Aftownmusic è un servizio online che consente agli utenti di ascoltare musica in streaming e vendere musica internazionale, concentrandosi sul supporto degli artisti africani. Lanciato nel 2016 ad Accra, in Ghana, presenta musica sia a livello locale che globale. Gli utenti possono ascoltare gratuitamente con pubblicità o scegliere un abbonamento premium per un’esperienza migliore, che offre download offline, playlist personalizzate e radio.
Gli artisti guadagnano dagli streaming e possono vendere la loro musica sulla piattaforma. Aftownmusic è accessibile dal web e tramite app per Android e iOS. Offre notizie, classifiche, generi e strumenti per gli artisti, come il caricamento di musica e il supporto promozionale. Il piano gratuito presenta pubblicità, qualità inferiore e funzionalità limitate rispetto al piano premium.
La descrizione del sito GreenPlanet è: una piattaforma dedicata all’informazione sulle produzioni e le aziende del biologico italiano e internazionale e ai settori collegati, dalla ricerca alle tecnologie, dalla trasformazione alla distribuzione, dagli eventi alle politiche di settore.
Prodotta dalla casa editrice Gemma Editco, la piattaforma GreenPlanet si occupa anche di temi ambientali e di produzioni naturali e dell’ambito, più ampio, della sostenibilità.
Il processo creativo di Pablo Picasso in tempo reale: dei filmati rari mostrano mentre crea disegni di volti, tori e polli.
Pablo Picasso nacque poco prima dell’invenzione del cinema. Con inclinazioni diverse, avrebbe potuto diventare uno dei più audaci pionieri di quel mezzo. Invece, come sappiamo, padroneggiò e poi praticamente reinventò la pittura, una forma d’arte ben più antica. Detto questo, il cinema sembrò essere affascinato sia dall’opera di Picasso che dall’uomo stesso. Fece un cameo nel Testamento di Orfeo di Jean Cocteau nel 1960, pochi anni dopo aver interpretato il ruolo principale nel documentario Le Mystère Picasso di Henri-Georges Clouzot. La breve clip di quest’ultimo qui sotto mostra come Picasso potesse creare un volto espressivo con pochi tratti di penna.
Quando realizzò Le Mystère Picasso, Clouzot era già un affermato regista di film di genere elevato, avendo appena realizzato Le salaire de la peur ( Il salario della paura) e Les diaboliques (o Diabolique ), che si sarebbe rivelato una delle sue opere più significative. Per gli spettatori che hanno seguito la sua carriera, potrebbe essere stata una sorpresa vederlo proseguire con un documentario su un pittore: un genio, certo, ma uno la cui opera era già sembrata familiare. Ma Clouzot si assunse il compito non di raccontare la storia di Les Demoiselles d’Avignon o di Tre Musicisti o di Guernica , ma di catturare Picasso (che conosceva fin dall’adolescenza) nell’atto di creare nuove opere d’arte – opere che non sarebbero mai state viste se non su pellicola.
In ogni caso, l’idea era questa; sebbene la maggior parte dei 20 dipinti e disegni creati appositamente per Le Mystère Picasso siano andati distrutti, alcuni non lo sono stati. Uno di questi sopravvissuti, un volto da pollo trasformato in diabolico che emerge in una delle sequenze più tese del film, è stato in realtà restaurato qualche anno fa per essere incluso nella mostra Picasso. Sapeva anche lavorare sul vetro, come dimostra la clip appena sopra tratta da Visit to Picasso, un cortometraggio documentario del 1949 del regista belga Paul Haesaerts. In esso dipinge – in meno di 30 secondi, con la telecamera che scorre appena oltre il vetro – l’immagine evocativa di un toro, a dimostrazione che, per quanto fosse pienamente accolto dal mondo francofono, rimaneva uno spagnolo.
La descrizione del sito La Rivista il Mulino è: L’Associazione di cultura e politica “il Mulino” è un’associazione privata, senza fini di lucro, costituita con atto pubblico il 27 febbraio 1965 dal gruppo dei redattori della rivista “il Mulino” per organizzare istituzionalmente il gruppo stesso.
