Artefatti di Internet #23 – Fogcam (1994)

Creata da due studenti laureati della San Francisco State University, FogCam è celebrata come la webcam più longeva. Originariamente concepito come un esperimento per fornire viste di spaccati di vita del campus, è diventato rapidamente un amato appuntamento fisso dei primi tempi di Internet. Ad un certo punto, la webcam aveva anche una chat room dove gli utenti potevano discutere del tempo. La webcam è stata (quasi) chiusa nel 2019, ma una protesta pubblica l’ha mantenuta in vita. È in streaming da 29 anni.

I frame trasmessi in diretta da FogCam incarnano l’eredità di un mondo online che non c’è più se non nella memoria di chi ne ha vissute le origini in prima persona. Sono la testimonianza di come un tempo ci sembrasse cosa straordinaria il poter sbirciare quanto accade dall’altra parte del pianeta semplicemente digitando un indirizzo nel browser, senza che dovesse accadere nulla in particolare e senza alcun influencer a presentarcelo.
Qui la FogCam di San Francisco! (continua)

Appunti Corti #10

Mi ricordo la protesta di piazza Tienanmen avvenuta nel giugno del 1989. Vista oggi, la scena non evoca più solamente il coraggio della resistenza civile, ma anche l’umanità richiesta ad ogni azione militare. Se questa scena si fosse verificata nel 2024, con un palestinese davanti a un tank israeliano, forse l’epilogo sarebbe stato differente, e anche la nostra reazione, per un calo generalizzato nei livelli di umanità e di empatia, che un tempo avevano un “minimo sindacale” di decenza anche per soldati di regimi totalitari.

Il Buddambulo #9

Il Buddismo esplicita la verità che la nostra vita non è ristretta nei confini di ciò che comunemente percepiamo come io, ma include gli altri, il mondo esterno e addirittura l’intero universo. La migliore concettualizzazione di questa verità si trova nella teoria dei tremila regni in un singolo istante di vita, che descrive l’illimitato potenziale della vita.

Da questa teoria derivano molti altri principi chiave del Buddismo, come il principio di non dualità di corpo e mente e quello di non dualità della vita e del suo ambiente. Poiché la teoria dei tremila regni colloca i dualismi in un più ampio contesto dove è possibile armonizzare gli opposti, comprenderla può aiutarci a risolvere i problemi che sorgono dal pensiero dualistico.

Il sistema filosofico dei «tremila regni» fu sviluppato in Cina da T’ien-t’ai, straordinario teorico buddista del VI secolo. Il sistema di T’ien-t’ai si basa sul Sutra del Loto e offre una visione del mondo che da conto della relazione di reciproca inclusione tra tutti i fenomeni e la realtà fondamentale della vita. Ciò significa che la vita del Budda è universalmente inerente a tutti gli esseri e che la distinzione tra una persona comune e un Budda esiste solo a livello fenomenico.

In giapponese la teoria di Tien-t’ai è chiamata ichinen sanzen. Ichinen, che letteralmente significa “un pensiero” o “una mente”, indica il vero aspetto della vita, o la realtà fondamentale che si manifesta in ogni momento nell’esistenza dei comuni mortali. Sanzen invece significa “tremila” e indica la molteplicità delle leggi invariabili che governano i fenomeni attraverso i quali la realtà fondamentale si manifesta.

Il numero tremila deriva dalla moltiplicazione dei differenti componenti che costituiscono il principio di ichinen sanzen: i dieci mondi, cioè i dieci stati della vita, ognuno dei quali contiene al suo interno, oltre a se stesso, gli altri nove, per un totale di cento mondi; i dieci fattori, dei quali è dotato ognuno dei cento mondi, e che diventano quindi mille fattori: e i tre regni dell’esistenza in cui ognuno di questi mille fattori opera, arrivando così al totale di tremila.

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Descrizione:

I dieci mondi sono:

  1. di inferno,
  2. degli spiriti affamati (avidità),
  3. degli animali (animalità),
  4. degli asura (collera),
  5. degli esseri umani (umanità),
  6. degli esseri celesti (cielo),
  7. degli ascoltatori della voce (apprendimento),
  8. dei risvegliati all’origine dipendente (realizzazione),
  9. dei Bodhisattva (bodhisattva),
  10. dei Budda (buddità).

