The Chieftains & Ry Cooder — San Patricio (2010)

Per quanto riguarda la musica popolare, dal 1996 anno di uscita di quel meraviglioso disco che porta il nome di “Buena vista social club” niente è stato pubblicato di così bello e guarda caso anche in quel disco c’era la presenza di Cooder. In realtà non è un caso, nessuno meglio di lui sa raccogliere le radici storico musicali di un popolo. In questo disco il risultato è doppio visto che il suo collaboratore Paddy Moloney (leader dei Chieftains) è altresì un musicista sempre alla ricerca di perle sonore appartenenti al suo popolo d’Irlanda. Due mondi quindi, quello di Ry Cooder e una musica di base messicana e quello dei Chieftains con le loro ballate irlandesi, uniti per raccontare una storia che porta il nome di San Patricio, una guerra avvenuta nel 1846 tra messicani e americani alla quale parteciparono molti irlandesi.
Il disco, che i due musicisti poco più che sessantenni hanno inciso, comprende diciannove brani. Tutte le canzoni sono ricche di sonorità folk, una fusione di strumenti acustici irlandesi (tin-whistle, uilleann pipes, violino) e strumenti acustici tradizionali messicani (cuatro, cajon, fisarmonica, bajo sexto, ecc). Cooder ha inserito anche un vasto assortimento di bande messicane e altri artisti, tra cui Lila Downs, Chavela Vargas, Los Tigres del Norte, Los Folkloristas e Linda Ronstadt.
Cantato in spagnolo e inglese, le sessioni sono state registrate in Messico, Spagna, Los Angeles, New York e Dublino.
La grandezza dell’album, oltre sicuramente all’aspetto musicale, sta nei lati comuni delle due culture. Il disco pone delle domande sulla conservazione sonora dei due popoli che in questo caso sono unite da un “fattore” storico che poche versioni ufficiali mettono in evidenza. Ancora una volta il grande Cooder, come ha fatto già in passato con altri album, fa una ricerca musicale e il risultato diventa un archivio storico e sociale dove le “note musicali” diventano la testimonianza di un popolo.
Le canzoni di San Patricio sono cantate con pura passione, senza artifici tecnico strumentali, dalle ballate irlandesi cariche di melodia popolare e sentimento alle canzoni messicane calde e profonde. Musiche ricche entrambi di semplicità e spontaneità che vengono tramandate da generazioni rimanendo inalterate nello spirito, nella bellezza e nella loro storia.
Quasi un capolavoro.

La Bussola #20

La descrizione del sito Scienza in rete è: Un progetto editoriale dell’Agenzia Zadig condiviso con il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, un’associazione di ricercatori italiani highly cited nata per promuovere la cultura scientifica in Italia.

Scienza in rete ha l’obiettivo di informare il dibattito pubblico con un giornalismo basato sulle conoscenze e sul metodo scientifico, dando voce a ricercatori e ricercatrici. Per farlo la redazione si propone come “mediatrice culturale” tra il mondo della ricerca e la società per offrire al pubblico strumenti chiari e utili alla comprensione di ciò che accade.

Asterisco *38

E poi l’eterna questione degli errori fatti e delle cose non dette. Se dovessi scrivere una lista, servirebbe un papiro lungo quanto la fila alla posta il primo del mese. Ma alla fine, la vera domanda è: meglio pentirsi di quello che si è fatto o di quello che non si è fatto? Io, nel dubbio, continuo a rimandare tutto a domani. O a mai.

Albert Ayler, innovatore assoluto

Albert Ayler nato il 13 luglio 1936, è stato un sassofonista e compositore americano, una delle figure più radicali e influenti del free jazz. Il suo stile era caratterizzato da un suono potente, vibrante e quasi primitivo, con un uso estremo del registro alto e una tecnica che fondeva spiritualità, blues, marce militari e gospel.
Dopo aver iniziato suonando R&B e bebop, Ayler si immerse nel free jazz, spingendosi oltre i confini armonici e melodici tradizionali. Album come Spiritual Unity (1964) con Gary Peacock e Sunny Murray, e Live in Greenwich Village (1967), lo hanno consacrato come un innovatore assoluto. La sua musica era intensamente emotiva, spesso paragonata a una forma di “parlato in lingue” musicale.
Ayler collaborò anche con musicisti come Don Cherry e il già citato Rashied Ali. Negli ultimi anni della sua carriera cercò di avvicinare il suo stile a un pubblico più ampio, incorporando elementi rock e funk, ma senza mai tradire la sua essenza sperimentale.
La sua morte, avvenuta in circostanze misteriose nel 1970 (il suo corpo fu trovato nel fiume East River a New York), rimane uno dei grandi enigmi del jazz. Nonostante la sua breve carriera, la sua influenza è immensa e continua a ispirare musicisti sperimentali in tutto il mondo.

