Parole

Parole, per quanto io le ami,
allo stesso modo,
ne ho profondo timore.
Di quelle piovute in faccia,
quando non vuoi udirle,
di quelle che prendono forma
in inutili e lunghe spiegazioni,
ma soprattutto, di quelle parole
che si intersecano fra loro,
formando infiniti cordoni di noia.
Ecco, ho timore di chi e
di ciò che mi arreca noia,
preferisco allora guaire,
nel silenzio di un bosco lontano.

Appunti Corti #112

Ho studiato poco la storia purtroppo. Negli anni di scuola dove sicuramente si aveva modo, tempo e opportunità di farlo, ho preferito dell’altro. Mi sono rifatto in parte negli anni successivi, forse perché non ero costretto, forse perché la maturità mi ha permesso di capire quanto sia importante per capire il nostro presente. Studiare la storia, che poi ognuno cercherà di vendervela come più gli aggrada, serve a non dimenticare quello che è stato fatto a causa del pensiero che c’era in quel momento. Questo serve o meglio dovrebbe servire, il condizionale è d’obbligo, per non rifare gli errori che sono stati fatti ma, il condizionale purtroppo la vince, eccome! In questo ultimo ventennio si è assistito ad un ritorno al “pensiero passato”, ad una certa nostalgia di “socialità” per non usare il termine “regime” che bene non fa, anzi, ci riporta indietro invece che in avanti. Tutto questo a causa di quel “condizionale” che non riusciamo non solo a demolire ma a volte neanche a scalfiggere. E allora verrebbe da pensare “a cosa serve studiare la storia?” Resto dell’opinione che invece è importante studiare la storia se non altro per quelli che credono nel futuro, per quelli che credono nella libertà, per quelli che credono nell’uomo e nella natura.

Appunti Corti #111

Durante la nostra giornata, ci muoviamo tra spazi pubblici e privati. Gli spazi pubblici, come strade e parchi, sono accessibili a tutti, mentre gli spazi privati richiedono un pagamento o un’affiliazione. È normale considerare gli spazi privati come parte della nostra vita quotidiana, ma il problema è il rapporto tra spazi pubblici e privati. Gli spazi pubblici non generano ricchezze personali e, senza una protezione adeguata, rischiano di diventare marginali. Il capitalismo tende a trasformare gli spazi pubblici in aree private e commerciali, accessibili solo se si consuma qualcosa.
Questo aumento di spazi e servizi privati richiede più soldi e, quindi, più lavoro. In una società afflitta da privatizzazione, diventa difficile partecipare alla vita sociale senza pagare per accedere a spazi privati. Le persone devono lavorare non solo per sopravvivere, ma anche per avere accesso a esperienze sociali. In realtà, ciò che un tempo era vissuto in spazi pubblici ora richiede un investimento economico.
Questo meccanismo si manifesta ancor di più nel mondo virtuale. Facebook, ad esempio, rappresenta una realtà interamente commerciale dove ogni interazione umana contribuisce alla generazione di profitto. La vita su Facebook è traslata nelle esperienze quotidiane, influenzando fino alla politica, dove la gestione dei social è diventata cruciale per il successo elettorale. Così, contribuendo a Facebook, alimentiamo un mondo sempre più commercializzato, simbolo di un capitalismo evoluto.

Asterisco *36

Non c’è nulla che renda tollerabile la vita più della stima degli altri. Gli anni passano, le occhiaie si fanno pesanti, il corpo tutto diventa fragile, i ricordi sempre più lontani: il passato come una nebbia, il futuro una voragine. Ma pure siamo qui, ben piantati, sicuri di noi stessi: perché la stima ci circonda. Siamo qualcuno per gli altri.

Appunti Corti # 110

Si dice che la coerenza è uno stretto legame tra le proprie idee e l’agire pratico. Bene, in effetti questa è coerenza, difficile ma è questa.
Quello che mi fa specie è che molti invece intendono per coerenza il mantenere le stesse idee. Quindi mai cambiare idea, dove per idea intendo un pensare politico, un credo spirituale, una posizione sociale o chicchessia.
Cambiare idea invece è lodevole, non bisogna vergognarsene, negarlo o accusare qualcuno per averlo fatto. Infatti, in realtà, in politica sono molti coloro che cambiano idea. Però negano di averlo fatto. E, nel frattempo, chi li accusa non entra nel merito ma denuncia solo la loro incoerenza. Come se la coerenza fosse un valore di per sé.
Cambiare idea è positivo, è un rinnovamento utile che fa crescere e che sprona a nuove azioni ma solo a una condizione che quest’ultime siano coerenti con le idee.

Dettagli

I dettagli minuscoli, i colori,
i profumi e le pieghe di un respiro,
li stringo tutti forte in un cantuccio della mente,
per raccoglierne sempre di nuovi e incasellarli,
catalogarli, estrarli ed ammirarli al momento del bisogno.
Un’immagine completa della realtà, forse non la avrò mai.
Ci sarà sempre un reticolato con cui affetto il mondo,
per assaggiarlo in piccole, deliziose porzioni.

Asterisco *35

Abbiamo smesso di riflettere. Troppo spesso sedotti e abbandonati dagli altrui pensieri che, come gusci delicati ci adornano il capo. Vittime e carnefici di un immobilismo strategico che ci permette di sedere su di un trono sghembo, ma apparentemente regale.

Appunti Corti # 109

Vi auguro di innamorarvi ancora, ma della stessa persona che avete vicino. Quella che diamo per scontata e che invece non lo è affatto. È un rapporto diverso, più consapevole, pacato, maturo. C’è un’intimità silenziosa fatta di sguardi che intuiscono e perdonano, piccoli gesti che curano, tenerezze che si alternano a momenti di intensa passione. Non so se è fortuna o il risultato di tutta la cura e l’attenzione che ho messo, della mia ostinazione, dei dolori e delle perdite che abbiamo condiviso e che in qualche misura hanno rinsaldato la complicità e la comprensione.
Alla fine l’amore è volontà, è esserci comunque e nonostante. È qualcosa che trasforma e guarisce, che accetta le fragilità, che prova a renderci migliori.

Asterisco *34

Al mondo non c’è cosa più bella di imparare. Ed è bellissimo avere la consapevolezza di avere ancora tanto da imparare. Per evitare di rovinare questa sensazione io resto ostinatamente nell’abisso della mia ignoranza.