Essi rappresentano stati vitali distinti, ma fluttuanti, che ognuno di noi sperimenta, e descrivono le possibili circostanze della vita; in ogni momento ci troviamo in uno o nell’altro di questi “mondi”. L’Inferno è il mondo dell’infelicità che sprofonda in se stessa; l’Avidità è caratterizzata da un desiderio insaziabile; le persone nel mondo di Animalità cercano di adulare o dominare gli altri, a seconda che li ritengano più o meno potenti di loro; il mondo di Collera è il mondo della rivalità e dell’invidia mascherate da apparente virtuosità; l’Umanità è uno stato di calma razionale; il mondo di Cielo è quello dei desideri appagati; il mondo di Apprendimento è caratterizzato dal piacere di ampliare il proprio sapere. La Realizzazione è il mondo assorto dell’elaborazione creativa; Bodhisattva incarna lo spirito di dedizione agli altri e la Buddità rappresenta la capacità più creativa e totalmente positiva. Ciascuno di questi mondi contiene potenzialmente tutti gli altri, ciò significa che possiamo far emergere la Buddità in qualunque momento della nostra vita di normali esseri umani.
Mentre i dieci mondi descrivono le differenze fra gli individui e i fenomeni, i dieci fattori descrivono gli elementi comuni a tutte le forme di vita in ciascuno dei dieci mondi.

I primi tre fattori sono:

  1. aspetto (ciò che è visibile),
  2. natura (le predisposizioni interiori, che non sono visibili)
  3. entità (l’essenza della vita che permea e integra aspetto natura)

Questi primi tre fattori costituiscono l’esistenza e l’essenza di un determinato essere vivente.

I successivi sette fattori esprimono i meccanismi e le funzioni, il modo in cui la nostra vita interagisce con l’ambiente circostante e con gli altri. Sono: potere, influenza, causa interna, relazione, effetto latente, effetto manifesto e la coerenza dall’inizio alla fine

Per fare un esempio semplice, la causa interna potrebbe essere paragonata a un sedimento sul fondo di un bicchiere d’acqua e la relazione a un cucchiaino che rimescola l’acqua. Il risultato è che l’acqua si intorbida. Senza la causa interna rappresentata dal sedimento l’acqua non diventerebbe mai torbida, per quanto la rimescoliamo. Allo stesso modo, un commento o un particolare episodio possono far infuriare o ferire profondamente una persona, mentre per qualcun altro lo stesso stimolo esterno non produce alcun effetto. Il decimo fattore, la coerenza dall’inizio alla fine, sta a significare che i dieci fattori sono coerenti in ciascuno dei dieci mondi. Quindi il mondo di Inferno ha l’aspetto, la natura, l’entità, l’effetto manifesto ecc. del mondo di Inferno, e ognuno di questi differisce da quelli degli altri mondi.

I tre regni sono

  1. il regno delle cinque componenti,
  2. il regno degli esseri viventi,
  3. il regno dell’ambiente.

Dal punto di vista dell’essere umano, possono essere sintetizzati come “individuo”, “società” e “ambiente”. T’ien-t’ai ha ricavato la teoria di ichinen sanzen dai principi esposti nel Sutra del Loto, la scrittura buddista che è alla base del Buddismo di Nichiren Daishonin.

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Benché la teoria dei tremila regni sia un’analisi complessa e dettagliata di ogni istante di vita, Nichiren era convinto che chiunque sarebbe stato in grado di comprendere questi concetti, da lui riassunti o condensati nella frase: “Nam Myoho Renge Kyo”. 

Attraverso lo studio della teoria dei tremila regni possiamo comprendere meglio il fondamento filosofico e culturale degli insegnamenti di Nichiren e anche capire perché la recitazione di Nam myoho renge kyo sia una pratica efficace.

La teoria dei tremila regni rivela che tutti i fenomeni, senza eccezione, esistono in ciascuno degli istanti di una vita individuale, e che in ogni istante è perciò contenuto un potenziale infinito.

Nichiren spiegò che una vita individuale in ogni istante simultaneamente permea l’intero universo e racchiude in sé tutte le leggi e tutti i fenomeni. Perciò, la vita di ogni persona coincide letteralmente con l’universo. La teoria dei tremila regni in un singolo istante di vita fornisce la struttura concettuale per esprimere questa verità. (Continua)

Appunti Corti #9

Ancora una volta scelgo di andare a votare. Non m’importa di quei: “tanto fanno ciò che vogliono”, “sono tutti uguali”, “tanto non cambia nulla” e via via dicendo, non mi lascio prendere dal qualunquismo. Se gli altri non fanno niente, questi fanno del male, primo tra tutti il problema dei diritti civili, diritti che vengono schiacciati, derisi, strumentalizzati. Evito la lista di tutte le nefandezze iniziate e in programma, in parte già presenti in Italia. E’ proprio per questo che andrò a votare, per non sentirmi in parte responsabile della deriva sociale e culturale che inevitabilmente saremo destinati, perché non votando avvaloro questi “esseri” che non solo non mi rappresentano ma sono anche artefici (nonostante la mia età) dell’ansia per il futuro.

Appunti Corti #8

Nel mondo comanda (e dispone di vite umane, come noi di zanzare e formiche) chi ha più armi, potere e soldi. Questo ci sta bene per un po’, a volte anche per anni, fino a quando gli Hitler, i Putin e i Netanyahu non la fanno talmente grossa da suscitare oltraggio globale. Ma a quel punto è già tardi per usare diritto, politica e democrazia per tenere a bada i potenti, e tanti sprovveduti, credendo di far prima, fanno atto di fede nelle bombe, ovvero in chi ha più armi, potere e soldi.

