Appunti Corti #122

Capita, mi capita, quando acquisto entusiasta un libro, parto sparato a leggerlo e poi, con lo scorrere delle pagine, comincio ad arrancare, come se dovessi salire una  ripida salita. Il fiato corto prende il sopravvento e quasi con vergogna, si girano le spalle, si chiude il libro, e senza esser visti da nessuno, almeno questa è la speranza che campeggia a chiare lettere nella mente, con mestizia, si abbandona.

Appunti Corti #121

L’erba del prato mossa da un leggero vento, mi porta a pensare alle montagne che ho vissuto questa estate. La montagna dona tantissimo; è affascinante, profonda, emozionante, sa offrirci sensazioni, profumi e colori. Ognuno può viverla come crede, come desidera. Le opportunità non mancano. La montagna riesce a mettere in luce i nostri limiti, le nostre forze, le nostre debolezze. Quell’avanzare verso la meta, il tremore dei muscoli stremati e il sudore che dopo un attimo si trasforma in gelo, sulla schiena, sono sensazioni uniche. I panorami incantevoli, le nuvole bianche, incantano la vista e sgombrano la mente. La libertà, riecheggia come un grido nell’aria.

Appunti Corti #120

Fuori nubi sottili, settembrine, dentro mura dense, solide. Non soffro di ‘prigionia’ anzi, con il verde che circonda la casa, le opportunità di aria e natura non mancano, ma la scorgo negli occhi incrociati di anonimi passanti e un po’ mi rattrista. Basterebbe poco per aver gioia della vita; i raggi di sole che avvisano l’inizio del giorno, il profumo del sugo che arriva dalla cucina, la telefonata inaspettata di una persona cara e soprattutto sopra ogni cosa, il saper di stare in salute. Troppe volte ci si dimentica di quando poco basti far sorridere i nostri occhi, farli evadere da quella ‘prigione’ che è dentro la nostra mente.

Appunti Corti #119

Ci sono persone che ti piacciono perché le stimi, altre perché sono intelligenti, altre perché sono belle. Ci sono quelle di cui apprezzi l’ironia, la spontaneità, il coraggio. Ci sono quelle che ti stupiscono con un gesto, quelle su cui puoi contare sempre, quelle che ti insegnano qualcosa. Ci sono persone che ti piacciono per come si muovono, per il tono della voce, perché sanno raccontare le cose. Ci sono quelle che ti conquistano con la determinazione, con la bontà, con il talento. Ci sono esseri umani che ti fanno commuovere, che ti illuminano, che hanno il tuo stesso sangue. Ci sono gli amici che scegli, quelli che ti deludono e perdoni, quelli grazie ai quali cambi, quelli per cui non cambi mai. Ci sono persone che ti convincono, che ti sorprendono, che ti affascinano. E poi ci sono le persone che senti. E non necessariamente sono queste cose, forse ne sono alcune, a volte nessuna. Magari non sono perfette, non sono infallibili e sbagliano tutto. Eppure sono le persone che senti. Quelle che sembra che qualcuno vi abbia sintonizzato sulla stessa frequenza radio in un tempo in cui la radio non esisteva ancora.

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Ho scritto questo post nel lontano 2007, pubblicandolo sul il mio primo blog. Ebbe un discreto successo nella rete web visto che molti lo condivisero, tanti scrivendo la fonte, altri con la sigla ‘anonimo’, altri con la sigla ‘dal web’ e altri spacciandolo per loro.

Appunti Corti #118

Ed ecco che, all’improvviso, scopriamo quanto siamo fragili.
Ogni programma, ogni convinzione, ogni preoccupazione del vivere quotidiano perde importanza dinanzi al manifestarsi della nostra fragilità materiale, non dimentichiamolo quando il momento in cui la natura si sarà quietata potremo riprendere le nostre routine da stupide creature con i pensieri persi nella presunzione di potere ogni cosa, di essere invincibili, di poter comandare tutto e tutti.

Appunti Corti #117

“Il tempo è la tela di cui si fa la vita” diceva B. Franklin. La vita di noi tutti ha varie tappe, vari scalini, vari ostacoli da superare. Tuttavia la musica ci accompagna sin dall’inizio in questo vorticoso viaggio, infatti, appena nati già siamo coccolati dalla melodia della ninna nanna (cantata più o meno bene). Insomma siamo circondati dalla musica e questo ci aiuta anche ad associare un ricordo o una persona ad una canzone particolare. Anche andando al cinema mentre si è assorti nella visione del film, parte come sottofondo una canzone che ci catapulta inaspettatamente a quel giorno, a quell’emozione provata, a quel ricordo bello o brutto che sia. La musica è un filo diretto alla nostra anima, ai nostri sogni. Non è detto, infatti, che una canzone deve per forza ricordarci qualcosa del nostro passato, anzi a volte una canzone ci fa sognare, ci fa volare con la fantasia laddove la quotidianità non ci permette di andare. Ognuno ha una sua canzone preferita che cambia a periodi, oltre a quelle che consideriamo le più belle da sempre. Questo è più che normale, perché ogni canzone scelta rispecchia in un certo modo ciò che proviamo in quel periodo. Abbiamo le canzoni dell’infanzia (soprattutto le sigle dei cartoni animati), poi ci sono quelle dell’adolescenza, quelle della giovinezza e così via. Ogni tappa ha una o più canzoni differenti, perché la musica è anche questo: incontro di gusti e suoni diversi. La cosa importante è che la musica continui a scandire sempre il tempo della nostra vita, perché spesso è la miglior compagna di viaggio che possiamo avere.

