Autore: Silvano Bottaro
Amabilità sonora
Chi mi segue, conosce bene la mia passione per la musica, l’arte primaria che reputo più bella e importante della mia vita. Quando dico “musica” intendo una parte di essa, quella popolare e per “popolare” intendo quella rock, folk, jazz e soprattutto indie. Quella che molti dicono sia meno seria se raffrontata con quella classica, sinfonica, operistica. Generi musicali che reputo sicuramentie importanti ma che purtroppo non riescono ad emozionarmi come quelli sopra menzionati.
E’ molto difficile se non impossibile, almeno per me, stabilire quale sia il ‘mio’ disco più bello, il migliore, quello da isola deserta. Ci sono decine di musicisti che hanno il potere di emozionarmi, che attraverso alcuni loro brani riescono a trasmettermi ‘pathos’, ‘brivido’ e ‘passione’.
Prendendo per gioco però, questa improbabile classifica, dando per scontato il suo instabile primato, mi sento di affermare che molto probabilmente il ‘mio’ disco preferito è: “No guru, no method, no teacher” di Van Morrison pubblicato nel 1986.
Un disco unico, potente, poetico ed emozionante. Un disco che dopo un infinito numero di ascolti non riesce ancora a stancarmi e questo basta per acclamarlo come il disco da isola deserta.
Laila – Eric Clapton (1970)
“Layla” parla di Pattie Boyd Harrison, la moglie di George, il migliore amico di Eric. Il testo è un vero e proprio “strappacuore”, una dichiarazione di amore velata o meglio non propriamente esplicita perché coperta dall’amicizia dei due musicisti.
Quel riff scrostato dell’inizio trafigge tutto, un lamento miserabile che non vuole andarsene. Anche quando tende la voce in modo rauco, è perfetta per questa canzone: è un’anima perduta e lei lo ha messo in ginocchio, implorando tesoro, per favore… e quando, nell’ultima strofa, geme “Troviamo il meglio dalla situazione / Prima che diventi pazzo”, sembra che sia già pazzo.
La composizione – pubblicata nell’album Layla and Other Assorted Love Songs del 1970 – è suddivisa in due movimenti ben distinti e contrapposti, composti separatamente dai due autori: la prima parte, accompagnata dalle chitarre elettriche di Clapton e Duane Allman, è caratterizzata da tre strofe intervallate da un ritornello e seguite da un assolo; la seconda sezione è invece una lunga coda strumentale, costruita intorno a una linea melodica suonata da Gordon al pianoforte.
Miles Davis: ricercatore ed innovatore del Jazz
Il 28 Settembre del 1991, a Santa Monica, in California, U.S.A., moriva il grande trombettista Jazz Miles Davis. Figlio di un prospero chirurgo dentale e di un insegnante di musica, Miles Davis vero nome Miles Dewey Davis III è cresciuto in una famiglia solidale della classe media. Davis sviluppò rapidamente un talento nel suonare la tromba sotto la tutela privata di Elwood Buchanan, un amico di suo padre che dirigeva una scuola di musica. Buchanan enfatizzava il suonare la tromba senza vibrato, il che era contrario allo stile comune usato da trombettisti come Louis Armstrong e che avrebbe influenzato e aiutato a sviluppare lo stile di Miles Davis. Quando aveva 17 anni, Davis fu invitato da Dizzy Gillespie e Charlie Parker a unirsi a loro sul palco quando i famosi musicisti si resero conto che avevano bisogno di un trombettista per sostituire un compagno di band malato.
