Asterisco *40

Quando arriva una lacrima, è come avessero toccato un nervo scoperto. Un’emozione colpisce come un’onda di marea e cresce poi come uno tzunami, e spiazza perché non si sa esattamente dove andrà a finire. È un po’ come percepire il dolore nell’orecchio quando in realtà è il nervo del dente.

Asterisco *39

Che fare? Abbandonarsi alla poesia, lasciarsi cullare dalle parole, farsi trasportare in un mondo etereo e sublime? O accettare che la poesia, in fondo, è solo un modo elegante per dire quello che potremmo dire in cinque parole semplici ma con molta più enfasi?
Forse non mi risponderò oggi, né domani.

Asterisco *38

E poi l’eterna questione degli errori fatti e delle cose non dette. Se dovessi scrivere una lista, servirebbe un papiro lungo quanto la fila alla posta il primo del mese. Ma alla fine, la vera domanda è: meglio pentirsi di quello che si è fatto o di quello che non si è fatto? Io, nel dubbio, continuo a rimandare tutto a domani. O a mai.

Asterisco *37

La felicità è sempre venata di sofferenza. In primo luogo, perché scaturisce da cause esterne — una bella giornata di sole, essere e sentirsi amati, ottenere riconoscimento eccetera — e dunque sancisce la nostra dipendenza, che è un male. In secondo luogo perché, proprio per questo suo dipendere dall’esterno, è fragile, momentanea, sempre minacciata e in pericolo — sempre circondata da un alone di ansia.
Per questo gli antichi cercavano non la felicità, ma l’atarassia.

Ps.
L’atarassia è uno stato di tranquillità mentale e assenza di turbamento emotivo. Si raggiunge attraverso il distacco emotivo dai desideri e dalle preoccupazioni, coltivando la calma interiore.

Asterisco *36

Non c’è nulla che renda tollerabile la vita più della stima degli altri. Gli anni passano, le occhiaie si fanno pesanti, il corpo tutto diventa fragile, i ricordi sempre più lontani: il passato come una nebbia, il futuro una voragine. Ma pure siamo qui, ben piantati, sicuri di noi stessi: perché la stima ci circonda. Siamo qualcuno per gli altri.

Asterisco *35

Abbiamo smesso di riflettere. Troppo spesso sedotti e abbandonati dagli altrui pensieri che, come gusci delicati ci adornano il capo. Vittime e carnefici di un immobilismo strategico che ci permette di sedere su di un trono sghembo, ma apparentemente regale.

Asterisco *34

Al mondo non c’è cosa più bella di imparare. Ed è bellissimo avere la consapevolezza di avere ancora tanto da imparare. Per evitare di rovinare questa sensazione io resto ostinatamente nell’abisso della mia ignoranza.

Asterisco *32

Che senso ha essere grati in un periodo come questo? La risposta a questa domanda è semplice: dovresti essere grato perché la felicità è solo nella gratitudine. Non è da nessun altra parte: essere grati non significa non vedere i problemi, essere grati significa anteporre ad ogni problema la gratitudine di esistere.

Asterisco *31

Se continuiamo a considerare la politica una cosa sporca, infettiva e contagiosa, lasciamo spazio a coloro che della politica fanno una professione, al fine esclusivo di perseguire il proprio utile e, così facendo, spianiamo la strada ai disonesti. A loro piace vincere facile e noi non facciamo niente per impedirglielo, salvo piangerci addosso e raccontarci che siamo noi quelli bravi, buoni ed onesti, quando invece siamo gli indifferenti.