Balthus

“L’atelier è il luogo del lavoro, e anche della fatica. Il luogo del mestiere. Nella mia attività è essenziale. È lì che mi raccolgo, come in un luogo di illuminazione. … Bisognerebbe dire ai pittori di oggi che tutto si gioca nell’atelier. Nella lentezza del suo tempo. Amo le ore trascorse a guardare la tela, a meditare davanti a essa. A contemplarla. Ore incomparabili nel loro silenzio. D’inverno, la grossa stufa borbotta. Rumori familiari dell’atelier. I pigmenti mescolati da Setsuko, lo strofinio del pennello sulla tela, tutto viene riassorbito dal silenzio: prepara all’entrata delle forme sulla tela nel loro segreto, alle modifiche spesso appena abbozzate che fanno fluttuare il soggetto del quadro verso qualcos’altro di illimitato, di sconosciuto.”

Così scrive nel 2000 Balthazar Michel Klossowski de Rola, in arte Balthus, nato a Parigi il 29 febbraio 1908 da una nobile famiglia di origine polacca. Il padre, il conte Eric Klossowski de Rola, pittore e raffinato critico d’arte, e la madre Elisabeth Dorothea Spiro, anch’essa pittrice, conosciuta con il nome d’arte Baladine, si trasferiscono a Parigi nel 1903, nel quartiere di Montparnasse, dove frequentano la cerchia di artisti e intellettuali presenti in quel periodo nella Ville lumière. I due coniugi si dedicano perlopiù allo studio e alla copia delle opere conservate al Louvre: Baladine copia e ammira i dipinti di Nicolas Poussin, mentre Eric è un fervente ammiratore delle opere di Eugène Delacroix.

Nei suoi quadri egli predilige i soggetti mitologici e biblici e, nel giro di poco tempo, riesce a farsi un discreto nome come pittore, tanto da essere ammesso nella ristretta cerchia di conoscenze dall’artista nabis Pierre Bonnard. L’attività come pittore, tuttavia, fu presto sopravanzata dalla passione per la letteratura e la storia dell’arte, e la pittura rimase solo un’attività secondaria nella quale rifugiarsi nei momenti di svago. L’impegno principale di Eric Klossowski divenne, invece, la scrittura. Nel 1907 compose uno studio su Honoré Daumier, divenuto presto noto; l’anno successivo compilò il catalogo ragionato della collezione Chéramy. In quello stesso anno nacque il secondogenito Balthazar che, assieme al fratello Pierre, di tre anni più grande, crebbe in un vero e proprio ambiente bohémien.

Il video (colorato) del debutto di Bob Dylan al Newport Folk Festival nel 1963

Nel luglio del 1963, Bob Dylan fece la sua prima apparizione al Newport Folk Festival. Nella serata di apertura, catturò una folla di 13.000 persone con un’esibizione di “Blowin’ in the Wind“, accompagnato da Joan Baez, Pete Seeger e Peter, Paul e Mary. Poi, il giorno seguente, Dylan cantò una versione di “With God On Our Side” (un duetto con Joan Baez) e suonò da solo “North Country Blues“, una canzone che sarebbe poi apparsa in The Times They Are a‑Changin‘ nel 1964. Nei link sopra evidenziati si possono guardare queste esibizioni storiche nei filmati originali in bianco e nero. Oppure, grazie al canale YouTube  Toca o Disco, puoi vivere il momento a colori. Mentre canta un Bob Dylan di 22 anni, il pubblico ascolta rapito, assorbendo la sua potente canzone folk sulle dure realtà dell’estrazione mineraria e dell’industrializzazione.

Qui sotto il video del debutto dove Bob Dylan canta North Country Blues al Newport Folk Festival (1963).

La Bussola #19

La descrizione del sito Materia Rinnovabile è: MR crede nel valore primario dell’informazione. I cittadini che hanno a disposizione notizie chiare, attendibili, verificate, i cittadini che si arricchiscono con lo scambio di idee e di opinioni, vivono in un Paese davvero più libero, più democratico, più sostenibile.

Materia Rinnovabile punta a realizzare un’informazione di qualità, responsabile, imparziale, completa, accurata, corretta, comprensibile a tutti. Vuole pubblicare analisi chiare, inchieste di approfondimento, critiche puntuali, opinioni stimolanti sui temi di economia circolare, sviluppo economico, innovazione, design, buone pratiche. Vuole dare un senso al flusso delle informazioni, mettere il lettore in condizione di sapere e capire, per poter elaborare un suo proprio giudizio.

