A Hard Rain’s A-Gonna Fall – Bob Dylan (1963)

Che le canzoni non vengano insegnate a scuola come le poesie, come la grande letteratura è un tema che andrebbe portato all’attenzione collettiva. Dagli ultimi dieci anni del Novecento a oggi l’importanza letteraria della canzone è assolutamente indiscutibile, talmente indiscutibile che Bob Dylan ha vinto un premio Nobel per questo. Ma nei libri di testo, nei manuali, l’assenza non solo delle opere di Dylan, ma anche di quelle di Paul Simon, Leonard Cohen, Joni Mitchell, John Lennon tanto per citare solo i più famosi, è un segno di una carenza di attenzione da parte del mondo della cultura che ormai è imperdonabile. Un brano come A Hard Rain’s A-Gonna Fall di Bob Dylan, ad esempio, nelle antologie letterarie scolastiche ci starebbe a pennello. La canzone è stata pubblicata nel 1963 nell’album The Freewheelin’ Bob Dylan, scritta durante l’estate del ‘62 e, come dicono molti critici, è un perfetto esempio di fusione tra arte popolare e colta, tra poesia e folk, tra avanguardia e canzone. È un brano in cui si ritrova la semplicità delle ballate acustiche della tradizione americana e la complessità della poesia di Ginsberg e Ferlinghetti, l’impegno politico e l’amore, la visionarietà e il sentimento.

We Gotta Get Out This Place – Animals (1965)

“We Gotta Get Out of This Place” è una canzone famosa dei The Animals, pubblicata nel 1965. È uno dei brani più iconici del gruppo britannico, con un testo che parla di desiderio di fuga e di ricerca di una vita migliore, temi che risuonarono particolarmente tra i giovani negli anni ‘60, soprattutto con l’eco della guerra del Vietnam.
La canzone fu scritta da Barry Mann e Cynthia Weil, due prolifici compositori americani, e fu interpretata con grande intensità da Eric Burdon, il frontman degli Animals. Il brano è noto per il suo riff di basso distintivo, suonato da Chas Chandler, e il suo tono cupo e ribelle.
Sebbene il testo faccia riferimento a una situazione generica di insoddisfazione e desiderio di fuga, la canzone divenne un inno per i soldati americani durante la guerra del Vietnam, che si identificarono con il suo messaggio di evasione. L’energia emotiva della performance degli Animals ha reso questo pezzo memorabile e duraturo, tanto da essere considerato uno dei grandi classici del rock degli anni ’60.

A Quick One, While He’s Away – The Who (1966)

Siamo nel 1966, e l’ambizione del rock sta diventando sempre più grande. Gli artisti principali, i Beatles, Dylan, gli Stones, i Kinks tanto per citarne alcuni, cominciano a stare stretti nel formato della canzone pop di tre minuti. A Quick One, While He’s Away racconta la storia di una ragazza che resta sola perché il suo uomo è partito da quasi un anno e si consola, per meglio dire trova rimedio, con un engine driver, un macchinista di passaggio. Quando il fidanzato ritorna, lei gli confessa il tradimento e lui alla fine la perdona. Non è tanto la storia na essere interessante, quanto la struttura del brano, che vede tutti e quattro i componenti della band mettere in scena un’opera con personaggi diversi e con un unico tema. A Quick One, While He’s Away è un brano di svolta, è il primo vero tentativo degli Who di uscire dall’universo mod e puntare dritti al centro, al cuore del rock. È soprattutto un brano che indica una strada, dice al mondo che il rock si può usare per uscire dai cliché, che il rock non ha limiti e confini se non quelli della creatività degli artisti. Per gli Who sarà un cambiamento fondamentale, per il rock uno dei mattoni che porterà dritti al progressive e a cambiare la storia della musica popolare.

What I Am – Edie Brickell (1988)

Siamo nel 1988, Edie Brickell ha 22 anni e non è ancora famosa. Ha accantonato il suo vecchio sogno di bambina – diventare quarterback dei Dallas Cowboys, strana ambizione, decisamente maschile, che lei coltiva forse perché sapeva che i suoi genitori volevano un figlio maschio. Ha accettato di fare una piccola parte nel film Nato il quattro luglio, che uscirà nel 1989, in una scena girata al The Hop di Fort Worth, in Texas, un posto che aveva visto esibirsi Bob Dylan e Janis Joplin e che avrebbe chiuso i battenti pochi mesi dopo. Edie Brickell sente però che il suo futuro non è nel cinema. Lei ama la musica e sta cominciando a raccogliere le prime soddisfazioni con il suo gruppo i New Bohemians.

Heroes – David Bowie (1977)

Il brano è costruito attorno ai suoni elettronici creati da Eno, ma l’elemento chiave della musica è, in realtà, la chitarra di Robert Fripp. Eno aveva realizzato nelle settimane precedenti una struttura elettronica costruita su strati sonori diversi e in qualche modo continui, ma sia a lui che a Bowie sembrava mancasse qualcosa. Chiamarono a Londra Robert Fripp, chitarrista e fondatore dei King Crimson che già aveva collaborato con Eno.
Fripp aveva solo poche ore libere ma accettò l’invito, prese l’aereo, arrivò a Berlino e inventò quella straordinaria linea di chitarra, una nota costante con una sola variazione, che rende distintivo il suono di Heroes. Per ultima, una volta scritto il testo, registrarono la voce di Bowie. Il brano è un crescendo vocale particolarmente emozionante, per realizzare il quale Tony Visconti studiò un trucco: il produttore mise un microfono vicino a Bowie, uno più distante e un terzo più lontano, Bowie iniziò a cantare nel primo, poi Visconti lo spense e accese il secondo, facendo poi la stessa cosa con il terzo, costringendo Bowie quasi a urlare per cantare la parte finale, creando un pathos straordinario.