Office Dog – Spiel (2024)

Gli Office Dog, sono un classico trio chitarra, basso e batteria e sono originari dalla Nuova Zelanda. Spiel è il loro album di debutto, un disco energico, dove la bella voce e la chitarra del frontman Kane Strang ha una presenza determinante.
Per quanto Spiel possa avere una sua trama musicale, in questa prima bella produzione risuonano delle sfumature che inesorabilmente portano alla mente suoni e gruppi del passato, ma non per questo, gli Office Dog non possiedono una loro spina sonora che li differenziano.
Le loro dodici canzoni si inerpicano senza paura in profondità emozionali abbastanza complesse, cariche di tensione, liberate dalla chitarra e voce di Strang.
Spiel è buon disco come pochi album di debutto lo sono.

Ascolta l’album

Appunti Corti #7

In occasione della Festa della Repubblica, credo sia utile ricordare che il 2 Giugno 1946 non si tenne nessuna battaglia militare. Ci fu invece un referendum, nel quale il popolo italiano archiviò la tragica pagina della monarchia Savoia scegliendo invece la Repubblica. Come ogni anno però lo spazio celebrativo della Festa della Repubblica viene occupato dalla parata militare, offuscando il carattere pacifista del 2 Giugno 1946, che condusse alla Costituzione e al famoso articolo 11. Servirebbe restituire la Festa del 2 Giugno al suo carattere civile: una giornata d’incontro tra tutti gli italiani e le italiane, in cui celebrare insieme i valori della Costituzione democratica e antifascista. I militari, invece di sfilare in divisa, dovrebbero essere in libera uscita per unirsi ai festeggiamenti insieme a tutti i civili. Il 2 Giugno torni ad essere la Festa della democrazia e della Repubblica che ripudia la guerra.

2 Giugno

Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi. (Sandro Pertini)

La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà. (Luigi Sturzo)

La jungle music di Bo Diddley

Il 2 giugno 2008 muore ad Archer in Florida, Bo Diddley considerato, insieme a Fats Domino e Chuck Berry, uno dei padri del rock and roll.  Bo Diddley è riconosciuto come uno dei primi e più influenti chitarristi e musicisti rock. Era nato a Pike County, Mississippi, il 20 dicembre 1928. Il suo nome di nascita era Otha Ellas Bates. Nel 1934 sua madre lo mandò a vivere con sua cugina, Guisse McDaniel a Chicago. Successivamente Otha cambiò il suo nome in Ellas McDaniel Diddley. All’età di dieci anni si interessò molto alla musica. Ha iniziato a studiare violino e chitarra alla Foster High School. Bo era molto attivo da adolescente e prendeva anche lezioni di boxe. Ha suonato il violino per l’Ebenezer Baptist Church Orchestra. Diddley suonava canzoni agli angoli delle strade con il suo amico Jerome Green, e Diddley lavorava nell’edilizia per soldi extra. Nell’ottobre del 1954 Bo aveva un gruppo. Si era comprato una chitarra elettrica e la carriera di Bo era iniziata. Si unì a Jerome Green per registrare due di quelli che divennero i successi di Diddley. I due successi furono pubblicati su Checker e salirono alle stelle fino al numero due delle classifiche nazionali R e B. Bo Diddley è apparso anche nei programmi televisivi di Ed Sullivan. I primi dischi di Bo dimostrarono che era molto più avanti dei suoi tempi nel suonare la chitarra. Dopo aver incontrato Billy “Boy” Arnold ed essere stato rilasciato dalla Chess Records, Bo ha cambiato il suo intero metodo di gioco. Bo Diddley ebbe una serie di successi durante i primi anni ’60. Dopo aver perso il favore negli Stati Uniti, divenne popolare in Inghilterra. Anni dopo, la sua influenza sulla scena rock britannica continuò quando fu invitato ad esibirsi con i Clash. Bo Diddley ha avuto molti riconoscimenti come musicista. Nel 1987 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Il successo di Diddley segnò l’inizio della mania del rock ‘n’ roll. Non solo i neri, ma anche i bianchi trovavano piacere nella sua musica. Diddley era sia un potente cantante che un innovatore che visse nel sud della California per molti anni. .Sono un tipo normale”, ha detto. “Ma devo essere diverso in quello che faccio… Perché è questo che mi mantiene nel mondo della musica.” Oggi, secondo Cort Chilldon di Gainesville, Florida, Bo Diddley vive ad Archer, in Florida. Dice: “Hai ragione sul fatto che sia un ragazzo normale. È molto semplice e odia un trattamento speciale. Penso che sia questo il motivo per cui vive dove vive.”