Link | EmailFuture

Artefatti di Internet #31 – Heaven’s Gate (1996)

Heaven’s Gate era un culto incentrato sugli UFO che credeva che la salvezza risiedesse nel lasciare il pianeta a bordo di un’astronave. Composto principalmente da programmatori di computer, il gruppo gestiva una società di web design all’avanguardia chiamata “Higher Source” che offriva un’ampia gamma di servizi. Il 26 marzo 1997 i 39 membri si tolsero la vita, convinti che il passaggio della cometa Hale-Bopp nascondesse un’astronave. Da allora, il loro sito web a tema spaziale è rimasto congelato nel tempo, presentando uno sfondo punteggiato di stelle e un messaggio finale che proclama che “i nostri 22 anni di lezione qui sul pianeta Terra stanno finalmente giungendo alla conclusione”. (continua)

Kseniya Simonova e l’arte della sabbia

Molti conosceranno già Kseniya Simonova, ventiseienne artista ucraina che usa la sabbia per i suoi disegni estemporanei.
Non si può rimanere indifferenti alla maestria di Kseniya Simonova che su un piano luminoso disegna con le dita quadri di grande bellezza.
Negli otto minuti del video si vede la Simonova che con dimestichezza sposta, ammucchia, solca e segna uno strato di sabbia creando disegni sempre diversi, sempre sorprendenti. Nella parte finale del video, crea un’animazione della seconda guerra mondiale, rievocando l’invasione della Germania in Ucrania, facendo emozionare il pubblico presente.
Difficile “catalogare” questa sua arte, probabilmente non appartiene a nessun genere, ma che sia originale, sicuramente.

Artefatti di Internet #30 – Beanie Babies (1996)

I Beanie Babies sono stati uno dei primi successi su Internet. Creati da Ty Warner nel 1993, gli animali di peluche avevano un prezzo compreso tra $5 e $7 ed erano leggermente imbottiti con palline di plastica. I peluche venivano venduti solo in negozi specializzati e diversi personaggi venivano spesso ritirati, rendendoli altamente collezionabili.

L’URL del sito web è stato inserito sui cartellini dei beanie babies, una mossa insolita all’epoca ma che ha dato i suoi frutti. La mania è iniziata quando un gruppo di mamme di periferia vicino a Chicago ha iniziato a chiamare i negozi a livello nazionale per rintracciare i personaggi più rari. Nel maggio 1997, i Beanie Babies rappresentavano il 6% delle vendite annuali totali di eBay (500 milioni di dollari), prima che la bolla scoppiasse definitivamente all’inizio del millennio. (continua)

Raindrop: Archivio preferiti

Anche questo è uno dei tre/quattro servizi a cui non potrei rinunciare.
Raindrop è un raccoglitore di favoriti. Serve appunto a salvare articoli, immagini, video e pagine dal web e dalle applicazioni.
Raggruppa e organizza i preferiti in raccolte utilizzando i tag per trovarli più facilmente. Ogni raccolta avrà un aspetto unico con icona e vista personalizzata.
Si può condividere le raccolte e lavorare in collaborazione con colleghi, amici e familiari.
Inoltre si può importare i segnalibri dal browser e da altri servizi.

Link a Raindrop

Artefatti di Internet #29 – Apple Homepage (1996)

La prima copia sopravvissuta della home page di Apple è del 1996, durante il suo periodo più turbolento. Apple era alle prese con un minimo storico dal punto di vista finanziario, con conseguenti licenziamenti diffusi e perdita di fiducia sia tra gli azionisti che tra i clienti. Nello stesso anno, Apple decise di acquisire la società NeXT e il suo sistema operativo per 429 milioni di dollari, riportando Steve Jobs in Apple per la prima volta dal 1985.