Skateaway – Dire Straits (1980)

Era l’ottobre del 1980 quando Mark Knopler e i Dire Straits pubblicarono il terzo lavoro in studio della band, Making Movies. Dopo aver riscontrato un formidabile successo con i primi due LP del gruppo, Dire Straits (1979) e Communiqué (sempre del 1979).

Dopo aver dato il via alla campagna Making Movies con il singolo “Tunnel of Love” nell’ottobre 1980, i Dire Straits tornarono con il secondo singolo nel dicembre 1980: “Skateaway”. La canzone vede Knopler che parla di una bellissima donna che sfreccia per le strade trafficate della città su un paio di pattini a rotelle, ascolta la musica attraverso le cuffie mentre sfreccia nel traffico.

In Making Movies, “Skateaway” dura più di sei minuti. Per renderlo un po’ più radiofonico come singolo, la traccia è stata ridotta a meno di cinque minuti. La canzone ha fatto una solida corsa nelle classifiche, schiantandosi nella top 40 per raggiungere il numero 37 nel Regno Unito. Qui in America, il brano ha raggiunto la posizione numero 58 nella Billboard Hot 100. Al di là delle classifiche, tuttavia, il brano è diventato uno dei preferiti dai fan dei Dire Straits e ottiene ancora ampi consensi sulle radio rock classiche.

Circle Game – Joni Mitchell (1970)

Non immaginava minimamente la cantautrice canadese Joni Mitchell che Circle Game inserita nel suo album del 1970 Ladies of the Canyon diventasse una delle canzoni più amate non solo da lei ma anche dai suoi fan.
Il testo del brano, tra i suoi più belli, alla fine di ogni strofa descrive “la giostra del tempo” che ci porta tutti “in tondo e in tondo nel gioco del cerchio”. Una brillante immagine che trasmette sia energia che movimento, nonché l’atmosfera riflessiva della canzone. Il passare del tempo, il mutare delle stagioni e la maturazione di un bambino sono temi intrinsecamente più interessanti per gli adolescenti e gli adulti che per i bambini piccoli. I ritmi avvincenti dei versi e le splendide suggestioni garantiscono un ampio fascino e creano un’empatia che può essere felicemente condivisa da generazioni diverse.

Anarchy in the U.K. – Sex Pistols (1977)

L’anarchia è una società senza governo né legge. I Sex Pistols erano molto anti-establishment (come lo erano molti giovani in Inghilterra), ma la canzone in realtà non sostiene l’anarchia. “Ho sempre pensato che l’anarchia sia un gioco mentale per la classe media“, ha detto a Rolling Stone il frontman John Lydon . “È un lusso. Può essere concesso solo in una società democratica, quindi un po’ dannatamente ridondante. Inoltre non offre risposte e spero che nel mio scrivere canzoni sto offrendo una sorta di risposta a una cosa, piuttosto che voler rovinare tutto con dispetto, senza alcuna ragione, a parte il fatto che non ti va bene.”

Questo fu il primo singolo dei Sex Pistols e suscitò molto scalpore in Inghilterra con i suoi testi che incitavano alla violenza contro il governo. Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols venne pubblicato solo un anno dopo, in parte a causa di problemi di distribuzione: dopo aver ascoltato “Anarchy In The UK”, alcune organizzazioni si rifiutarono di spedire l’album.

Laila – Eric Clapton (1970)

“Layla” parla di Pattie Boyd Harrison, la moglie di George, il migliore amico di Eric. Il testo è un vero e proprio “strappacuore”, una dichiarazione di amore velata o meglio non propriamente esplicita perché coperta dall’amicizia dei due musicisti.

Quel riff scrostato dell’inizio trafigge tutto, un lamento miserabile che non vuole andarsene. Anche quando tende la voce in modo rauco, è perfetta per questa canzone: è un’anima perduta e lei lo ha messo in ginocchio, implorando tesoro, per favore… e quando, nell’ultima strofa, geme “Troviamo il meglio dalla situazione / Prima che diventi pazzo”, sembra che sia già pazzo.

La composizione – pubblicata nell’album Layla and Other Assorted Love Songs del 1970 – è suddivisa in due movimenti ben distinti e contrapposti, composti separatamente dai due autori: la prima parte, accompagnata dalle chitarre elettriche di Clapton e Duane Allman, è caratterizzata da tre strofe intervallate da un ritornello e seguite da un assolo; la seconda sezione è invece una lunga coda strumentale, costruita intorno a una linea melodica suonata da Gordon al pianoforte.

Sheena is a Punk Rocker – Ramones (1977)

“Sheena is a Punk Rocker” rimane una delle canzoni più conosciute e popolari dei Ramones, dovuta al fatto che è di gran lunga una delle loro canzoni più orecchiabili.
Sheena, regina della giungla (Sheena: Queen of the Jungle) è un personaggio dei fumetti creato da Will Eisner e Jerry Iger nel 1937 sulle pagine di Wags #1. Prima eroina donna a detenere una propria testata a suo nome dal 1942 al 1952, è la figlia di un esploratore morto tragicamente durante un viaggio in Africa che una volta rimasta orfana è stata adottata e cresciuta da un mago nativo che le ha insegnato a comunicare telepaticamente con gli animali.
La canzone in realtà non parla propriamente del fumetto, Joey Ramone sostiene che la musica punk rock piacerebbe ad una ragazza della giungla come Sheena, in quella che per lui è la prima canzone surf rock/punk rock di ribellione adolescenziale che combina la regina della giungla con la primordialità del punk rock.