Asterisco *47

Ogni tanto qualcosa dentro si ferma e il pensiero torna ai luoghi della memoria. Tornano piccoli flash di tutte le cose che ho vissuto, i posti che ho visitato, i panorami, i musei, i libri che ho letto, la musica e tutta la bellezza che ho cercato, o che ho trovato per caso. Per il valore di queste cose provo un grande senso di gratitudine. Anche il dolore e le delusioni hanno contribuito a farmi capire che se sai interiorizzare la grazia e la bellezza, la vita vale il doppio.

Asterisco *46

Perché a volte si preferisce scrivere, leggere, o persino lavorare, (e preciso, a volte) alle persone? Perché la passione che metti nelle cose, il valore che dai loro, i sacrifici che fai per loro, le cose, li ricambiano sempre – o quasi – in maniera sorprendentemente proporzionale. A differenza dalle persone, a volte. Le cose sembrano avere occhi più “giusti” di quelli con cui le persone guardano, ma spesso neanche ti riescono a vedere, pur pensando di averti.

Asterisco *45

Oggi una bella bimba nera mi sorride al parco, e mi sento grato verso di lei che continuerà la vita anche dopo di me, e verso chi mi ha educato in modo da non provare odio o paura verso di lei o la sua famiglia, perché se quella bambina crescerà nella mia città mentre io invecchio, uniti dai diritti, dai doveri e dal patto costituente di una medesima società, noi saremo la stessa etnia senza invasione né colonizzazione.

Asterisco *44

La “Vorfreude”, dal Tedesco, è una bellissima emozione che permette di godere di un evento non ancora avvenuto e che, in effetti, potrebbe non avvenire mai. Spesso, il bello di tutta una storia è proprio solo l’anticipazione, l’immaginarsi il piacere che si proverà e poi, magari, tutto si risolve in un attimo. Vorfreude è quando si ha un appuntamento con la persona desiderata e poi, come spesso accade, si deve incassare la sconfitta. Però c’è stata la Vorfreude durata forse anche settimane, mesi o addirittura anni. Penso che ci sarebbe da fare un monumento alla Vorfreude!

Asterisco *43

Non vi abbacchiate, siate generosi, di gesti, di sorrisi, di cordialità. Non siate pallosi e pesanti, che poi gli altri vi evitano. La gente ha sempre qualche problema, qualche dolore nascosto, qualche turbamento di salute. Usate parole di tolleranza con tutti, amate ciò che amate e non impedite agli altri di amare ciò che amano, non è l’amore che distrugge il mondo, ma l’odio e l’interesse personale a scapito di quello collettivo, insomma, partecipate con allegria alla vita che il buio nell’anima fa male e compromette ogni rapporto umano e familiare e vi fa diventare brutti, siate la cura e mai la malattia.

Asterisco *42

Impari con fatica e umiltà che la vita altro non è che un’alternarsi di gioie e dolori. Un susseguirsi di tante piccole vite, vissute un giorno alla volta.

Impari che la vita è osservare un tramonto, stringere la mano a un malato, lo scodinzolare del tuo cane quando ti vede, il pianto incompreso di un neonato, il sorriso sincero del tuo amore, la speranza di una guarigione. 

Impari a vivere ogni giorno ringraziando la vita.

Asterisco *41

Sai cosa succede quando passano gli anni?
Vedi l’amore in modo diverso. Ti innamori dell’anima delle persone.
Vuoi solo amore e tranquillità. Apprezzi di più la vita perché ti accorgi che nulla è per sempre e comprendi la cosa più importante
ogni minuto è un miracolo perché sei vivo.

Asterisco *40

Quando arriva una lacrima, è come avessero toccato un nervo scoperto. Un’emozione colpisce come un’onda di marea e cresce poi come uno tzunami, e spiazza perché non si sa esattamente dove andrà a finire. È un po’ come percepire il dolore nell’orecchio quando in realtà è il nervo del dente.

Asterisco *39

Che fare? Abbandonarsi alla poesia, lasciarsi cullare dalle parole, farsi trasportare in un mondo etereo e sublime? O accettare che la poesia, in fondo, è solo un modo elegante per dire quello che potremmo dire in cinque parole semplici ma con molta più enfasi?
Forse non mi risponderò oggi, né domani.

Asterisco *38

E poi l’eterna questione degli errori fatti e delle cose non dette. Se dovessi scrivere una lista, servirebbe un papiro lungo quanto la fila alla posta il primo del mese. Ma alla fine, la vera domanda è: meglio pentirsi di quello che si è fatto o di quello che non si è fatto? Io, nel dubbio, continuo a rimandare tutto a domani. O a mai.