Blu, giallo e rosso

E’ questo il miglior periodo dell’anno per godere dei colori che la natura ci regala. L’inizio autunno infatti riempie la nostra “vista” di un’infinità variegata di sfumature che vanno dai gialli ai rossi passando per i marroni. Una vera pacchia per gli amanti della fotografia naturalistica.

Forte

Non poteva mancare in questo spazio il mio cagnolino “Forte“, un meticcio di razza pura di dieci mesi. Forte infatti è nato il 17 aprile del 2020. Ultimo di una cucciolata di sette cani era stato “abbandonato” dalla madre, come purtroppo molte volte le regole della natura impongono. Essendo nato di venerdi diciasette e rifiutato dalla madre, la signora che ce l’ha regalato lo ha chiamato “Fortunato” perché grazie a lei che l’ha allattato è riuscito a rimanere in vita.

Convivenza

Con cautela chiamai Carmela che cantava canzoni chiassose correndo contro corrente. Ciao cara, conosci Cristina? Casomai conosco Caterina commentò, che con Carlo cuoce cipolle con cavoli crudi, Cristina credo ceni contenta con Claudio. Conosci cattivi ceffi? chiesi controvoglia. Certo confidò, collaboro con clandestini, curati, corrotti, coglioni, cacasotto. Convivete? Camminiamo contro chiunque crudamente ci complica comportamento civile. Combattiamo condizione canonica. Costruiamo cembali celtici curvilinei. Coltiviamo capponi, cogliamo ciliegie, ciclamini, ci cibiamo con cedri, calamari, caciotte, ciambelle. Collaboriamo con collettivi, confortando cari compagni contadini. Cospirando contro clero. Condannando contemporaneamente castità, clausura, cocacola, campari.
Concludo consegnando curiosa condizione: “Circostanze complesse comportano carambolesche conclusioni”.

Fedora…

Fiorenzo faceva focacce fresche.
Fulgenzio freme falene filigranate.
Flavia forse, fatta fame, finirà farsa.
Fausto frantumò fiori fatti finemente.
Fabiola fingeva facilmente focosi fremiti.
Fernando finii fucilato frammezzo fuochi.
Fabrizio fornaio fece fragranti fumanti frittelle.
Fulvio fabbricava flebo, fondendo ferro fumoso.
Filomena fiorista fatica finché fa fiocchi floreali.
Fabiana finalmente fermerà fantasmi femminili.
Fazio fu fatalmente ferito fallendo fragile frattura.
Flora frequentò fantastici fusti finendo franosi fienili.
Francesco, facendo favolose fotografie, finì fra fitte felci.
Felice farabutto flirtava fragili femmine, fingendo faville.
Federica farmacista forniva farmaco febbricitante Filippo.

Magra succulenta

Questa foto non ha subito effetti e modifiche fotografiche, è stata leggermente scurita per creare lo sfondo nero che, non a caso, crea un effetto da renderla quasi “volatile” come fosse sospesa nell’aria. Questo è il motivo del perché mi piace, un effetto voluto senza nessuna modifica particolarmente artificiale.

Birbanti briosi…

Bruno, brillante bolognese benestante, biondo baffuto bisessuale, bevendo bordo bar, boccale birra, bisticciò bagnino Bartolomeo, buttando bottiglia Barbera balcone bianco.
Barista benché breve bega, bagnò bischeri bellimbusti, bollicine bibita bitter, bersagliando bikini blu Beatrice, bella ballerina brasiliana, brava ballare benissimo Boogie-Boogie.
Bravi! bingo! Balordi bischeri blasfemi! Basta belligerare birboni!
Bevete bicchiere Barolo, buon Bordeaux, bianco bollicine briose.
Brindarono bendisposti, bulli birichini, beoni blasonati, blaterando barzellette, barando beltà baldanzosa, balbettando brusii bla bla bla, brulicando bordate bitume, bandendo bocche blindate, bidonando boati, balenando barlumi beatitudini.

Andrea…

Andrea allegro andava ad Ancona abbordare ancelle. Arrivò anticipatamente appuntamento abitazione Anna, antico amore. Ambedue afferrarono aperitivo analcolico, allorché affamati, acquistarono appetitosi alimenti, apparecchiarono, assaggiarono avidamente. Accennati ammiccamenti attimi affascinanti ardori avvinti, accarezzandola, abbracciandola amabilmente, amata arrossì aprendo arrendevoli arti anteriori all’amplesso amoroso. Ancora ansimante, adagiatosi accanto all’amante, appariva appagato. Attese alba abilmente appostato, allorché appesantito, appoggiato armadietto arcipieno attrezzi. Allorquando ahimè affiorarono ancora attivi amari acini acri, afflitto avanzò allontanamento. Avvezzo, approfittando astutamente angelica anima, abbozzò addio antico amore. Audacemente aprì anta, affrettando abile andata.

Oltremodo…

Occasionalmente osservo obliquamente orientato occhi ostinati, occupando ogniqualvolta oasi ordinata, ovattata.
Obiettivamente oziando, oscuro odorose orchidee omaggiate oltretutto odiato Orazio.
Odo offesa, obbligato obbedisco offrendo obolo.
Orgoglioso obietto, oltremodo ossessionato olfatto ormai obsoleto odore orticante.
Oberato, ostentatamente ostruisco obbrobri orpelli ossidati, occultando ori occhieggiati.
Oltre… orridi ordini… offuscano obliose ombre.
Oppure ornano.

Nickname

Nessuna natura nega, né nasconde nulla, neanche nelle notti nere.
Neofita, navigando nella nanosfera naufragai nel nome novalis.
Nome noto, narrato, non necessariamente nefasto, né nervoso, neanche negativo.
Novalis nome non natio, nick name nato nelle nebulose notti novembrine.
Nascosto nella narcotica nazione, nettamente nauseato, nitidamente nuance, narro nenie, noie, note, necessariamente naturali.

Probabilmente

Probabilmente, potrei pensare piuttosto provocatoriamente, poter passare pian piano periodo pro popolo, però, poiché penso pateticamente parecchia popolazione, pare poco propensa politicamente, poter produrre presto problematiche pungenti, per persone povere, pensionati, puffi, potremmo plagiare potenti politici, proibendo poltrone parlamentari. Passeremo paturnie pesanti, però poco peneremo pianti perenni, produrremmo pace per patria, perdono pietà poveri piccoli presidenti, purgando pance piene pessime pastine. Presiedere precisi problemi, purtuttavia, pensando presenze perpetue può preservare piacevoli pensieri.