Appunti Corti #71

Fra le varie cose dannose di questa manovra, il governo ha disposto una estrazione in più a settimana per il gioco del Lotto e del Superenalotto.
Un modo volgare di fare cassa sulla pelle di chi ha difficoltà legate alla dipendenza da gioco.
In sostanza, una rapina ai danni di chi è più fragile.
E fra le righe un messaggio a tutti gli italiani che vivono del proprio lavoro: affidatevi alla fortuna se volete provare a migliorare la vostra condizione di vita.

Governo di biscazzieri.

Artefatti di Internet #38 – Napster (1999)

Fondato dal diciannovenne Shawn Fanning, Napster era un rivoluzionario servizio peer-to-peer che consentiva agli utenti di condividere MP3. Fanning ha concepito l’idea nel suo dormitorio alla Northeastern University dopo aver sentito il suo compagno di stanza lamentarsi dei collegamenti MP3 interrotti. Nel 2000 Napster contava più di 20 milioni di utenti, con circa 14.000 brani scaricati ogni minuto. La rapida ascesa di Napster terrorizzò l’industria musicale. La RIAA, o Record Industry Association of America, ha iniziato a denunciare alcuni individui per aver scaricato brani da Napster. I Metallica furono la prima band individuale a fare causa, seguiti subito dopo da Dr. Dre. L’attacco legale portò Napster a cessare le operazioni nel 2001.

Napster fu il primo sistema P2P di massa anche se in realtà non si può parlare di un vero peer-to-peer. Infatti il software utilizzava un sistema di server centrali che mantenevano la lista dei sistemi connessi e dei file condivisi, mentre le transazioni vere e proprie avvenivano direttamente tra i vari utenti.
Con l’avvento di Napster il file sharing diventa “popolare” e non più prerogativa di una minoranza di navigatori esperti, generalmente studenti di informatica, che si collegavano dai grossi centri di calcolo delle università.
Prima di allora i pionieri della condivisione di file su internet utilizzavano BBS e siti Warez, dove gli utenti mettevano a disposizione i propri file su spazi dedicati quindi come si può vedere Megaupload non ha inventato niente di nuovo.

Appunti Corti #70

Siamo al paradosso… Nel nostro paese abbiamo imprese che hanno ormai più della metà della loro forza lavoro composta da immigrati (ex irregolari); abbiamo imprese agricole che campano sulle spalle di una immigrazione completamente irregolare pagata 3-5 euro l’ora, quando va bene; un’edilizia che senza questa gente sarebbe un ricordo come lo sono i dinosauri; grandi e piccoli proprietari immobiliari che affittano le loro case agli immigrati perchè rendono il doppio; ristoratori, pizzerie, alberghi e artigiani vari che senza quel tipo di manodopera non alzerebbero più le loro serrande; famiglie a cui servono domestici e badanti per curare le loro case e i loro anziani altrimenti sarebbe una catastrofe sociale ma poi, tutti insieme e tra scroscianti applausi, sono la base militante di un governo che ha come bandiera principale la cacciata degli stranieri dal sacro territorio italico, dando la colpa di “certe presenze indesiderate” ai partiti di sinistra. Un appoggio convinto e inossidabile. Dire paradosso lo trovo anche limitante. A me pare roba da alta psichiatria.

Il Buddambulo #15

L’insegnamento buddista

L’insegnamento buddista non può essere inteso come mera speculazione intellettuale. Piuttosto diventa un orientamento che viene messo alla prova e applicato costantemente nella vita quotidiana. Ciò non prescinde dalla conoscenza dei principi fondamentali che abbracciano tutte le tradizioni buddiste e che, in qualche modo, le uniscono in una prospettiva sociale al di là delle differenti interpretazioni della dottrina e della pratica religiosa. La visione buddista della vita universale presenta agli umani del nuovo millennio una chiave per uscire dalla gravissima crisi in cui versa il nostro pianeta.
La compassione, per esempio, non è un semplice richiamo etico, ma è la capacità di tornare a vivere in modo simbiotico con tutti gli esseri viventi.
La Terra e le specie che la popolano, non sono separate ma, al contrario, strettamente unite in un destino comune (interconnessione). La diversità non è una minaccia, ma un grande valore che può portare progresso e pace perché ogni singola forma di vita è indispensabile a tutte le altre e alla vita del macro-universo in cui viviamo.