Appunti Corti #116

Delle volte vorremo saper parlare, ma scopriamo che qualcuno prima di noi ha avuto lo stesso bisogno di esprimere lo stesso concetto che avevamo in mente con le parole giuste. Le parole che cercavamo e che non riuscivano ad uscire. Si sente dire spesso: “Non mi vengono le parole!”. Si tratta di situazioni che riteniamo importanti e ci frega la paura di sbagliare. Ne siamo veramente sicuri? E allora perché nelle stazioni, nei bar, nei posti di lavoro o nelle circostanze più familiari succede di non essere sicuri di ciò che si dice? “Dove ho la testa?” diciamo! Perché siamo così insicuri nel parlare. Distrazione. Paura. Incapacità di relazionare. Sono queste le cause?

Probabile.
Il problema è che non sopportiamo di dover convivere con l’angosciante consapevolezza che tutto ciò che vive è già stato descritto, raccontato e analizzato da qualcuno prima di noi. Cosa ci preoccupa allora? Vorremmo inventare, plasmare nuove forme di espressione… Già la forma… la forma.
La forma è solo un espediente. Un modo per dire: “Eh! cosi! Sto dicendo le solite cose ma guardate come le dico bene!”. Eppure è proprio lì che si gioca tutto. Le parole devono avere una forma… quella giusta per essere incastrate nel puzzle della memoria della gente che le ascolta! Se non le mettiamo nel verso giusto nessuno le conserverà. E’ così che funziona ed è proprio per questo che si ha così paura di sbagliare. Noi vogliamo comunicare, ma non sempre ci si riesce… è la nostra angoscia.

Il rimedio ce lo dà la musica (degli altri). La usiamo per esprimere le nostre idee, convinzioni, sentimenti…
Potrei dire che ci sono parecchi cantautori, gruppi o semplicemente musicisti che hanno saputo cogliere degli attimi della mia vita e impressionato per l’esattezza con cui li descrivevano. Ma non ha senso riportarli o citarli perché sebbene mi abbiano messo le parole in bocca, solo io conosco il significato che hanno per me.
Tutti sanno ciò che le parole dicono, ma non ciò che significano!
Ci sono i diritti d’autore sulle parole degli altri… ma sul loro significato non pagheremo mai una tassa, perché solo noi ne conosciamo il valore.

Appunti Corti #115

Non so se sia l’età, anche se la saggezza dovrebbe rafforzare il sistema limbico non indebolirlo, fatto sta che, da qualche anno indiscutibilmente, mi accorgo di emozionarmi con estrema facilità. Davanti a visioni, azioni contrapposte come violenze o gentilezze, cattiverie o benevolenze, mi ritrovo fragile fino al punto di raggiungere il pianto con molta facilità. Non mi vergogno di esprimere questo sentimento che per molti sembrerà segno di debolezza. A onor del vero la cosa mi imbarazza non poco e preferirei non succedesse ma non ci posso far niente. Da quando ho un cane poi, davanti a soprusi, cattiverie e qualsiasi negatività su animali, su tutti gli animali, sono costretto a cambiare visione per evitare un grande malessere che mi porta solo disagio, sofferenza e inquietudine.
Quello che mi fa specie, e ritorno alle prime righe del post, è che qualche anno fa, la ragione la razionalità mi portava a discernere i fatti e le azioni con più logica, senza scendere in commozione.

Appunti Corti #114

Da tempo ormai, l’area amichevole di cui si è riempita di volta in volta nel corso degli anni, la mia vita, ha smesso di alimentarsi. Chi ho abbandonato, chi è rimasto distante, chi è scomparso e chi ho semplicemente smesso di sentire. Tutti nel contenitore affezione, nel reparto dispensa.
Non so cosa, non so come, non ho risposte o meglio non le cerco. L’abitudine, questa conosciuta amica-nemica, ormai da tempo, ha preso il sopravvento sulla gestione quotidiana della condivisione fisica, affettiva, amichevole
Quando un “lamento” non viene cancellato con un’azione “fisica”, rimane sommerso ma vivo e come la lava di un vulcano, è probabile che ogni tanto erutti.    

Appunti Corti #113

Le parole sono sostanza. Per come le ordini, per come le scegli. Per come rivelano l’intimo, il pensiero, l’animo. Hanno sempre una loro profondità, bella o brutta che sia. E non sempre sono sinonimo di intelligenza o cultura, di saggezza o vacuità. La superficialità invece si rivela sempre quando le parole vengono scambiate per inutile chiacchiericcio, quando vengono declassate a qualcosa di privo di concretezza. Le parole, scambiate, discusse, esposte, hanno un loro calore umano, bello o brutto che sia. Detesto chi usa il ‘non servono le parole’, chi si fa profeta del ‘fatti, non parole’. È una castrazione fredda e brutale. Una veste sostanziosa che copre il disumano.