Nel 1945, Davis decise, con il permesso di suo padre, di abbandonare la Juilliard e diventare un musicista jazz a tempo pieno. All’epoca membro del Charlie Parker Quintet, Davis fece la sua prima registrazione come bandleader nel 1946 con il Miles Davis Sextet. Tra il 1945 e il 1948 Davis e Parker registrarono ininterrottamente. Fu durante questo periodo che Davis lavorò allo sviluppo dello stile di improvvisazione che definì il suo modo di suonare la tromba. All’inizio degli anni ’50, Davis divenne dipendente dall’eroina. Sebbene fosse ancora in grado di registrare, fu un periodo difficile per il musicista e le sue esibizioni erano casuali. Davis superò la sua dipendenza nel 1954, più o meno nello stesso periodo in cui la sua esibizione di “‘Round Midnight” al Newport Jazz Festival gli valse un contratto discografico con la Columbia Records. Lì creò anche una band permanente, composta da John Coltrane , Paul Chambers e Red Garland. Davis continuò ad avere successo per tutti gli anni ’60. La sua band si è trasformata nel tempo, in gran parte grazie ai nuovi membri della band e ai cambiamenti di stile. I vari membri della sua band diventarono alcuni dei musicisti più influenti dell’era jazz fusion. Questi includevano Wayne Shorter e Joe Zawinul (Weather Report), Chick Corea (Return to Forever) e John McLaughlin e Billy Cobham (Mahavishnu Orchestra). Lo sviluppo della fusione jazz è stato influenzato da artisti come Jimi Hendrix e Sly and the Family Stone, riflettendo la “fusione” di jazz e rock. L’album Bitches Brew , registrato poche settimane dopo il Woodstock Music Festival del 1969, pose le basi per il successivo movimento jazz fusion. Davis si reinventò ancora una volta nel 1986 con l’uscita di Tutu. Incorporando sintetizzatori, loop di batteria e campioni, l’album fu ben accolto e valse a Davis un altro Grammy Award.
Davis morì di polmonite e insufficienza respiratoria, morendo all’età di 65 anni.
Artefatti di Internet #35 – Ask Jeeves (1997)

Apparso nel 1997, Ask Jeeves ha rivoluzionato la ricerca consentendo agli utenti di effettuare query con il linguaggio naturale. Co-fondato da Garrett Gruener e David Warthen, il duo ha iniziato con 250.000 dollari e ha intitolato il sito a P.G. Il maggiordomo onnisciente di Wodehouse. Il motore di ricerca ha rapidamente guadagnato terreno, gestendo oltre un milione di query al giorno entro due anni dal lancio. A differenza dei motori di ricerca tradizionali, Ask Jeeves ha utilizzato l’analisi semantica per ordinare le domande in uno dei circa 10.000 modelli di base. Un team di revisori umani ha curato e verificato le risposte, garantendo che il database rimanesse aggiornato.
Dopo aver raggiunto 100 milioni di utenti globali al mese nel 2012 attraverso il suo sito Web con oltre 2 milioni di download della sua app mobile di punta in quell’anno, Ask.com nel 2010 ha abbandonato il settore della ricerca, con la perdita di 130 posti di lavoro nel settore dell’ingegneria della ricerca, perché non poteva competere con motori di ricerca più popolari come Google . All’inizio dell’anno, Ask aveva lanciato una community di domande e risposte per generare risposte da persone reali invece che da algoritmi di ricerca, quindi l’aveva combinata con il suo repository di domande e risposte, utilizzando la sua vasta cronologia di dati di query archiviati per cercare siti che fornivano risposte alle domande che la gente fa.
Il Buddambulo #13
Una scrittura Mahayana
Molti studiosi di buddismo considerano il Sutra del Loto la punta più alta del Mahayana. Ma, essendo stato scritto nella sua forma definitiva circa nel I secolo d.C. molti lo ritengono non aderente all’insegnamento originale di Shakyamuni. Interpretazioni a parte, è interessante chiarire perché questo sutra goda ancora ai nostri giorni di grande considerazione. Già eminenti filosofi buddisti come Nagarjuna e Vasubandhu, comparandolo ad altre scritture lo giudicavano “superiore” per la dottrina e la profondità dell’insegnamento.
Il testo fu tradotto dal sanscrito al cinese dal monaco Kumarajiva, persona di grande ingegno che non operò alcuna manomissione.
La sua traduzione che risale al 406 d.C., si compone di 8 volumi e 28 capitoli e viene considerata la migliore. Oltre al fatto di possedere la perfetta padronanza di numerose lingue, egli commentava quotidianamente con i suoi collaboratori il lavoro di traduzione, limandolo e perfezionandolo in una sorta di opera collettiva.
La traduzione è un elemento di fondamentale importanza nella trasmissione del Dharma.
