Appunti Corti #82

Sarà presto necessario abbandonare l’edonismo e il raggiungimento del massimo soddisfacimento individuale e personale, per tornare a ragionare in termini di comunità, ma stavolta planetaria.
Occorrerà rinunciare a sprechi e comportamenti malsani, come mangiare cibo proveniente dall’altra parte del mondo, produrre e consumare beni usa e getta, acquistare grandi quantità di beni inutili, etc. Sarà necessario abbandonare il liberismo economico per un certo livello di programmazione.
A mio modesto avviso, non c’è scelta: l’alternativa alla decrescita felice è il crollo della nostra civiltà nel giro di pochi decenni, con questa seconda opzione più probabile. Spero di sbagliarmi, ma i segnali non inducono all’ottimismo.

Appunti Corti #81

“Il linguaggio è una pelle” ha scritto un noto semiologo e critico letterario francese di nome Roland Barthes. E questo linguaggio ci avvolge, ci protegge, ma allo stesso tempo ci espone. Attraverso di esso ci mostriamo al mondo, rivelando sensazioni e pensieri che scivolano dalla profondità al visibile. Ogni parola è un contatto, un tentativo di sentire e farci sentire, di accarezzare o ferire, a seconda di come scegliamo di usarla. È un confine vivo, fatto di significati che vibrano, e forse, come ogni pelle, racconta più di ciò che pensiamo di dire.

Appunti Corti #80

Parlare sempre di attualità. Perché parlare di ciò che è inattuale e sfugge al tempo per farsi universale presente, è davvero difficile. Scrivere d’amore, di morte, della vita in generale, dei sentimenti e di come e cosa siamo fatti è compito impervio. Lì si vede la capacità del linguaggio. La lunga meditazione in vita che permette di astrarsi da ciò che possediamo per scomporci in piccoli anfratti di pensiero che come mosaico illustrano la vita.

Appunti Corti #79

Tutti dovrebbero aprire un blog, tutti davvero. Avere il tuo piccolo angolo di internet fa bene all’anima.
Ma di cosa si dovrebbe scrivere?
È facile incartarsi su questo tema. Si ha spesso la sensazione di essere sotto pressione, di trovarsi costretti a dover continuamente esplorare l’inesplorato, a scrivere l’articolo fondamentale per ricercare una qualche forma di visibilità esasperata. Non è così che deve andare.
È necessario liberarsi da questa trappola mentale. Scrivere ciò che si sente, quando si sente, quando si ha voglia, se si ha voglia. I visitatori arriveranno e se non lo faranno, non importa, si avrà comunque imparato qualcosa.
Ecco, imparare qualcosa. Questo potrebbe essere un ottimo contenuto per un blog.
Imparare, conoscere e trasmetterlo è il motore del successo umano. È un ottimo motivo per iniziare a scrivere post e condividerli.

Appunti Corti #78

Prepararsi bene alla fine della stagione lavorativa della vita, per vivere l’età anziana al pieno del proprio potenziale è una preparazione che richiede decenni di lavoro, e inizia ai vent’anni, quando vanno studiate le lingue che ti danno accesso a lavori e paesi migliori, dove poter godere di sistemi sociosanitari che ti aiutino a restare in buona salute e sistemi pensionistici che minimizzano la riduzione del tenore di vita nel passare dall’ultimo stipendio alla prima pensione.

Appunti Corti #77

Il Censis ha da pochi giorni rilasciato il rapporto annuale 2024 sulla situazione sociale del Paese, esattamente il numero 58°.
Fra i vari dati, alcuni più di altri mi sono saltati agli occhi:
– Il 53,4% degli italiani non sa se il potere esecutivo spetti al Governo.
– Il 12,9% non sa calcolare 7×8.
– Il 35,1% crede che Eugenio Montale sia stato un Presidente del Consiglio.
– Il 36,4% crede che per essere italiani si debba essere cattolici.
– Il 15,3% ritiene che l’omosessualità sia una patologia genetica.
Se non fossero dei dati certificati da un’ente autorizzato e autorevole come il Censis, verrebbe da pensare che è opera di quei buontemponi di Lercio. Purtroppo invece è la pura verità, ed è questo il dramma.
Ma facciamo finta di vivere in un Paese normale.