L’articolo 2 dello Statuto indica la natura e le finalità dell’Associazione il Mulino: “Essa è formata da studiosi e intellettuali di formazione culturale e di attività professionale diversa, legati fra loro da un comune impegno civile e democratico. Essi sanno che la soluzione dei problemi sociali e politici del nostro tempo impegna in primo luogo le responsabilità delle autorità pubbliche e delle forze politiche organizzate; ma giudicano che in una democrazia pluralistica sia altresì importante il contributo di studio e di formazione che può essere portato alla società e all’opinione pubblica da parte di gruppi indipendenti. Essi perciò si costituiscono in associazione per perseguire in modo non episodico fini di studio, di formazione e orientamento dell’opinione pubblica, di impegno civile democratico”.
Il Sistema Operativo online completo, ricco di funzioni ed accessibile dal web
Gestisci i tuoi dati online in un ambiente simile a quello desktop con Sava OS, che offre gestione di link e sessioni, feed personali con RSS, Atom e YouTube, oltre a opzioni di condivisione per la collaborazione. Garantisci la privacy con la crittografia in ogni fase del trasferimento dati. L’idea alla base di SavaOS è quella di portare la comodità e l’efficienza di un sistema operativo tradizionale nel contesto del web moderno, adattandolo alle esigenze di un’utenza sempre più mobile e connessa. Gli utenti possono gestire le loro attività online come se stessero utilizzando un computer desktop, ma con il vantaggio di poter accedere a tutto il loro ambiente di lavoro da qualsiasi dispositivo connesso a internet, in qualsiasi momento e ovunque si trovino. Questo approccio rivoluzionario non solo semplifica la gestione dei dati personali e professionali, ma offre anche una soluzione elegante al problema della frammentazione delle informazioni tra diversi dispositivi e piattaforme. Sava OS si propone come un hub centralizzato per tutte le attività digitali dell’utente, promettendo di aumentare la produttività e ridurre la complessità della vita online moderna.
Un tour virtuale in 3D della Cappella Sistina esplorando da vicino i capolavori di Michelangelo.
La Cappella Sistina è ancora oggi sede di importanti funzioni ufficiali, proprio come lo è stata fin dal suo completamento nel 1481. Quando il suo omonimo Papa Sisto IV la commissionò, ordinò anche che le sue pareti fossero affrescate da alcuni dei migliori artisti del Rinascimento, tra cui Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio e Cosimo Rosselli. Fece anche l’insolita scelta di far ricoprire la volta a crociera con un dipinto blu e oro raffigurante un cielo notturno, abilmente eseguito da Piermatteo Lauro de’ Manfredi da Amelia.
Nel video (in inglese), lo YouTuber Manuel Bravo esperto di storia e architettura racconta un tour virtuale in 3D della Cappella Sistina. Questo formato permette di vedere non solo le numerose opere d’arte biblica, di Michelangelo e di molti altri pittori, da ogni possibile angolazione, ma anche l’edificio stesso esattamente come sarebbe apparso in epoche passate, anche prima che Michelangelo apportasse il suo contributo. Più si comprende ogni singolo elemento, meglio si potrà apprezzare questa “vera e propria Divina Commedia del Rinascimento “, come la chiama Bravo, quando si potrà vederla di persona.
La descrizione del sito minima&moralia è: una rivista culturale on line che si propone di mettere a disposizione, e condividere con chi legge, articoli, contributi e riflessioni quanto possibile interessanti su letteratura, cinema, arte, teatro, politica, società.
Minima&moralia è nata nell’estate del 2009 con l’intento di creare un luogo pubblico di incontro. Sono partiti dalle basi di un dibattito in atto da anni tra chi gravita intorno alla casa editrice minimum fax (o che in qualche modo la considera uno dei propri interlocutori) con la speranza di andare al di là dell’occasione editoriale, cercando di coinvolgere un numero sempre più ampio di lettori. Dal 2014 minima&moralia è un blog di approfondimento culturale indipendente dalla casa editrice minimum fax. I lettori che seguono e sostengono minima&moralia ne hanno fatto in poco tempo uno dei blog culturali italiani più consultati della Rete. Sul fatto se sia un blog o una rivista o altro ancora, la questione non è pacifica tra i suoi stessi componenti.