Il ritorno di Steve Jobs in Apple lo ha visto concentrare nuovamente le energie dell’azienda sulle sue filosofie fondamentali: ingegneria innovativa unita a una leggendaria facilità d’uso. Jobs ha semplificato la linea di prodotti Apple; i mercati di riferimento sono diventati semplicemente domestici e professionali. Il primo nuovo computer sotto il suo segno presentava notevoli somiglianze con il Macintosh originale prodotto 14 anni prima e, riconoscendo la crescita di Internet, fu chiamato iMac. L’iMac includeva un software che consentiva a una persona non iniziata l’accesso immediato a Internet. È stata la prima scatola all-in-one a incorporare un modem. (continua)

Tour virtuale del museo egizio di Torino

Nel periodo di emergenza sanitaria in cui siamo stati costretti a casa, molti musei, monumenti e siti archeologici hanno organizzato dei tour virtuali per apprezzare le loro meraviglie anche da casa. Questi tour virtuali sono tutt’ora attivi.

Il Museo Egizio di Torino ha organizzato una visita virtuale della mostra “Archeologia invisibile”che illustra principi, strumenti, esempi e risultati della meticolosa opera di ricomposizione di informazioni, dati e nozioni in seguito allo studio dei reperti.

L’esposizione è un viaggio reale e virtuale tra pezzi unici e mummie alla scoperta della storia che si nasconde dietro agli oggetti antichi. Guardando oltre l’oggetto lo si può interrogare per scoprirne la storia, gli aneddoti ed i segreti.

La mostra è articolata in tre sezioni: la fase di scavo, le analisi diagnostiche ed il restauro e conservazione.

Grazie al virtual tour è così possibile esplorare le sale espositive e le vetrine ospitate, “navigandone” tutti gli elementi, dai video ai singoli reperti, da qualunque dispositivo.

Link per vedere il museo egizio di Torino

Artefatti di Internet #28 – McDonald’s Page (1996)

La prima home page di McDonald’s conteneva un quiz McTrivia, jingle e un tour mondiale interattivo. McDonalds.com è stato originariamente acquistato da Joshua Quittner, uno scrittore per WIRED, che stava facendo ricerche su una storia sull’occupazione abusiva di domini quando si rese conto che McDonalds.com era disponibile. Ha contattato i rappresentanti dei media di McDonald’s per chiedere perché non l’avevano comprato, solo per scoprire che nessuno in McDonald’s sembrava capire Internet. Ha detto all’azienda che avrebbero potuto contattarlo all’indirizzo ronald@mcdonalds.com se avessero mai voluto il dominio, cosa che alla fine è stata fatta.

Il simbolo di McDonald’s incarna come pochi altri il concetto di globalizzazione. Eppure questa immensa catena di ristoranti fast food è stata fondata in un piccolo sobborgo di Chigago nel 1940. Nel 1967 fu aperto il primo ristorante all’esterno degli Stati Uniti, in Canada, a Richmond, una città della Columbia Britannica. Il 1971 fu l’anno del primo fast food in Europa: nei Paesi Bassi, a Zaandam. Negli anni ’90 arriva anche sul web e questa è una delle primissime homepage.
Il logo è sempre uguale, anche perché ormai sarebbe impossibile cambiarne le caratteristiche vista la risonanza acquisita nel corso dei decenni, l’homepage, però, è decisamente diversa. Non poteva essere altrimenti: McDonald’s oggi è una società quotata in borsa, con un fatturato di circa 25 miliardi di dollari e oltre 420 mila dipendenti in tutto il mondo. La modernizzazione passa (anche) dal web e quindi anche la home non poteva che subire evidenti restyling.

MapCrunch: guarda un posto di Street View a caso

Perfetto per quando si ha la rara necessità di perdere tempo, MapCrunch è un curioso progetto che mostra un posto a caso nel mondo, sfruttando le foto di Street View.

E’ possibile affidarsi totalmente al caso premendo il bottone Go! oppure filtrare la scelta, comunque random, selezionando uno o più continenti o nazioni prima di lasciarsi trasportare virtualmente. In basso a destra è visualizzata una piccola mappa dell’area che si sta guardando.

Vi assicuro che la cosa ruba più di qualche minuto e ci si ritrova a cliccare raggiungendo i posti più remoti della Terra.