Appunti Corti #76

“Francesi col basco e italiani col cappuccio: due pesi, due misure”
C’è una strana legge non scritta che vige quando si parla di scioperi e manifestazioni. I francesi scendono in piazza? È chic. Li immaginiamo con il basco, un croissant in una mano e un cartello di protesta nell’altra. Romantici, eroici, degni di un romanzo di Victor Hugo. Si parla di rivoluzione, di popolo che lotta per i propri diritti. Applausi, condivisioni sui social, magari ci scappa pure una citazione da Sartre.
Gli italiani invece? Basta un treno cancellato o un volo in ritardo e parte la solfa: “Eh, ma questi scioperi non servono a niente!”, “Tanto non cambia nulla, perché bloccare proprio oggi?”. Nessun basco, nessun romanticismo: solo cappucci tirati su e bestemmie sussurrate in fila alla stazione.
Eppure, alla fine, il succo è lo stesso: si scende in piazza perché qualcosa non va. Ma guai a dirlo ad alta voce, perché da noi lo sciopero non fa mai figo. Fa solo arrabbiare chi ha un treno da prendere.
Forse dovremmo munirci anche noi di croissant e baguette per ottenere un po’ di quella solidarietà internazionale? O magari imparare dai francesi almeno una cosa: non scusarsi mai per aver alzato la voce.

Appunti Corti #75

Si dovrebbe tornare a forme di comunicazione più semplici nelle conversazioni quotidiane. Personalmente, non mi impegno più di tanto quando interagisco con gli altri. L’ultima volta che ho pronunciato una frase di un certo spessore, presa da qualche lettura, del tipo: “Quante incertezze riesci a tollerare?” – mi sono sentito rispondere: “ma tu voti il PD?”
Azz!… Per riequilibrare la conversazione, ho deciso di spostarmi su argomenti più seri: “Qual è il tuo gusto di gelato preferito? A me piace la stracciatella”.
Il dialogo si è aperto a nuove prospettive, passando dai piaceri primordiali delle more dell’oratorio, alla nutella rubata di nascosto, fino alle grandi esultanze adolescenziali riguardo a una certa “Tiziana”, amica comune e desiderio irrisolto, anche perché lei aveva un carattere piuttosto difficile.

Utilizzare concetti semplici e parole chiare è l’unico modo per evitare malintesi. Credo sia utile, anche in politica, riportare il discorso a un livello elementare; basta osservare certi personaggi e il loro approccio alle questioni urgenti, come riescono a semplificare ogni argomento usando concetti comprensibili a tutti. Senza complicazioni intellettuali e diramazioni filosofiche, vanno dritti al sodo: Sei un comunista! – Abbiamo ridotto le tasse! – È finita la pacchia! – Stiamo facendo la storia! – Le tasse sono un pizzo dello Stato! – A te piacciono i migranti, a me no, portali a casa tua!
Frasi dirette, senza fronzoli, roba da commedia leggera, espressioni che anche il più distratto, mentre intinge un cornetto nel cappuccino al bar e ascolta da un televisore acceso frasi come: “Hanno rimosso il crocifisso dalle scuole…” – “Ci vogliono sottrarre il presepe…” – “Ci vuole di nuovo la leva militare…” pensa: “Forti questi, hanno proprio ragione.”

Appunti Corti #74

Se semini odio contro le istituzioni nazionali sei un sovversivo da manganellare alla prima occasione.
Se semini odio contro le istituzioni europee sei un sovranista da portare all’Europarlamento per rappresentare quelli come te.
Se semini odio contro le istituzioni internazionali sei un campione della libertà, della democrazia e della lotta contro il terrorismo e l’antisemitismo, da portare sulle prime pagine dei giornali per educare il popolo.

In tutti e tre i casi l’odio serve solo a te.

Appunti Corti #73

Ci sono forze sociali e politiche soverchianti che spingono verso la guerra, il nucleare, lo smantellamento dello stato di diritto e delle istituzioni nazionali e internazionali. Non le fermeremo argomentando sui social con anonimi pupazzi, ma incontrando i giovani per vaccinarli culturalmente contro l’odio e la paura, i due sentimenti monetizzati dai social e strumentalizzati dalla malapolitica che alimentano il potere violento nella sfera economica, politica e militare.