I contenuti dei sutra cambiano a seconda del modo di pensare del traduttore: in un passaggio del Sutra del Nirvana il budda afferma:
«Quando il mio insegnamento sarà propagato in un’altra terra, sarà facile che ci siano errori».
I cinesi erano grandi sistematizzatori e studiavano direttamente i sutra senza passare attraverso opere esegetiche. Il gran Maestro T’ien-t’ai (538-597 d.C.), dopo un’accurata analisi e classificazione di tutte le scritture buddiste, stabilì che il Sutra del Loto era l’insegnamento definitivo di Shakyamuni. Nel VI secolo d.C. il buddismo arrivò in Giappone attraverso la Corea e il principe Shotoku (547-622 d.C.) fece diffondere il Sutra del Loto in tutto il Paese.
Questo sutra è di particolare importanza per alcuni motivi fondamentali: dichiara che tutti gli esseri viventi possiedono la natura di budda, perciò tutti possono raggiungere l’illuminazione nella vita presente; poi chiarisce che il budda non esiste in qualche luogo speciale e non è un essere soprannaturale; inoltre dimostra che la natura essenziale della vita esiste continuamente attraverso passato, presente e futuro; infine dichiara che non esistono categorie di persone che non possono ottenere la buddità: negli insegnamenti precedenti le donne, per esempio, o i pratyekabudda (gli “intellettuali”, affetti da egoismo), non potevano ottenerla.
Random #9
Appunti Corti #65
Il potere politico e militare non è eterno e non è infinito. L’importante è tenere accesa la fiaccola dell’umanità in mezzo alle bombe, il faro del diritto in mezzo all’arbitrio, i lumi della ragione in mezzo alla follia. E al momento opportuno la storia presenterà il conto, ed è allora che sarà importante essere rimasti dalla parte giusta della storia, del diritto e della ragione.
Chuck Berry
Per molti dei commentatori e degli storici, il rock’n’roll è una realtà prevalentemente afroamericana, almeno in termini strettamente musicali. Sicuramente il contributo dato dagli artisti afroamericani al successo del rock’n’roll è stato enorme. Primo fra tutti Chuck Berry, il quale non è stato soltanto un autore di musiche destinate a diventare dei classici, ma è il primo grande narratore folk della musica giovanile. I suoi testi, infatti, sono il primo esempio di «poesia» rock, testi che, invece di essere fedeli alle logiche del pop di consumo, raccontano con un linguaggio semplice ma allo stesso tempo raffinato storie di adolescenti in cerca di libertà e divertimento, gli avvenimenti e i temi ordinari del mondo giovanile, le automobili, la scuola, il diventare adulti, il rock’n’roll stesso. Per non parlare della musica, quella vibrante scarica elettrica che veniva dalla sua chitarra e in particolare dai riff con cui apriva la maggior parte dei brani (riff diventati lessico fondamentale per il rock a venire), certamente derivati dalla tradizione del blues urbano ma originali nell’esito finale. Chuck Berry si distingue proprio per l’enfasi posta sull’uso della chitarra elettrica, destinata a diventare di lí a poco lo strumento principe del rock. I suoi capolavori sono concentrati in soli tre anni, dal 1955 al 1958, con brani come Johnny B. Goode, Maybellene, Roll over Beethoven, Sweet Little Sixteen. Nel 1959 fu condannato a tre anni di prigione per aver introdotto illegalmente una minorenne negli Usa, avvicinandosi anche lui a una certa consuetudine con l’illegalità e la trasgressione che fu tipica di quasi tutta la generazione del rock’n’roll.
Appunti Corti #64
Sulla morte di Giacomo Gobbato avvenuta venerdi sera a Mestre, molti stanno usando il caso per la propria propaganda xenofoba e razzista. Sono solo dei miserabili sciacalli, che campano di odio e paura.
Questi avvoltoi devono smetterla di sciacallare sulla violenza i giorni pari mentre la fomentano i giorni dispari alimentando con discorso d’odio e malapolitica il degrado, la povertà e lo sfruttamento. E’ ora di finirla con l’etnicizzazione dei crimini, giustizia a doppio binario e doppia morale.
Basta con la strumentazione della violenza.