Malware, spyware e ransomware #5/5

Il ransomware blocca il tuo accesso e minaccia di distruggere i tuoi contenuti multimediali

Cos’è il ransomware?
Il ransomware è un tipo di malware che mette a rischio i dati personali minacciando di distruggerli a meno che non venga soddisfatta una richiesta di riscatto. Un attacco ransomware crittograferà i file sul tuo computer, rendendoli inaccessibili. Il criminale informatico che distribuisce il ransomware invierà quindi una richiesta di riscatto, chiedendo in genere alla vittima di pagare il riscatto in criptovaluta per decrittografare i dati e ripristinare l’accesso ai file dell’utente. In alcuni casi, il criminale informatico può minacciare di distruggere completamente i dati dell’utente se il riscatto non viene pagato. Spesso, il ransomware non è progettato o gestito direttamente dall’autore della minaccia, ma acquistato da terzi. Questo si chiama Ransomware-as-a-Service (Raas). In questo contesto, un ransomware viene progettato e gestito da uno sviluppatore di malware che poi lo vende ai criminali che lo utilizzano per estorcere denaro alle loro vittime. Nel corso del 2021, il 61% delle organizzazioni ha subito attacchi informatici legati al ransomware che hanno provocato almeno un’interruzione parziale. Alla fine, il ransomware ha concluso il 2021 accumulando costi per 20 miliardi di dollari a livello globale, costando alle aziende in media 1,85 milioni di dollari. Inoltre, solo il 57% delle aziende è in grado di recuperare i propri dati utilizzando un backup.

Prevenzione del ransomware
Come con qualsiasi malware, il modo migliore per bloccare gli attacchi ransomware è mantenere il sistema aggiornato con le ultime patch di sicurezza e installare un programma antivirus affidabile.
Un altro metodo, spesso trascurato, per ridurre al minimo i danni è eseguire regolarmente backup dei dati che vengono tenuti disconnessi dal computer, sia con un disco rigido esterno che con un archivio cloud. In questo modo è possibile ridurre le conseguenze di un’infezione ransomware attiva poiché, mentre tutte le informazioni sul computer interessato andranno perse, i dati di backup non andranno perduti.

Rilevamento ransomware
Come con la maggior parte dei malware, il ransomware dormiente si rivela rallentando il funzionamento del tuo computer, creando popup e applicazioni che non hai installato e persino provocando l’arresto anomalo del computer. Tuttavia, quando ci si accorge del ransomware, spesso è troppo tardi. A un utente viene comunemente presentata una schermata che richiede un riscatto per poter riottenere l’accesso al computer.

Rimozione del ransomware
Sfortunatamente, non esiste un modo garantito per rimuovere il ransomware e decrittografare i file anche pagando il riscatto richiesto. Tuttavia, alcuni ricercatori di malware sono riusciti a sviluppare strumenti gratuiti per la rimozione del ransomware che possono funzionare in casi specifici. Se ritieni che il tuo dispositivo sia già stato infettato da un ransomware, la cosa migliore da fare è disconnettersi immediatamente da Internet e dalla rete per impedire al malware di spostarsi lateralmente e crittografare ulteriormente i file. Successivamente, prova a eseguire una scansione con uno strumento gratuito per la rimozione del ransomware. Se questo non funziona, probabilmente dovrai pagare il riscatto per riavere i tuoi dati. Nel caso delle aziende, gli avvocati vorranno essere contattati in merito alla polizza assicurativa informatica dell’azienda (se applicabile) prima che venga pagato qualsiasi riscatto. Inoltre, è importante notare che alcuni autori di minacce sono sanzionati negli Stati Uniti: assicurati di controllare prima di inviare qualsiasi pagamento. Infine, modifica eventuali password che potrebbero essere state compromesse e contatta un professionista se non sei sicuro di come procedere.

Ransomware e spyware: punti salienti
Malware è un termine ampio che comprende vari tipi di software dannoso, inclusi ransomware e spyware. Il ransomware è un tipo di malware che mette a rischio i dati personali minacciando di crittografarli o distruggerli a meno che non venga soddisfatta una richiesta di riscatto. Il ransomware si farà conoscere rapidamente. Lo spyware, d’altro canto, è un tipo di malware che monitora la tua attività e invia queste informazioni al criminale informatico che potrebbe quindi utilizzare informazioni sensibili per rubare denaro alla vittima e/o commettere un furto di identità. Il modo migliore per bloccare gli attacchi malware è mantenere il sistema aggiornato con le ultime patch di sicurezza e installare un programma antivirus affidabile. Se ritieni che il tuo dispositivo sia già stato infettato da malware, la cosa migliore da fare è disconnettersi immediatamente da Internet per impedire al malware di comunicare con il suo server C2 e danneggiare ulteriormente il tuo dispositivo e le tue informazioni. Infine, assicurati di modificare eventuali password che potrebbero essere state compromesse e di contattare un professionista se non sei sicuro di come procedere. (Fine)