Appunti Corti #49

Vorrei proporre una modifica per il pagamento delle tasse, come già avviene per l’8 o il 5 per mille, vorrei poter scegliere dove destinare il 50% delle tasse.
Io li metterei in sanità, scuola, sicurezza e salvaguardia del territorio.
Se tu vuoi che vengano spesi nel ponte sullo stretto o sui taxi del dopo discoteca, poi non ti lamentare.
Si potranno avere dei bonus sulle attività che hai finanziato e delle penalità dove non li hai destinati.

Artefatti di Internet #31 – Heaven’s Gate (1996)

Heaven’s Gate era un culto incentrato sugli UFO che credeva che la salvezza risiedesse nel lasciare il pianeta a bordo di un’astronave. Composto principalmente da programmatori di computer, il gruppo gestiva una società di web design all’avanguardia chiamata “Higher Source” che offriva un’ampia gamma di servizi. Il 26 marzo 1997 i 39 membri si tolsero la vita, convinti che il passaggio della cometa Hale-Bopp nascondesse un’astronave. Da allora, il loro sito web a tema spaziale è rimasto congelato nel tempo, presentando uno sfondo punteggiato di stelle e un messaggio finale che proclama che “i nostri 22 anni di lezione qui sul pianeta Terra stanno finalmente giungendo alla conclusione”. (continua)

Appunti Corti #48

Il pubblico ministero ha chiesto un decreto di condanna per diffamazione per Pierluigi Bersani.
La sua colpa è aver domandato: “Se Vannacci può dare dell’anormale a un omosessuale, noi possiamo dare del coglione a un Generale?”.
Funziona così: Vannacci piagnucola contro il “politically correct” quando vuole umiliare le minoranze però manda in tribunale Bersani, che chiede se sia giusto dargli del coglione.
Solidarietà a Bersani. La sua domanda resta tuttora inevasa, mandateci tutti a processo.

Gustav Klimt

Gustav Klimt (1862 – 1918) può essere considerato colui che portò alle loro più radicali conseguenze quei fenomeni dell’arte del tempo comunemente indicati
come “simbolismo” e come “pittura dell’Art Nouveau”. L’arte simbolista tende a generalizzare, attraverso le immagini, un’esperienza individuale, o per dir meglio inconscia del mondo: benché il Simbolismo intenda formulare in termini figurativi l'”umano” in generale, può, in sé, arrivare a un’arte di un soggettivismo assoluto. La pittura dell’Art Nouveau, all’opposto, implica una rilevanza sociale della nuova arte, in quanto presuppone sì la volontà di portare alla luce impulsi interni, ma guarda soprattutto a un miglioramento della vita degli uomini per mezzo dell’arte stessa.

Nel 1936 il filosofo tedesco Walter Benjamin pubblicò un saggio dal titolo L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Il libro sostiene l’idea che nel momento in cui un dipinto, una scultura, un disegno non restano più unici, ma la loro immagine viene diffusa su larga scala in libri, cartoline, stampe, essi perdono l’aura, l’alone di sacralità e magia che circonda la creazione artistica.

La teoria di Benjamin viene spesso citata a proposito dei dipinti klimtiani, che sono stati usati più volte a scopo pubblicitario. Ognuno di noi ha visto una riproduzione del Bacio, anche se forse non tutti ne conoscono l’autore. Nonostante l’acutezza dell’analisi, le opere di Klimt continuano a sprigionare un grande fascino. Il loro stile raffinato, l’uso dell’oro, la cura dei particolari decorativi stregano ancora lo sguardo dell’osservatore contemporaneo.