Il Buddismo insegna che una Legge o principio universale sottostà a tutti i fenomeni e si applica a ogni popolo, indipendentemente dal tempo, dall’etnia, dalla diversità culturale e dal luogo. Però, la modalità specifica con cui il Buddismo viene espresso e propagato è relativa alla società, alla cultura e ai costumi della regione in cui si pratica.

Il Buddismo rispetta profondamente la diversità culturale, nella misura in cui gli aspetti della cultura non siano in contrasto con lo spirito del Buddismo come insegnato nel Sutra del Loto, il cui nucleo essenziale è la fede che nella vita di ogni persona sono presenti una dignità e un potenziale illimitati. Nichiren, fondatore nel tredicesimo secolo del Buddismo scrive: «Esaminando attentamente i sutra e i trattati, scopriamo che esiste una dottrina che corrisponde a questo, quella che riguarda il precetto chiamato “seguire i costumi del luogo”. In sostanza questo precetto insegna che, a meno che ciò non implichi una grave mancanza, bisognerebbe seguire gli usi e costumi del paese anche se si discostano leggermente dagli insegnamenti buddisti»

Appunti Corti #69

Ultimamente mi capita di leggere sui social commenti sotto post di alluvioni e allagamenti dove il colpevole è uno solo: il tombino. Il tombino sempre ostruito da foglie o pieno di terra. Ormai i sostenitori del “tombino” sono più di quelli delle scie chimiche, dei no euro, dei contrari ai vaccini. Il tombino intasato è trasversale, colpisce da nord a sud, tra le classi disagiate e quelle benestanti, maschi e femmine, tutti accomunati su chi puntare il dito. Insomma, con i tombini puliti, l’Italia vedrebbe risolto il problema delle città allagate. Ma boia maiella, ma come posso stare tra chi vive di queste poraccitudini? Uno vede le catastrofi di città messicane, americane, peruviane, spagnole, francesi, polacche, tedesche e di tutto l’est del mondo e a chi addossa la colpa? Al tombino intasato? Mumble… Mumble…

Anarchy in the U.K. – Sex Pistols (1977)

L’anarchia è una società senza governo né legge. I Sex Pistols erano molto anti-establishment (come lo erano molti giovani in Inghilterra), ma la canzone in realtà non sostiene l’anarchia. “Ho sempre pensato che l’anarchia sia un gioco mentale per la classe media“, ha detto a Rolling Stone il frontman John Lydon . “È un lusso. Può essere concesso solo in una società democratica, quindi un po’ dannatamente ridondante. Inoltre non offre risposte e spero che nel mio scrivere canzoni sto offrendo una sorta di risposta a una cosa, piuttosto che voler rovinare tutto con dispetto, senza alcuna ragione, a parte il fatto che non ti va bene.”

Questo fu il primo singolo dei Sex Pistols e suscitò molto scalpore in Inghilterra con i suoi testi che incitavano alla violenza contro il governo. Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols venne pubblicato solo un anno dopo, in parte a causa di problemi di distribuzione: dopo aver ascoltato “Anarchy In The UK”, alcune organizzazioni si rifiutarono di spedire l’album.

PixelFed è il social network open source alternativo ad Instagram

Pixelfed è una piattaforma di condivisione di immagini, una piattaforma di condivisione di foto gratuita ed etica, alimentata dalla federazione ActivityPub, un’alternativa etica alle piattaforme centralizzate.

Uno dei grandi vantaggi di PixelFed è che non ha algoritmi o pubblicità e quindi si può navigare liberamente senza interruzioni pubblicitarie.

Nonostante le somiglianze visive, ci sono aspetti in cui il social network è totalmente opposto a Instagram. La piattaforma non ha algoritmi che determinano la rilevanza di una certa pubblicazione, non mostra pubblicità e intende essere un servizio con privacy totale. Saranno gli stessi utenti a gestire la rete, in modo organico.