Nato in Belgio nel 1958, Carl De Keyzer è uno dei più interessanti e originali fotografi affermatisi negli ultimi anni Ottanta. Comincia la sua carriera come fotografo freelance nel 1982 mentre già insegna all’Accademia Reale di Belle Arti di Ghent (1982 – 89). Nello stesso periodo, il suo interesse per la fotografia lo porta a creare e a dirigere insieme ad altri la Galleria XYZ-Photography. Nel 1990 entra a Magnum Photos come nominee e ne diventa membro effettivo nel 1994. Dal 1995 insegna all’Istituto Superiore di Arte di Anversa. Predilige i progetti di ampio respiro che compone in una serie di foto collegate una all’altra. Come un esploratore del diciannovesimo secolo, munito però di un’attrezzatura più moderna, costruisce un insieme articolato di scene e immagini spesso legate ai testi estratti dai suoi stessi diari di viaggio. La sua peculiarità è riuscire a cogliere quei meccanismi del vivere comune o quei luoghi simbolo del nostro tempo: l’India, la fine del “sistema” sovietico, la vita all’interno di una prigione siberiana dopo la caduta dell’URSS, l’Europa contemporanea e, più recentemen-te, le dinamiche di potere e politica nel mondo contemporaneo, viste in una serie di “Tableaux” in cui la dimensione gigante sottolinea il valore di affresco simbolico. De Keyzer ha esposto in diverse mostre in musei e gallerie europee e americane. Per il suo lavoro ha ricevuto una serie di importanti riconoscimenti tra cui il premio per il miglior libro al Festival di Arles, il Premio W. Eugene Smith Award (1990) e il premio Kodak (1992). Ha pubblicato vari libri, tra cui Oogspanning (1984); India (1987); Homo Sovieticus (1989); USSR-1989-CCCP (1989); God, Inc. (1991); East of Eden (1996); Tableaux d’Histoire (1997); Europa (2000); Zona (2003).
Applicazione gratuita per registrare appunti personali
Prendere appunti in modo comodo e semplice è di grande importanza per mantenere l’ordine e la produttività. Poco importa che sia per lavoro, studio o attività quotidiane, avere un’applicazione facile da usare può essere di grande aiuto. Un’ottima soluzione è OpenNotas. Questa applicazione gratuita, veloce e sicura offre tutto ciò di cui si può aver bisogno per gestire le proprie note in modo pratico. OpenNotas è un’applicazione open source per prendere appunti personali in modo semplice e sicuro. La sua funzionalità multipiattaforma consente di utilizzarla su qualsiasi dispositivo, sia esso un computer, uno smartphone o un tablet. Inoltre, trattandosi di una PWA (Progressive Web Application), è possibile installarla e utilizzarla senza dover dipendere da una connessione Internet costante.
Marcel Duchamp (1887-1968) fu pittore, scultore e scrittore: l’artista, di origine francese, visse tra Parigi e gli Stati Uniti, lasciando alla fine della sua attività più di duecento opere. Formatosi nella cultura post-impressionista e cresciuto nell’ambiente delle prime avanguardie, Duchamp si allontanò presto dalle tradizionali tecniche pittoriche per far ricorso a nuovi materiali e a nuovi procedimenti artistici: inventò i ready-mades (oggetti usuali riproposti come opere d’arte), utilizzò immagini ritoccate e congegni meccanici, fece addirittura dei propri comportamenti un fatto d’arte.
Duchamp non possiede nulla, non colleziona nulla. Se riceve in dono un libro, lo regala non appena lo ha scorso. Le sue rare opere si trovano per la maggior parte in un paio di musei o in una collezione privata. Da quando, quarant’anni fa, ha abbandonato la pittura, si può dire che la sua attività principale sia il gioco degli scacchi; e questo perché, pur mantenendo la mente attiva, gli scacchi non lasciano traccia, neanche della più intensa attività cerebrale. Questo è stato il suo programma. L’elemento competitivo del gioco lo interessa meno dei suoi aspetti analitici e inventivi.
Le sue opere, così come le sue idee, affidate a innumerevoli scritti e interviste, rivelano la volontà di un approccio concettuale all’arte: in questo Duchamp è da considerare uno dei padri fondatori della contemporaneità, come lo fu per altri versi solo Picasso. Duchamp ha profondamente influenzato artisti come Andy Warhol, Joseph Beuys, John Cage, Yoko Ono e molti altri. È considerato un antesignano del concetto di “post-arte” e della figura dell’artista come filosofo, provocatore e pensatore critico.