Bulla: Rosarium #1/2
Tra la Val Gardena e l’Alpe di Siusi, sulla strada che porta da Ortisei a Siusi, poco prima del Passo Pinei, si trova il paese che porta il nome di Bulla. In questo borgo a 1480 metri di altezza si trova un’attrazione botanica unica: il roseto, il più elevato d’Europa. Una profumata oasi di tranquillità, un magnifico tripudio di oltre 6.000 rose e più di 250 varietà.
Classifica musicale 2021
Da quindici anni è mia consuetudine stilare una classifica dei dischi più belli che ho ascoltato. Questo 2021 non è stato particolarmente esaltante. A parte qualche novità, almeno per me, tipo: i Lowe, Dominique Fils-Aime e gli Another Sky, i restanti sono nomi noti. Questo non significa che i dischi prodotti non siano di buona fattura anzi, ce ne sono alcuni tipo: Van Morrison, Nick Cave & Warren Ellis e Ryam Adams, gli africani Ballaké Sissoko, Femi Kuti e il cubano-africano Omar Sosa e pochi altri che meritano sicuramente ascolto, meglio se attento, proprio perché non sono dischi banali. Non ci sono ‘capolavori’ e l’unico ‘ottimo’ se lo prende il redivivo Van “The man” che, ancora una volta, dopo molto tempo, sforna quello che dagli anni ’90 è la sua miglior produzione. Latest Record Project Volume I: è un disco doppio (2CD), con 28 brani e 127 minuti di musica eccelsa.
Su ‘artesuono‘ la mia classifica completa con le relative recensioni (non mie).
Trova l’intruso!
Quanto si è divertito il mio meticcio Forte!
Da compagno fedele in montagna si è fatto gli stessi chilometri quotidiani che ci siamo fatti noi, in piano o in salita, da un minimo di cinque a un massimo di dodici chilometri al giorno, quasi tutti i giorni, se li è fatti tutti. Il suo massimo divertimento però era ed è ancora, lo scorrazzare nei prati d’erba, una felicità grande.
Pendenze
Artisti Vari — No Nukes (1979)
La storica “cinque giorni” di New York contro il nucleare, tenutasi nel settembre del ’79, divenne un triplo album live con straordinarie esibizioni.
La festa al Madison Square Garden dal 19 al 23 settembre, fu una festa di suoni di canzoni senza frontiere, di jam sessions e di speranza per un futuro in cui, come disse Stephen Stills, “sia possibile costruire un’industria sulla forza benefica del sole. E per far questo partiamo da una chitarra”. La cinque giorni di No Nukes fu una Woodstock “per una causa”, per l’altra generazione, quella dell’impegno degli anni Settanta, meno ottimista, ma altrettanto carica di motivazioni.
La organizzarono quelli del Muse (Musicians United for Safe Energy), un gruppo di musicisti animati dal sano desiderio di cambiare prima l’America e poi il mondo. Capeggiati da Jackson Browne e Graham Nash, allestirono la più grande festa musicale dei nostri anni (e anche l’ultima di tale portata).
La canzone guida fu “Power” di John Hall, che venne eseguita a più voci, nel pieno di un tormento emotivo che è, ancora adesso, perfettamente “raggiungibile” con l’entrata di James Taylor che intona “I know that…”. Sono brividi che hanno quasi trentanni che allora centrarono l’obiettivo di scatenare nei giovani (solo nei giovani?) una nuova passione, a metà tra l’ideale e la politica di tutti i giorni.
No Nukes fu anche il disco di “Crow on the cradle” cantata da Jackson Browne e Graham Nash, della “Stay” divisa fra lo stesso Jackson e Bruce Springsteen, e poi di James Taylor, Carly Simon, Ry Cooder, Chaka Khan, Doobie Brothers, Poco, Crosby Stills & Nash, Gil Scott-Heron, Bonnie Raitt, Raydio, Tom Petty, Sweet Honey in the Rock, Jesse Colin Young e John Hall maestro di cerimonie.
Mountain flowers
Tutti i fiori sono belli, affascinanti, sono gioia per la vista e per la mente. Quelli montani però hanno quel qualcosa in più che si chiama “contesto”. Il contesto viene dato e non con poca emozione, da tutto quello che gli sta intorno. Il prato, la roccia, il panorama, e tutto quello che la montagna è.
Versiaku n°24
Cappotto al caldo
Il tuo corpo
Mare in tempesta
Angoli montani
In questi mesi ho pubblicato molte foto scattate questa estate in montagna, per la maggior parte fiori e monti, con primi piani e panorami a largo raggio.
La montagna però non offre solo questo, certi particolari di forme e colori non mancano, certo non in abbondanza ma con un “occhio” un po’ attento, qualcosa si può scoprire. Qui tre semplicissimi esempi.
Monte Pana
Sul Monte Pana ho pubblicato un post il 30 settembre 2021 dal titolo “Vacanze montane #5“, dove descrivevo superficialmente del percorso “Unika”, un circuito con varie opere d’arte soprattutto sculture in legno, e una bella serie di supporti in acciaio con incise frasi di persone note.
Il Monte Pana però è anche bellezza naturale, dove la visione panoramica fa da padrona ma anche i boschi, i prati e tutto quello che fa bella la montagna, certamente non manca.

