PixelFed può essere ancora una piattaforma recente ma potrebbe diventare una forte alternativa open source che vuole conquistare gli utenti con i vantaggi dell’autonomia e dell’indipendenza. Il fatto che sia costruito in open source gli permette di offrire piena trasparenza.

Link a PixelFed

Dizzie Gillespie: carismatico innovatore del Jazz mondiale

Il 21 Ottobre del 1917, a Cheraw, nella Carolina del Sud, U.S.A., nasceva il grande trombettista Jazz Dizzie Gillespie, che fu anche pianista, cantante, percussionista e compositore. Il modo di suonare la tromba di Gillespie era noto per la sua competenza tecnica, il registro acuto e le intricate improvvisazioni. La sua tromba piegata, con la campana rivolta verso l’alto, divenne un simbolo iconico del suo stile e della sua innovazione. Oltre al suo modo di suonare, Gillespie era un influente bandleader. Formò diverse big band e piccoli ensemble che comprendevano molti dei principali musicisti jazz dell’epoca. Le sue big band erano note per i loro arrangiamenti serrati e composizioni innovative. Gillespie è stato anche determinante nella promozione del jazz latino, collaborando con musicisti come Chano Pozo, Machito e Mario Bauza. La sua incorporazione di ritmi e strumenti afro-cubani nella sua musica ha ampliato i confini del jazz e ha influenzato le future generazioni di musicisti. Nel corso della sua carriera, Gillespie ha continuato ad evolversi e ad adattarsi, incorporando nuovi stili e influenze nella sua musica. Si è esibito e registrato ampiamente, facendo tournée in tutto il mondo e diffondendo l’influenza del jazz in tutto il mondo. Oltre ai suoi successi musicali, Gillespie era noto per la sua personalità carismatica e per il suo ruolo di ambasciatore culturale. È stato nominato ambasciatore culturale per gli Stati Uniti, utilizzando la sua musica per promuovere la comprensione e la buona volontà a livello internazionale. Dizzy Gillespie muore il 6 gennaio 1993, ma il suo impatto sul jazz rimane incommensurabile. Ha lasciato una ricca eredità di registrazioni, composizioni e innovazioni che continuano a ispirare sia i musicisti che il pubblico. I suoi contributi al bebop, al jazz afro-cubano e al jazz moderno hanno consolidato il suo posto come una delle figure più importanti nella storia del jazz.

iPhone Photography Awards 2024

Ogni anno dal 2007 Apple organizza l’iPhone Photography Awards (IPPA), un concorso fotografico con iPhone. Tra le migliaia di immagini inviate da oltre centinaia di paesi in tutto il mondo, i membri della giuria dell’IPPAAWARDS seleziona i migliori scatti attribuendo i premi ai vincitori di varie categorie.

Quest’anno il vincitore del premio più importante, il “Photographer of the year – Grand Prize”, è Erin Brooks dagli Stati Uniti, che ha scattato la foto selezionata a Tampa (Florida) da un iPhone 15 Pro Max, una immagine in bianco e nero che mostra un bambino davanti un acquario.

Altro premio è stato assegnato ad Glen Wilbert dagli Stati Uniti per lo scatto a Huntington Beach (California) e che mostra un gruppo di nuotatori di un campo per bagnini, immortalati da un iPhone 11 Pro Max.

Oltre ai vincitori assoluti, IPPA sceglie le foto vincitrici in varie categorie: astratto, animali, architettura, bambini, fiori, paesaggi, lifestyle, natura, notizie-eventi, panorami, persone, ritratti, ecc.

Tra i lavori premiati quelli dell’italiana Alessandra Manzotti (una foto scattata all’Antartide con iPhone 12 Pro Max).

Impressionanti i risultati che è possibile ottenere con la semplice fotocamera di quello che da tempo non è più solo un telefono e ancora una volta la dimostrazione che l’unico limite quando scattiamo fotografie è costituito da noi stessi e non dal dispositivo usato. Un buon occhio fotografico può fare la differenza, indipendentemente dal dispositivo usato.

Le foto inviate non devono essere modificate con app diverse da quelle di serie con l’iPhone. I vari scatti premiati sono visibili sul sito dedicato all’evento.