Versiaku n°85
Di geometrie
Ripide vette i tetti
Stringono case!
Di geometrie
Ripide vette i tetti
Stringono case!
Scende l’inverno, con passo di neve,
e il mondo si fa quiete e silenzioso,
ogni ramo si curva, mesto e lieve,
sotto un cielo d’argento, nebuloso.
Il vento racconta storie dimenticate,
tra i fumi lenti di case addormentate,
e il tempo, come ghiaccio, si rallenta
nel cuore delle ore senza fretta.
Nel bianco si nasconde un mistero:
la vita che riposa sotto il gelo,
il seme che nel buio aspetta intero
la promessa del sole e del suo cielo.
Brucia la notte
Su un fondo di nebbia
Si accalcano sogni
Azzurro il cielo
Resta tra fumo e nebbia
L’ultimo tetto
Morbidi suoni
Nel torrente autunnale
Grumi di luce
Lo schermo illumina le parole,
il video muove i simili,
i diffusori cantano i suoni.
Ora la cucina profuma.
…e cerco di leggere,
…e cerco di vedere,
…e cerco di ascoltare.
Ora la cucina profuma.
Sera d’autunno
Il profumo di zucca
Oltre le mura
Lascio aperta la mente
i pensieri s’intrecciano.
Accade sempre.
Lascio aperto lo sguardo
le immagini si accavallano.
Accade costantemente.
Lascio aperto il cuore
le emozioni esplodono.
Accade continuamente.
L’eco amaro
Delle cose perdute
Foglie danzanti
Chiaro, scuro, chiaro, scuro.
Il buio e la luce si alternano,
davanti a me, impotente assisto,
al click involontario, visibile,
presente, triste e acerbo.