Enrico Rava: il grande Maestro italiano della tromba Jazz

Il 20 Agosto del 1939, a Trieste, nasceva il grande trombettista Jazz Enrico Rava. Oltre ad essere trombettista è anche un flicornista, compositore e scrittore, ed è tra i musicisti Jazz italiani più noti al mondo. Autodidatta triestino, originariamente un trombonista Dixieland, passò alla tromba da adolescente dopo aver ascoltato Miles Davis. Nel 1967 si trasferì a New York e trovò la sua direzione musicale, suonando con Roswell Rudd, Cecil Taylor, Charlie Haden, Carla Bley e la Jazz Composer’s Orchestra tra altri. Anche nei periodi sperimentali Rava è rimasto soprattutto un musicista melodico, tendenza affinata e sviluppata attraverso una carriera che ha toccato tutti gli aspetti della tradizione jazzistica. Il suo primo album per la ECM, The Pilgrim and the Stars (1975), fissava già standard elevati. Un decennio e diversi album acclamati dopo Volver (1986), arrivò un congedo di diciassette anni dall’etichetta, che si concluse con Easy Living , il suo trionfante ritorno nel 2003 con un quintetto tutto italiano, che mise in mostra la brillante, ampia melodia del leader. tono aperto al suo meglio. Da quel ritorno, Rava è andato sempre più rafforzandosi, pubblicando una serie di album davvero eccezionali, tra cui Tati , The Words and The Days , The Third Man e New York Days. Nel 2010 è uscito Tribe , che presenta Rava nella sua forma più ispirata dal punto di vista lirico, alla guida di una band di giovani talenti brillanti. La sua band è diventata una sorta di scuola di perfezionamento per i musicisti jazz italiani, e molti dei suoi sideman sono diventati a pieno titolo illustri bandleader, esempi recenti sono Stefano Bollani, Giovanni Guidi e Gianluca Petrella.

Appunti Corti #47

Hanno vandalizzato il murale “Italianità” di Laika dedicato a Paola Egonu.
È durato un solo giorno, uno. Poi qualcuno è andato a cancellarlo. O meglio: a sostituire con il rosa il colore della pelle.
Lo hanno fatto di notte, come agiscono i ratti. Spaventati da un colore su un murale.
Pensate che vite tristi, tristissime, debbano avere coloro che, in una notte di agosto, a Roma, si sono illusi di poter nascondere, negare, cancellare la realtà con uno scarabocchio.

Usare internet fa bene, dice una mega ricerca

Un nuovo studio su 2,4 milioni di persone dimostra che rimanere connessi alla rete è associato a un maggiore benessere

Nonostante l’opinione comune sia fermamente convinta che essere connessi non faccia affatto bene alla salute, sembrerebbe non essere affatto così. Usare internet, a quanto pare, ha un impatto positivo sul nostro benessere. A dimostrarlo è uno studio condotto dal professor Andrew Przybylski dell’Università di Oxford, in collaborazione con il dottor Matti Vuorre, dell’Università di Tilburg. “La nostra ricerca è la prima a verificare se l’accesso a internet, l’accesso a internet mobile e l’uso regolare di internet siano o meno correlati al benessere a livello globale”, ha dichiarato Przybylski, convinto che i risultati precedenti siano stati limitati da studi condotti in modo inadeguato, che hanno finito con il concentrarsi quasi esclusivamente sul rapporto potenzialmente pericoloso tra tecnologia e adolescenti.

Per rendere la ricerca quanto più veritiera possibile, quindi, il team di studiosi guidato da Przybylski e Vuorre ha analizzato una notevole mole di dati raccolti tra il 2006 e il 2021. Quindici lunghi anni durante i quali sono state intervistate ben 2,4 milioni di persone, di età pari o superiore ai 15 anni, a cui i ricercatori hanno posto domande sia sull’uso di internet, sia sui criteri di comprensione e valutazione del benessere personale. Elaborando le risposte degli intervistati e correlandole tra loro, lo studio ha rilevato che nell’84.9% dei casi esiste una correlazione tra l’uso di internet e il benessere. Nello specifico, chi ha un accesso costante alla rete sembra dimostrare un tasso di soddisfazione della propria vita superiore dell’8,5% rispetto a chi non la utilizza affatto.

Eppure, nonostante i dati raccolti da Przybylski e Vuorre sovvertano l’idea di un’internet nociva per la salute dei suoi utenti, gli esperti del settore non sembrano essere intenzionati a cambiare la propria opinione. “Per quanto mi piacerebbe essere d’accordo con questi risultati e desiderare davvero che siano veri nella loro totalità, purtroppo ci sono controprove e argomentazioni che suggeriscono che non è necessariamente così”, ha dichiarato la dottoressa Shweta Singh dell’Università di Warwick, che ha fatto notare che i casi di sextortion ai danni dei minori sono in crescita un po’ ovunque nel mondo. Ma forse, come riferisce il professor Simeon Yates dell’Università di Liverpool, la verità è nel mezzo:Solo perché le persone citano un livello di benessere più elevato, non significa quindi che non stiano accadendo loro cose negative online”.

Fonte

Appunti Corti #46

Argomento leggero e simpatico oggi, visto il periodo e la calura estiva…
Un po’ di dati sulla morte 😀
Riporto dei dati pubblicati in un articolo sul Fatto Quotidiano.
Nell’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale per la Sanità (OMS), ogni giorno in Europa 7.400 persone muoiono per i danni causati da fumo, alcol, inquinamento e cibi ultra processati. Un totale di 2,7 milioni di decessi all’anno. Nello specifico dei 2,7 milioni di decessi annui, la maggior parte (1,1 milioni) è riconducibile al consumo di tabacco, fumo passivo incluso, mentre l’alool è responsabile di 426mila morti premature. Una dieta troppo ricca di sale provoca 252mila vittime ogni anno, l’eccessivo uso di cibi ultra processati ne provoca altre 117mila. Nocivo anche l’esagerato consumo di bibite molto zuccherate (15mila morti). Quasi 600mila decessi, infine, dipendono dall’inquinamento da combustibili fossili. Una ricerca pubblicata nel 2023 aveva mostrato come questi stessi fattori fossero responsabili di 19 milioni di morti ogni anno a livello globale, vale a dire il 34% dei decessi.
Il rapporto descrive però anche in modo dettagliato come la grande industria utilizzi metodi espliciti e nascosti per aumentare i propri profitti a scapito della salute dei clienti. Impegnandosi in vigorose azioni di lobbying finalizzate a bloccare o ritardare l’adozione di politiche volte a migliorare la salute della popolazione o, quantomeno, a metterla in guardia dai rischi di questi prodotti.
Vengono quindi elencati alcuni “falsi miti” utilizzati abitualmente delle industrie del settore per indurre false credenze sulla non nocività dei loro prodotti.

Cassandra Wilson — Silver Pony (2010)

Silver Pony è il ventesimo album di Cassandra Wilson ed è composto da undici brani, alcuni dei quali sono registrati dal vivo durante il suo tour estivo del 2009.

Figlia di un musicista jazz e di un’insegnante appassionata di rhythm and blues, la cinquantacinquenne Cassandra Wilson è tra le più brave e belle voci del panorama musicale internazionale. Dotata di tecnica impeccabile e di una grande comunicatività emotiva, questo Silver Pony ne conferma la veridicità.

Il titolo dell’album prende spunto da un fatto successo alla cantante quando era piccola e lo racconta lei stessa: “Un giorno arrivò un uomo nel mio paese, a Jackson nel Mississippi, con un pony e una macchina fotografica” e continua “Pagando potevi farti fare una foto sul pony“. La Wilson riuscì a fare la sua foto nonostante la madre non fosse molto d’accordo “Sono così felice che mi permise di salire sul pony” dice ora “Ero una bambina senza paura, e penso che invece lei mi volesse un po’ meno incosciente“. Ora “quella famosa foto” è diventata la copertina di questo suo ultimo lavoro discografico.

Nelle sonorità del disco, traspaiono le sue radici, i ricordi legati alla sua infanzia, alla sua famiglia e soprattutto al suo Mississippi. Dalla sua terra natale quindi, note di blues e R&B, ma anche jazz, influenze gospel, “tocchi” africani e brasiliani e perché no, anche un leggero pop.

Accompagnata da ottimi musicisti tra cui Ravi Coltrane (si, il figlio), il disco “scivola” via con grande piacere e profondo sentimento. Il suo strumento, la voce, calda e profonda, intrecciata alle atmosfere create dal fraseggio di chitarra, basso, pianoforte, percussioni e dal sax, creano emozioni pure, limpide come le acque di un torrente.